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Se uno vale uno...

Il dilemma della carta igienica e la banana a chilometro zero

Il cittadino Tacconi è sotto processo per "impatto ecologico" e "autopromozione". Risultato? Io sono bloccato sul cesso e mi pento di aver parlato del frutto giallo

Massimo Entropia

Massimo Entropia

Mi chiamo Massimo Entropia e sono un cittadino a Cinque Stelle. Mi hanno eletto alla Camera dei Deputati. Quindi chiamatemi semplicemente "Cittadino 53". Scrivo un blog satirico e forse non esisto, o forse sì
La tocco o non la tocco?

La tocco o non la tocco?

 

(Satira). Il cittadino Tacconi è sotto processo. Lo sapevo che qui prima o poi qualcuno veniva processato. Era solo questione di tempo. Io, che sono un cittadino a Cinque Stelle, dovrò votare sul blog di Beppe per decidere se cacciarlo fuori dal MoVimento oppure no. Il punto è che sono un po' incasinato, qui mi dicono che uno vale uno e che dovrei votare secondo coscienza, epperò Beppe e Gian ci hanno dato delle regole e forse il cittadino Tacconi qualcuna l'ha violata. O forse no. Il cittadino Tacconi è stato eletto all'estero. I cittadini lo accusano di "aver usufruito degli sconti fiscali per spedizioni elettorali", ossia del reato gravissimo di "finanziamento pubblico". Eppure non è che proprio lo hanno finanziato. Almeno non direttamente. Anche l'unico giornale che Beppe e Gian ci dicono che possiamo leggere, Il Fatto, usa gli sconti postali per l'editoria. E non è mica finanziamento pubblico, sennò Marco mica mi andava a scrivere sotto il trombettiere che "non riceve alcun finanziamento pubblico". 

Poi accusano il cittadino Tacconi di "aver condotto la campagna elettorale in prima persona", e non va mica bene. Però se "uno vale uno", perché uno non può fare campagna elettorale? Anche io ho fatto il mio video di presentazione dove spiegavo che alla Camera voglio portare avanti la battaglia della banana a chilometro zero, che mi sembra un buon obiettivo politico trovare il modo di coltivare in Italia le banane a chilometro zero, quindi anche a Fossombrone e a Villa Borghese, che a Roma ci bazzicherò spesso per andare alla Camera (spero con la cravatta legata in testa. Ma il cittadino Pepe ancora non mi ha fatto sapere nulla. Sarà distrutto per Chavez). Alla fine con quel video di presentazione, ecco, un po' di campagna elettorale per me stesso l'ho fatta anche io, e a 'sto punto non vorrei finire sotto processo. E men che meno vorrei che gli altri 163 cittadini eletti, che un video l'hanno fatto tutti, finissero sotto processo e venissero espulsi. Sennò finisce che andiamo tutti con Gargamella (magari qualcuno va pure con lo Psiconano) e addio sogno a Cinque Stelle. Il mio amico Ignazio ha detto che il cittadino Tacconi è finito sotto processo perché ha fatto campagna elettorale, e che poiché ha fatto campagna elettorale lo hanno eletto. Io non so se il mio amico Ignazio abbia votato per noi, però mi sembrava un po' critico. A me non dispiace mica 'sto collettivismo a Cinque Stelle, tutti uniti in un unico MoVimento anche se uno vale uno o forse no, però devo dire che pure ai tempi del collettivo Camilo Cienfuegos  un po' di autopromozione per farmi eleggere "capo supremo del servizio d'ordine" la potevo fare.

Ma passiamo alla terza accusa, che è quella che mi ha spiazzato di più. Il cittadino Tacconi, sfruttando i contributi postali, ha spedito dei volantini e adesso lo accusano, primo, di "vecchia politica" (e su 'sta roba non mi ci addentro che mi pare un po' complessa. Chissà che significa "vecchia politica", chi li conosce gli zombie della "vecchia politica"?!) e, secondo, di aver prodotto un "indubbio impatto ecologico" (lo ho letto sul Fatto, non quello online, ma quello di carta che a 'sto punto anche lui produce un "indubbio impatto ecologico"). Alla fine quel pennivendolo di Libero che mi pigliava per il culo scrivendo che forse il calendario di carta al tempo di Beppe e Gian non si poteva più usare non ci è andato così lontano. Forse il pennivendolo aveva letto il regolamento di Beppe e Gian. Ma vabbè. Il punto è che dopo pranzo mi sono fatto un bel caffè biologico equosolidale. Poi mi sono girato una sigaretta di tabacco guatemalteco (a chilometro zero perché lo ho comprato quando sono andato in Guatemala in bicicletta), me la sono fumata e mi è venuto un casino nello stomaco. Sono corso in bagno con il mio tablet alimentato a energia solare e, insomma, ecco. Dai, non fate i timidi, avete capito. Leggero e soddisfatto ho afferrato la carta igienica, ma proprio in quel momento ho compreso l'entità dello spreco. Come un'illuminazione, come un monito, mi è balzata in mente la vicenda del cittadino Tacconi e del suo processo per il sovrautilizzo cartaceo. Poi mi sono ricordato che Beppe dice che per lavare tutto basta l'acqua, che però è un bene prezioso. E non sapevo più cosa fare. Anzi, non lo so ancora. Tanto che sono ancora qui, sul water. Ho scritto subito a Beppe e Gian per chiedere lumi, per chiedere se lo posso usare o no, 'sto rotolo. Poi ho scritto il mio blog, quello che state leggendo adesso. Ma il sole non batte nel mio bagnetto, e il tablet si sta per scaricare. Beppe, Gian, io attendo una risposta, ma fate in fretta! Però, sono sicuro, troverete la quadra. E mal che vada, come ha detto Beppe, andiamo in strada e spacchiamo tutto! (Ma ha detto così? Oppure no? Oppure qualcosa di simile? Oppure quei pennivendoli del Corriere mentono? Oppure mentono quelli del Time?)

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