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A Fox News

La "prima" di Romney
dopo la sconfitta
"Muoio a non essere
alla Casa Bianca"

Lo sfidante di Obama nella sua prima intervista tv: "Il presidente deve far andare d'accordo le persone e io non vedo che ciò stia avvenendo"

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

La "prima" di Romney
dopo la sconfitta
"Muoio a non essere
alla Casa Bianca"

Rimpianto ma anche autocritica. Il Mitt Romney di 4 mesi dopo la sconfitta è un uomo che si sta ancora leccando la ferita più profonda della sua vita politica. Nella sua prima intervista in Tv a Chris Wallace di Fox News, l’ex governatore del Massachusetts ha ammesso di sentirsi morire a non essere lì, alla Casa Bianca, a risolvere i problemi del Paese. E ha criticato il governo per la sua inettitudine e inefficacia. L’America sta sperimentando l’esperienza del forzoso taglio alle spese federali, per 85 miliardi di dollari, noto come “sequestration” e che nelle settimane a venire farà sentire i suoi effetti su alcune categorie di dipendenti pubblici, con qualche riverbero di disagio sulla popolazione oltre che sulla gestione del Pentagono, che da solo subirà la metà dei “risparmi”.  Obama e i democratici si sono impuntati a pretendere altre tasse dai repubblicani, come condizione per non far scattare la clausola automatica del sequestro che era parte dell’accordo del 2011 sull’innalzamento del tetto del debito federale, ma hanno trovato il muro del GOP. 

“Guardo a ciò che sta succedendo adesso, magari io fossi là”, ha detto Mitt in Tv. “Mi uccide non essere là, non essere nella Casa Bianca a fare quello che è necessario fare. Il presidente è il leader della nazione. Il presidente deve far andare la gente d’accordo, fa le intese, fa le trattative, fa picchiare le teste l’una contro l’altra, il presidente guida. E io non vedo che questo genere di cose stia avvenendo, ora”. 

In linea con le critiche dei leader repubblicani in Congresso, Romney ha accusato Obama di “continuare a fare campagna elettorale” piuttosto che governare, mentre incombeva il sequestro. “Beh, nessuno può pensare che questo possa essere considerato un successo del presidente”, ha insistito Romney. “Non credo che il sequestro sarebbe dovuto avvenire. E invece è qui. Fino ad oggi, quello che abbiamo visto è un presidente che fa comizi al popolo americano, che fa manifestazioni in giro per il paese, che vola ovunque e attacca i repubblicani, e punta il dito accusando e incolpando. E questo che cosa produce? Che i repubblicani tirano su un muro e combattono a loro volta: è una reazione emotiva umanissima”. 

Mitt, quando era governatore a Boston, da repubblicano aveva contro i due rami del parlamento locale, entrambi democratici, ma riuscì a introdurre molte leggi, tra cui la riforma sanitaria che ha di fatto preceduto Obamacare , e soprattutto ha riportato il bilancio statale in nero. La moglie Ann Romney, al suo fianco durante l’intervista”, si è detta sicura che “in questo momento, se ci fosse Mitt in carica, non ci troveremmo a subire la sequestration”. 

Il presidente mancato si è però anche cosparso il capo di cenere per aver commesso errori decisivi. Niente di originale, in verità, quando ha detto di aver fallito nel parlare alle minoranze ispanica e afro-americana, che hanno votato Obama con percentuali da record storici. Ma ha ammesso pure di essere stato troppo schietto, e autolesionista, durante quel famigerato incontro a porte chiuse per la raccolta di fondi in Florida, quando disse che il 47% dei cittadini vive di welfare pubblico. Oltre la metà del PIL, in effetti, appartiene alla sfera pubblica e la dipendenza crescente di larghissime fette di americani dagli assegni per il cibo statale (oggi sono 47 milioni) e dai sussidi per disabili (oggi ce n’è uno ogni 12 che lavorano, mentre ce n’era uno ogni 50 qualche decennio fa) sono lì a dimostrare che il trend assistenziale federale è inarrestabile. E’ una verità, ma politicante lesiva per chi la dice ad alta voce.

di Glauco Maggi 

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