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Sfida senza storia

Stiglitz batte Zingales 25 a 1
La "Grillo Economics" vice su Fid

Nel derby tra Grandi Scuole economiche, la Columbia del Nobel a cui si ispira il M5S, ha stracciato con punteggio rugbistico, la Chicago Booth del candidato Nobel apparentato anche se divorziato con Giannino

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Stiglitz batte Zingales 25 a 1
La "Grillo Economics" vice su Fid


 - di Glauco Maggi

Nel derby internazionale tra Grandi Scuole economiche, la Columbia del Nobel Joe Stigliz, apparentato con il professor Mauro Gallegati della Università Politecnico della Marche, ha stracciato con punteggio rugbistico, 25% a 1% scarso, la Chicago Booth del candidato Nobel Luigi Zingales, apparentato anche se divorziato in casa con il (lasciamo perdere) Oscar Giannino. Forse gli italiani che hanno portato al trionfo il Movimento 5 Stelle (e fa niente che Stigliz abbia detto di non aver a che fare con il M5S, basta il suo collega Gallegati da Ancona intimo di Beppe) non hanno capito bene (almeno io lo spero) cos'hanno votato, sul piano del programma economico, insieme ai vaffa della Rete al sistema. E forse gli italiani non hanno nemmeno capito (almeno io mi illudo) cos'hanno NON votato, sul piano del programma economico, a proposito dei punti "pro free-market", "pro liberismo", "pro meritocrazia" , " pro sviluppo capitalistico", "pro concorrenza" che erano al cuore del manifestino di Fare (per fermare) il declino. Resta il verdetto del campo, impietoso. Ora, mentre i resti della squadra di Fid si preparano ad attraversare il deserto (è un eufemismo) e possono solo sperare che il 99% degli italiani non solo non li hanno votati ma neppure li hanno NOTATI, è tempo di dire a chi ha premiato il nuovo che avanza ciò che hanno in serbo i grillini sul terreno della crescita, dell'occupazione, dello sviluppo del prodotto interno lordo. Per la CRESCITA non esiste problema: loro sono per la DECRESCITA. Dal sito di Grillo, a firma Gallegati & Stigliz, leggiamo: un modello sono i "Movimenti per la decrescita che propongono cambiamenti dal basso, azioni pratiche per stili di vita sobri e sostenibili, a chi sperimenta una vita senza petrolio nelle "transition town".

Per l'OCCUPAZIONE non esiste problema: "Occorrerà inventare nuovi lavori, magari a ritmi più umani, dematerializzando le nostre produzioni. Per il nostro Paese, un’indicazione ci può venire dal recentissimo Rapporto 2012 sull’Industria culturale in Italia: "L’Italia che verrà", di Unioncamere, Fondazione Symbola e Regione Marche. I settori coinvolti da questa indagine, sono quelli classici dei Beni culturali: architettura, design, industrie creative e culturali che, in contro tendenza, mostrano il livello dell’occupazione (il 5,6% del totale degli occupati) salito dello 0,8%, a fronte di un arretramento medio dello 0,4% (periodo 2008-2011). Allargando il campo ad altri settori dell’unicità italiana, produzioni agricole tipiche, il turismo legato alla capacità attrattiva della cultura, le attività legate al recupero del patrimonio storico, attività di formazione collegate, gli occupati salgono al 18,1% degli occupati a livello nazionale".
Per lo SVILUPPO del Pil non esiste problema: sono per il criterio usato in Bhutan, e basta copiarlo, il "Gross National Happiness", la Felicità Nazionale Lorda.
Bersani si è svenato per tenere assieme la sinistra vendoliana, e non si è accorto del sorpasso, sull'ultrasinistra, del Grillo che decresce, felice e dedicato a "lavori più umani", "dematerializzati".

@glaucomaggi

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