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Per il bene del pianeta

La cronaca di una (dura) giornata da cittadino Cinque Stelle

Quando faccio la doccia mi congelo, alla Camera ci arrivo sudato da far schifo, da "Renato er mortadellaro" compro solo radicchio e mia moglie mi sta lasciando

Massimo Entropia

Massimo Entropia

Mi chiamo Massimo Entropia e sono un cittadino a Cinque Stelle. Mi hanno eletto alla Camera dei Deputati. Quindi chiamatemi semplicemente "Cittadino 53". Scrivo un blog satirico e forse non esisto, o forse sì
La mia doccia all'agriturismo di Rocca Priora

La mia doccia all'agriturismo di Rocca Priora

 

(Satira). Qui fondamentalmente vige il silenzio stampa. Alcuni cittadini scrivono su Facebook che "il sistema va scardinato", che "dovevamo espellere i dissidenti" (e io sono d'accordo) e che "mangiare alla buvette è un clamoroso errore" (e sono d'accordo, ma su questo punto ci torniamo dopo). Beppe è andato dallo zombie Napolitano per queste fantomatiche consultazioni, il cittadino Byoblu non parla e continua ad essere incazzatissimo con i pennivendoli di Libero e giù insulti che neanche Beppe (ma solo sul blog, perché comunque anche se è in silenzio stampa sul blog può scrivere che tanto lì nessuno gli chiede niente). Il cittadino capogruppo rotante Vito Crimi ha detto che lo zombie Napolitano è diventato pure un po' grillino: "Ha dato atto che questi partiti non sono più quelli di una volta, sono ingrigiti, appiattiti rispetto agli ideali". La cittadina capogruppo rotante Roberta Lombardi prima di andare al Quirinale si era messa gli stivaloni neri e insisteva con Beppe: "Facciamo una marcia sul Colle", diceva. L'hanno fatta desistere. Ma vabbè, tutta 'sta roba mi suona un po' di "vecchia politica", anche se noi "scardineremo il sistema". Eppoi siamo in silenzio stampa, quindi mi limito a questo breve riassunto. Basta con la politica, per oggi. Tutti zitti che così i pennivendoli non sanno mica cosa scrivere.

Oggi volevo parlare un po' della mia vita da cittadino eletto alla Camera. Volevo parlare un po' del nuovo cittadino Massimo Entropia. Certo, è bello sapere che faccio parte di quel gruppo di eletti (in tutti i sensi) che cambieranno questo paese introducendo il tallero, abolendo le macchine e chiudendo le banche. Daremo internet a tutti, anche ai clochard. E velocissimo. Diventeremo un Paese autocratico basato sull'agricoltura e tutti i cibi saranno a chilometro zero: il nostro obiettivo è che la popolazione si nutra cogliendo i frutti dagli alberi che metteremo un po' ovunque. Ce la faremo, ce la faremo anche a far chiudere tutti i giornali e tutte le televisioni che tanto basta il blog di Beppe. Però non è che vinceremo la battaglia in una settimana, ecco, potremmo metterci anche un paio di mesi. E, ve lo giuro, non è facile fare 'sta vita da cittadino-parlamentare vedendo come si comportano tutti quegli zombie degli altri partiti morti della Casta e della vecchia politica. Noi ci dobbiamo accontetare di molte meno cose, ecco. E' giusto così, ma è difficile. Ora vi spiego.

