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Complimenti per la trasmissione

Virgin Diaries, i sessualmente astenuti

la nuova trasmissione "factual" targata Real Time

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
ryan e shanna virgin diaries

C’è qualcosa di delicatamente inquietante nella storia di Ryan e Shanna, divorati, quasi consunti, dal reciproco desiderio sessuale; eppur così tenacemente vergini nel senso del talamo.

Ryan, 31 anni, ha la presenza macilenta del travet e il volto topesco di un cartoon della Disney; Shanna, 27, è la classica bionda americana che ride sempre anche se non capisce. Vanno sull’altalena insieme, passeggiano nei boschi, si stringono sulle panchine, si tasteggiano l’uno l’altro come meloni maturi. Ma baci, mai e figurarsi il resto. Non importa, come si osserva in Virgin Diares (Real Time canale 31 digitale, sabato 23.05 e sul sito originale) che, poi, una volta uniti in matrimonio, il loro primo bacio da marito e moglie ricordi un rito cannibalico o un fotogramma di una commedia sexy all’italiana. L’accanimento, una roba tra il religioso e il folle, di Ryan e Shanna contro la propria sessualità, non è naturalmente l’unica storia. Scorrono in Virgin Diaries, nelle incredibili vicende dei «sessualmente astenuti», anche quella di Carey, «vergine del Maryland, ma non esattamente per scelta». Il quale -ancora più triste- a 35 anni è una betoniera impazzita d’ormoni: «Voglio fare sesso adesso!» ma il suo rullio rimarrà inascoltato. E ci sono tre amiche conviventi della British Columbia, Lisa, Tamara e Danielle che, visto il loro approccio un tantino diretto con l’altro sesso al primo appuntamento («Ciao, ma tu ci tieni a sposarti e ad avere dei figli?») continueranno ad astenersi dal coito; e poi ci apparirà una lesbica che aspetta la principessa azzurra e una 41enne che, in tutti questi anni, s’è semplicemente «dimenticata di fare sesso», come se lo dovesse segnare sull’Iphone.

Ora, il girato è buono. Ma, se all’apparenza, i suddetti protagonisti rivelano una smagatezza da rispettare nell’essere così fuori dal tempo, un’ingenuità da guardare con indulgenza; in realtà, a ben analizzarli, la loro verginità ostentata arriva a risultare quasi fastidiosa. É come, insomma, vedere Porky’s e la serie di film liceali sul virilismo, ma al contrario. L’argomento è talmente di nicchia da causare un involontario «effetto freak» che però ti avvolge. Ma questo è l’effetto generale del factual di Real Time: la grande capacità - dai farcitori di torte alle scuole di shopping- di sceneggiare l’insceneggiabile. Non mi attrae, ma è sicuramente un fenomeno...



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