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Complimenti per la trasmissione

Virgin Diaries, i sessualmente astenuti

la nuova trasmissione "factual" targata Real Time

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ryan e shanna virgin diaries

C’è qualcosa di delicatamente inquietante nella storia di Ryan e Shanna, divorati, quasi consunti, dal reciproco desiderio sessuale; eppur così tenacemente vergini nel senso del talamo.

Ryan, 31 anni, ha la presenza macilenta del travet e il volto topesco di un cartoon della Disney; Shanna, 27, è la classica bionda americana che ride sempre anche se non capisce. Vanno sull’altalena insieme, passeggiano nei boschi, si stringono sulle panchine, si tasteggiano l’uno l’altro come meloni maturi. Ma baci, mai e figurarsi il resto. Non importa, come si osserva in Virgin Diares (Real Time canale 31 digitale, sabato 23.05 e sul sito originale) che, poi, una volta uniti in matrimonio, il loro primo bacio da marito e moglie ricordi un rito cannibalico o un fotogramma di una commedia sexy all’italiana. L’accanimento, una roba tra il religioso e il folle, di Ryan e Shanna contro la propria sessualità, non è naturalmente l’unica storia. Scorrono in Virgin Diaries, nelle incredibili vicende dei «sessualmente astenuti», anche quella di Carey, «vergine del Maryland, ma non esattamente per scelta». Il quale -ancora più triste- a 35 anni è una betoniera impazzita d’ormoni: «Voglio fare sesso adesso!» ma il suo rullio rimarrà inascoltato. E ci sono tre amiche conviventi della British Columbia, Lisa, Tamara e Danielle che, visto il loro approccio un tantino diretto con l’altro sesso al primo appuntamento («Ciao, ma tu ci tieni a sposarti e ad avere dei figli?») continueranno ad astenersi dal coito; e poi ci apparirà una lesbica che aspetta la principessa azzurra e una 41enne che, in tutti questi anni, s’è semplicemente «dimenticata di fare sesso», come se lo dovesse segnare sull’Iphone.

Ora, il girato è buono. Ma, se all’apparenza, i suddetti protagonisti rivelano una smagatezza da rispettare nell’essere così fuori dal tempo, un’ingenuità da guardare con indulgenza; in realtà, a ben analizzarli, la loro verginità ostentata arriva a risultare quasi fastidiosa. É come, insomma, vedere Porky’s e la serie di film liceali sul virilismo, ma al contrario. L’argomento è talmente di nicchia da causare un involontario «effetto freak» che però ti avvolge. Ma questo è l’effetto generale del factual di Real Time: la grande capacità - dai farcitori di torte alle scuole di shopping- di sceneggiare l’insceneggiabile. Non mi attrae, ma è sicuramente un fenomeno...



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Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...

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