Mi sveglio tutte le mattine all'agriturismo di Rocca Priora, che sta a 40 chilometri da Monte Citorio (come scriverebbe quel burlone del cittadino Roberto Fico, che di Monte Citorio - ah ah - lo volevamo fare anche presidente). Mia moglie è furiosa perché praticamente non ci vediamo mai, anche perché tornare in bici a Fossombrone è lunga, sono 290 chilometri e non ce la faccio nemmeno nei weekend. Ho paura che il mio matrimonio stia andando a rotoli. Ma vabbè, noi cittadini abbiamo una missione e siamo pronti a tutto. L'agriturismo di Rocca Priora non ha l'acqua calda, che poi tra l'altro ce la vieta il regolamento di Beppe e Gian. Mi lavo con l'acqua del pozzo dietro alla stalla dove ci sono le mucche a chilometro zero che però servono solo a fare il latte, mica le macellano, che il regolamento ci consiglia di mangiare solo foglioline. L'acqua è fredda, e il sole che c'è a Roma in 'sti giorni fa bene alle mie banane a chilometro zero che ho piantato a Villa Borghese, ma non riesce a scaldarmi alle 5.50 del mattino. Anche perché non c'è. Eppoi attorno al pozzo c'è tutta la cacca di mucca e non è che quell'odore mi piaccia tanto, anche se è natura e armonia, come direbbe Gian. 

Poi mi vesto, devo anche mettermi abbastanza elegante sennò lo zombie Colombo ha detto che mi caccia dalla Camera. Ho dovuto comprare una cravatta, che il cittadino Pepe alla fine ha bluffato: non ce le ha mica date, le cravatte bianche. Ha detto che i soldi che voleva investire in cravatte li ha spediti al Palacio de Miraflores, a Caracas, per la costruzione del Museo Hugo Chavez. Così la cravatta me la sono pagata coi soldi miei, che tra l'altro ne ho pochissimi e stavo meglio quando lavoravo alla TechFreedom di Fossombrone. Cioè, con i 2.500 euro che ci lascia Beppe ci devo pagare l'agriturismo di Rocca Priora, il mutuo a Fossombrone, i vestiti eleganti che prima ne avevo pochi, l'abbonamento allo smartphone con cui vado in internet perché ancora non è gratis e anche pranzi e cene (a Rocca Priora non si fa da mangiare perché il gas inquina. Ci sono le bacche e i frutti, ma fino a che non avremo cambiato del tutto l'Italia - spero di non essere espulso per questo - ecco, io un panino o un piatto di pasta me lo concedo volentieri).

Mi pago pranzi e cene, ma a pranzo non posso mica andare a mangiare alla buvette. Ed è giusto così perché quella è roba da zombie a condizioni troppo favorevoli per un cittadino. Epperò se ci potessi andare, ecco, risparmieri qualcosina. Comunque non ci penso nemmeno: un paio di cittadini ci sono andati, il pennivendolo Signorini gli ha fatto le foto, le ha pubblicate, e tutti gli altri pennivendoli subito a sputtanarli. Gli altri cittadini non erano mica troppo contenti: c'è chi gli chiede di scusarsi, qualcuno vuole fargli il processo online per votare sulla loro espulsione. No, insomma, alla buvette non ci vado. Anche perché dopo 40 chilometri di bicicletta (che parcheggio a Villa Borghese perché a Montecitorio ci hanno tolto la rastrelliera, così poi mi faccio altri tre chilometri a piedi), beh dopo 40 chilometri di bici alla Camera ci arrivo sudato da fare schifo, puzzo pure un po', e fino a quando non cambieremo tutto e non renderemo la buvette un posto per il popolo dei cittadini, ecco, alla buvette mi sento a disagio. Allora mi prendo un panino da "Renato er mortadellaro" ma senza mortadella né niente di animale (anche se a me piacciono gli affettati) perché il regolamento dei cittadini consiglia di mangiare soltanto foglioline e derivati. Un giorno mi sono pappato insieme ad altri cittadini il mio bel panino con insalata, pomodorini, cetrioli e radicchio sui banchi della Camera e ho sbriciolato tutto. I pennivendoli hanno scritto che siamo dei puzzoni maleducati perché sbricioliamo. Ma come si permettono? Non lo vedono mica che ho la cravatta?

