Cerca

Il dopo Obama

Alla Casa Bianca sarà ancora Bush contro Clinton?

I repubblicani pensano già al 2016 e il nome rampante è Jeb Bush, fratello di George W. ed ex governatore della Florida. Sulla sua strada la moglie di Bill, Hillary...

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Alla Casa Bianca sarà ancora Bush contro Clinton?

di Glauco Maggi 

Altro passo di Jeb Bush verso la corsa per la Casa Bianca. L'ex governatore della Florida ha messo in calendario per fine marzo un'apparizione alla Conferenza del Conservative Political Action, un gruppo che raccoglie l'ala più conservatrice del partito repubblicano. Jeb non aveva mai parlato in quella sede, che è considerata un passaggio obbligato per chiunque pensi seriamente di partecipare alle primarie. Dall'accoglienza e dalle reazioni del pubblico a ciò che dirà, il fratello minore di George W. capirà se la strada è percorribile o meno. A ciò si aggiunge l'intervista che ha rilasciato durante il programma Today della tv Nbc, in cui, a precisa domanda sulle sue intenzioni, ha risposto sibillino, ma con una esplicita apertura. "E' una cosa ancora così lontana nel futuro - ha detto - ma io ho la mia voce e voglio condividere le mie opinioni su come il movimento dei conservatori e il partito Repubblicano possono riguadagnare terreno, perché abbiamo perso la nostra strada". E poi la frase da titolo: "Non escludo di correre nel 2016 anche se non lo dichiarerò certo oggi”.  

Jeb Bush aveva fatto una buona figura nei due turni da governatore della Florida, e da allora si è costruito l'immagine di "esperto" dei problemi dell'educazione scolastica, che resta uno dei nodi più difficili da sciogliere della politica domestica Usa. In questa veste, nel novembre scorso, Jeb si era recato a Washington per incontrare un gruppo di ex aiutanti del fratello George, appunto per discutere di istruzione pubblica, almeno ufficialmente. Il viaggio era stato però subito giudicato come la prima presa di contatto di Jeb con possibili membri di un suo futuro team per la campagna, dovesse nel 2015 buttarsi nella mischia. 

Oltre alle credenziali da buon amministratore in Florida, Bush Terzo porterebbe un profilo ricco di due caratteristiche personali positive. La prima è che è una figura moderata nei toni e trattativista con i democratici, ma anche ferma sui principi conservatori. Lo dimostra il fatto di essere stato un sostenitore di Marco Rubio, il senatore vicino al Tea Party, al punto di averlo suggerito a Romney per la posizione di vicepresidente. La seconda "qualità", anche se per interposta consorte, è che la sua candidatura avrebbe una sicura credibilità preso gli ispanici, a differenza di quella fallimentare di Romney. Non solo è fratello di George W, che nel 2004 fece il pieno di voti tra gli ispanici (oltre il 40%, una quindicina di punti in più di Mitt), Jeb ha sposato una messicana. Quindi parla spagnolo e ha figli ispanici veraci, che sarebbero testimonial naturali di diversità. L'abbattere il muro della prevenzione verso il GOP dei latini d'America è un obiettivo minimo per chiunque voglia covare speranze di vittoria, e non a caso l'avversario più titolato che potrebbe sbarrargli la nomination è l'ispanico oggi più celebre tra i Repubblicani, l'amico Marco Rubio nato in America da una famiglia di esuli cubani. 

Un terzo motivo che farebbe valutare favorevolmente la sua discesa in campo al popolo dei Repubblicani dopo otto anni di Obama è la loro nostalgia con speranza di rivincita. Si creerebbe una situazione di derby tra due dinastie della "monarchia Usa" che si sono già scontrate nel 1992, quando Bill Clinton superò Bush Padre e gli negò il bis. Poi è toccata a George W. di battere Al Gore, che era stato per 8 anni il vice di Bill. La prossima volta, dopo l'era di Barack con la Clinton segretario di stato nel primo mandato, una sfida Bush Terzo contro Hillary avrebbe i crismi della classica. In America, anche quando i cognomi si inseguono, è il sovrano verdetto popolare che ogni volta azzera il vecchio, e ricrea un vertice legittimo e nuovo di zecca. 

twitter @glaucomaggi

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog