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Governo o non governo?

Fedeli alla linea. La linea non c'è

C'è confusione sotto al cielo a Cinque Stelle. Ma forse sono io che non ho ancora la malizia di Beppe e Gian

Massimo Entropia

Massimo Entropia

Mi chiamo Massimo Entropia e sono un cittadino a Cinque Stelle. Mi hanno eletto alla Camera dei Deputati. Quindi chiamatemi semplicemente "Cittadino 53". Scrivo un blog satirico e forse non esisto, o forse sì
Giovanni Lindo Ferretti

Giovanni Lindo Ferretti

(Satira). Mi hanno eletto da una settimana. Deputato Massimo Entropia. Suona bene. Anche se non lo posso dire. Sono solo un "cittadino". E chi se lo aspettava, dai, di finire a Montecitorio. Secondo me nemmeno Beppe e Gian speravano in quella valangata di voti. Abbiamo fatto il botto. E' stata una settimana incasinata. Ho dovuto chiedere l'aspettativa e ho lasciato il mio posto di perito informatico alla TechFreedom di Fossombrone. Mia moglie non è che sia molto contenta, ma ormai sono in ballo, e Beppe se non vado alla Camera s'incazza. E ha ragione. Qualche buontempone si è anche messo a sfottermi, ha scritto dell'immaginaria vita di un deputato a Cinque Stelle e ha scelto proprio me come protagonista. Tutte balle. Stampa di regime. Ma tanto adesso lo togliamo a tutti il finanziamento pubblico. Pensa un po' che 'sto pennivendolo mi ha immaginato capogruppo alla Camera. Mica vero, eh. Hanno scelto la mia amica Roberta, non me.

Ma non volevo parlare di questo. Il punto è un altro. Il punto è che sono confuso. Prima mi stavano tutti sulle balle: destra e sinistra, stessa schifezza. Berlusconi psiconano e Bersani parassita. D'accordissimo. Infatti mi stanno ancora tutti sulle balle, a parte Beppe, Gian e i cittadini. Ma fino a una settimana fa, ecco, era tutto più semplice. Anche farmeli stare sulle balle. Ora invece i telegiornali e Gargamella me lo ripetono ogni giorno: "Oh ragassi, avete delle responsabilità". E se fosse vero? Io ci sto provando a capire cosa devo fare, come mi devo comportare. Mi stanno ancora sulle balle tutti, e l'ho già detto, ma forse qualche "responsabilità" ce l'abbiamo sì. O forse no e 'sti maledetti media mi stanno facendo il lavaggio del cervello. Però ora che devo ballare un dubbio ce l'ho.

Sinceramente ho anche un po' paura, con tutte quelle regole che Beppe e Gian ci hanno spedito per email. Non è mica semplice capire cosa si può dire e cosa no. Non vorrei mica che come scriveva quel buontempone mi buttassero fuori per "alto tradimento" o per "partecipazione a talk show". Per quel che mi riguarda cerco di fare il mio, di stare "schiscio". Alla Camera porterò avanti la mia battaglia, banda larga per tutti: da buon perito informatico ho le mie priorità. E questa priorità, cascasse il mondo, ce l'ha anche Beppe. Sono pronto a tutto per le Cinque Stelle. Anche a rinunciare al mio titolo da onorevole. Anche a rinunciare al mio nome, se me lo chiedono Beppe e Gian. "Chiamatemi Cittadino 53", ho detto martedì scosro ai miei colleghi, nel giorno in cui ho chiesto l'aspettativa. E tutti giù a ridere. Certe volte non li capisco proprio.

Sono pronto a tutto sì, però ho le idee un po' confuse. Si potrà dire che ho le idee confuse? Ora vi spiego: all'Hotel Universo eravamo belli, puliti, diversi da tutti gli altri zombie della Casta. Mi sembravano tanto i tempi del collettivo Camilo Cienfuegos che bazzicavo ai tempi del liceo, a Fano. L'alzata di mano, il dialogo, i tempi contingentati, i pensieri in libertà. Però, ecco, un po' questa "responsabilità" me la sento addosso (questo l'ho già detto). E il problema è che non ho proprio le idee chiarissime (e ho già detto pure questo). Proprio come ai tempi del collettivo Camilo Cienfuegos.

All'Hotel certi cittadini sostenevano un patto con Bersani che avesse come obiettivo quello di realizzare i "sei punti" (o forse sono otto?). Secondo loro, la fiducia al Piddi-menoelle sarebbe l'idea migliore. Altri invece, incazzatissimi, dicevano che con il Piddi e il Piddi-menoelle non si scende a compromessi. Beppe ha detto che non diamo la fiducia a nessuno. Gian invece spiegava che possiamo dare "un appoggio di minoranza a un governo di convergenza". E la fiducia? Boh. Eppoi Crimi ha aperto al governo tecnico. Ho sentito alla radio il cittadino Pepe che inneggiava a Chavez, "meglio di Bersani", perché ha introdotto non ricordo quale tipo di referendum in Bolivia. Quindi scopro che Roberta scriveva sul suo blog del fascismo, e diceva che non fu poi tutto così uno schifo. Proprio come lo Psiconano. Insomma, qui è un casino.

Io qualche idea, mia e personale, ce l'ho anche anche. Non mi sembra il momento migliore per tirarla fuori. Navigo un po' a vista. Guardo che mi succede intorno. Beppe e Gian, sono sicuro, la quadra la troveranno. Non faccio mica pazzie: dal MoVimento non voglio essere espulso (su questo sì, lo devo ammettere, il pennivendolo che mi sfotteva sul sito di Libero ha ragione. Se poi scatta il procedimento per l'espulsione come la mettiamo? Meglio stare "schisci"). Una battuta però me la concedo. Giovanni Lindo Ferretti - che prima era comunista (ma comunista peso e suonava nei CCCP) eppoi invece si è convertito alla Lega e a Berlusconi e quasi mi sviene quando Giuliano Ferrara lo ha intervistato - ecco Giovanni Lindo Ferretti in una delle sue canzoni più comuniste cantava: "Fedeli alla linea la linea non c'è. Fedeli alla linea la linea non c'è". Dai Beppe, 'sta freddura concedimela. E' solo una piccola marachella. Lo so che tu e Gian avete un progetto ben chiaro in testa. E' che io sono un po' sprovveduto, non ho ancora la malizia. Dammi il tempo e la "linea" la vedrò anche io. Eppoi cito Giovanni Lindo perché come ha detto il mio amico Allergia - che non so se ha votato per noi, però conosce i meandri del web e scrive sempre sotto pseudonimo - "Ferretti secondo me ha votato per Grillo. Ce lo vedo con 'sta storia delle decrescita e dei No Tav".

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