C'è poi tutta la questione politica di 'sta storia. Per ora poca roba, abbiamo votato i presidenti ma non è che in aula mi sia divertito troppo. Una crocetta sul cittadino Fico (quello di Monte Citorio), poi niente crocetta, poi passi dietro la tendina, poi metti il fogliettino nell'urna, poi un tizio leggeva i nomi, poi qualcuno applaudiva, altri (tra cui io) insultavano, eppoi ha parlato la zombie Boldrini e ho visto un po' troppi applausi dai cittadini. Insomma, niente di che: una noia assoluta. Una barba pazzesca. Alla fine Beppe e Gian ci dicono cosa fare, noi andiamo lì e (quasi tutti) lo facciamo. Eppoi usciamo dalla Camera e ci sono tutti 'sti pennivendoli con matite, microfoni, taccuini, telecamere, iPhone, registratorini, macchinefotografiche che ti saltano addosso e tu devi svicolare, fuggire, divincolarti, tacere che è meglio (ce lo consigliano tutti: Beppe, Gian, Byoblu, Martinelli, i capigruppo rotanti) neanche fossi Vallanzasca il giorno del processo. Che poi in verità Vallanzasca la soddisfazione di dire qualcosa se l'è pure tolta. Ecco, forse assomigliamo di più a Justin Bieber che quando esce dall'hotel non ha voglia di parlare coi pennivendoli, ma non li possiamo neanche picchiare perché non è da cittadini (passino gli insulti, ma le botte no. Ce lo hanno detto Beppe e Gian). Insomma, per ora 'sto nuovo lavoro sottopagato mi annoia un po'. Mi divertivo molto di più a programmare le protezioni informatiche alla TechFreedom di Fossombrone, ecco. Eppoi, capisco che è giusto, ma 'sto nuovo lavoro di cittadino ci dà un sacco di benefit da Casta che però non possiamo utilizzare: niente treni o auto (né gratis né mai), niente accrediti, niente partite allo stadio, niente concerti, niente di niente. Nemmeno una leggina, che per ora non abbiamo fatto disegni di legge, nemmeno quello sulla banana chilometro zero o quello per l'abolizione della plastica o quello per il residence di palafitte ecocompatibili con pannelli solari da costruire a Villa Doria Pamphili.

A fine giornata andiamo tutti a Villa Borghese a prendere le bici e ci salutiamo: "Ciao, cittadino", "Buona serata a te, cittadino". Io saluto anche le mie banane a chilometro zero. Qualcuno va verso l'Appia Antica dove ci sono un sacco di agriturismi (si dice così al plurale?) ecocompatibili, altri a Grottaferrata, altri negli ostelli di Ostia, qualcuno sale verso il Parco di Veio e io invece parto per Rocca Priora. Altri 40 chilometri a pedalare. Arrivo sudato farcico e vado in stanza tutto puzzone, che di docce ecocompatibili a gradi cinque en plein air mi basta quella della mattina. Ho sempre una fame pazzesca ma da mangiare ci sono solo le foglioline (un paio di volte ho comprato un kebab, spero di non essere processato ed espulso, ma il kebab mi sembra sufficientemente terzomondista e pro-decrescita, quindi vorse va bene). In stanza accendo la candela, telefono a mia moglie che non mi risponde, navigo un po' su internet col mio smartphone e faccio una partita a Ruzzle. Anche se non potrei mi leggo qualche giornale di carta (non solo il Fatto, lo ammetto): però li rubo alla Camera, mica li compro, non finanzio i pennivendoli che con la carta distruggono il pianeta. Li leggo solo per vedere quante stupidaggini scrivono, i pennivendoli. Eppoi come direbbe il cittadino Bianciardi - che se fosse ancora tra noi (anche se diceva di essere anarchico) forse sarebbe cittadino -, insomma come direbbe il cittadino Bianciardi "poi il sonno è già arrivato e per sei ore io non ci sono più". 'Sta vita da cittadino, per ora, è una vera faticaccia. Però lo so che stiamo facendo il bene, e che presto le cose cambieranno. Spero soltanto che almeno per il mio matrimonio Beppe e Gian trovino la quadra. Non è che, magari, possiamo arrivare a guadagnare 3mila euro?

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