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Questione di stile

Io, alla Camera, mi vesto così. Ma non so mica se va bene

Tutti a parlare del nostro guardaroba, e non capisco perché. Beppe e Gian non potrebbero darci qualche dritta? Prima, però si mettano d'accordo

Massimo Entropia

Massimo Entropia

Mi chiamo Massimo Entropia e sono un cittadino a Cinque Stelle. Mi hanno eletto alla Camera dei Deputati. Quindi chiamatemi semplicemente "Cittadino 53". Scrivo un blog satirico e forse non esisto, o forse sì
Io, alla Camera, mi vesto così. Ma non so mica se va bene

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(Satira). A quel Roncone del Corriere della Sera una cittadina gliene ha dette quattro: "Tutti uguali, voi giornalisti. Ridicoli!". Si era infilato nella sala dell'Hotel Universo dove eravamo in assemblea, abusivo, senza "passi". Oh, tra l'altro l'assemblea continua ancora, roba che neanche al collettivo Camilo Cienfuegos del liceo di Fano. Eppoi quel Roncone sul Corriere ha scritto di noi come di alieni, parlava degli abiti semplici. Ma semplice non vuol mica dire straccione, o sbaglio? Sì, lo ammetto. L'ho letto anche io l'articolo del Roncone. E ho letto anche tutti gli altri sugli altri quotidiani. Beppe e Gian ci dicono di leggere solo il blog, ma poi alla fin fine un po' tutti i cittadini trasgrediscono e li sfogliano, i giornali. Questo lo posso anche scrivere, non rischio mica il processo online, che sennò a processo ci vanno tutti, espulsi tutti quanti, eppoi vanno con Gargamella e fanno la maggioranza e addio al sogno a Cinque Stelle.

Io tutta questa attenzione su come ci vestiamo non la capisco. Quello zombie di Emilio Colombo ha detto che se i cittadini vanno al Senato senza giacca li butta fuori. In assemblea ho proposto di andarci sì con la giacca in aula, ma messa al contrario, e la cravatta - bianca, ce le procura il cittadino Pepe, lo ha detto alla radio - legata sulla fronte, come alle feste in ufficio, che agghindati a quel modo diamo un bel segnale alla Casta: "Non saremo mai come voi, siamo diversi". Magari in aula ci andrei anche con i sandali e il calzetto bianco di spugna, così, tanto per sparigliare le carte. Tutta questa attenzione, lo ripeto, non la capisco. Ma di come ci vestiamo se ne parla eccome. Mica solo il pennivendolo Roncone e lo zombie Colombo. Oggi in assemblea - non ne potevo più - sgrillettavo un po' sul mio Ipad, guardavo le agenzie stampa (siamo un po' pirati, noi, e le rubiamo ai pennivendoli, senza pagare, tutto gratis sul web, come vorrebberro Beppe e Gian) e ne ho beccata una, di agenzia, che parlava di come si vestono i cittadini. Giuro. E anche a 'sto giro sono un po' confuso. Adesso vi spiego perché.

Secondo me dovremmo andare in Parlamento tutti vestiti uguali (io la cravatta e la giacca le eviterei volentieri, ma per ora Beppe e Gian non ci hanno detto niente). Forse dovremmo anche andare in giro vestiti tutti uguali, noi cittadini a cinque Stelle, ma all'assemblea ognuno era conciato un po' come voleva. L'agenzia non mentiva, anche se non era il blog di Beppe. C'era quello "armato di zainetto e sneakers", che poi sono le scarpe da ginnastica. "Il taglio di capelli è prevalentemente corto", spiegava l'agenzia. Ed è vero. Molti coi capelli corti, altri invece lunghi, eppoi c'era Gian con quei riccioloni a cascata. "In spalla portano un Invicta, lo zainetto icona degli anni '80 (...), prevale il modello in tinta unita". Oh, di Invicta ce n'erano tanti e io non li vedevo dai tempi del collettivo Camilo Cienfuegos del liceo di Fano. Ma come fai ad andare in giro a trent'anni con l'Invicta? Un po' sfigato, no? Io ho un Eastpak che è una meraviglia. Secondo me è meglio, per i cittadini.

Da una parte poi c'era Vito col maglioncino che faceva un po' troppo Marchionne, per come la vedo io. A me i padroni non piacciono. Dall'altra Roberta, che "predilige il look da mamma, semplice ma ricercato". Ma tra i cittadini che per ora - e ripeto, per ora, che tanto prima o poi tocca anche a loro fare il capogruppo -, ecco tra i cittadini per ora meno in vista "si fa strada il look street e metropolitan", spiegava sempre l'agenzia. Io non so bene cosa vuol dire, ma secondo me è una roba tipo "casual", tanto per usare le parole di mamma. Insomma, anche qui un bel casino. E Beppe e Gian hanno trasformato il casino in un vero e proprio macello. Gian con la giacchetta grigia e la cravatta, Beppe con quel piumino che lo copre tutto, a metà tra Blade Runner e il subcomandante Marcos. Cioè, qui dobbiamo trovare la quadra, qui dobbiamo darci una linea anche sul guardaroba. Per come la vedo io sarebbe più carino ed elegante vestirsi tutti uguali. Se ci lasciano decidere il guardaroba me ne vado in crisi: le Clarks marroni consumate, i jeans azzurri a vita bassa, il maglioncino verde pistacchio con il collo a V e sotto una canotta blu che dice? Come mi colloco? Elegante no, ma dignitoso sì. Alla fine sono i miei gusti, però non se van bene per le Cinque Stelle. Vorrei capirlo, dove sta il bene.

Piesse. Oggi ho parlato di vestiti, che a parlare di politica faccio ancora fatica. Lascio fare a Beppe e Gian, che sanno il fatto loro. Non parlo di politica perché sono più confuso di ieri. Vito ha detto che il governo tecnico non gli va mica bene e che nessuno aveva capito un cazzo, Beppe ha ribadito che non vota la fiducia e ha aggiunto che il Movimento si allea solo con i movimenti, poi Roberta ha spiegato che ieri, sul fascismo, nessuno aveva capito un cazzo e che lei parlava del programma del 1919 (ma che è 'sto programma? Si trova online?), epperò i partigiani le hanno risposto dicendo che è una fascista ed erano incazzati neri. Qui è un gran casino. Per fortuna ci sono Beppe e Gian, che troveranno la quadra.

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