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Galanterie

Obama non doveva scusarsi per la battuta sulla bella procuratrice

Il presidente attaccato per il commento "sessista" su Kamala Harris

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Kamala Harris

 

A volte si stenta a credere a quello che si legge, perché anche la correttezza politica dovrebbe avere un limite. E invece non ce l’ha. Dunque, nel giorno in cui escono i dati degli occupati negli Usa, cresciuti in marzo di sole 88mila unità e con mezzo milione di persone che sono uscite dalla forza lavoro, il presidente, invece di spendere il suo tempo a cercare di studiare di risolvere il problema che non è stato capace di risolvere in 4 anni abbondanti (per esempio, potrebbe leggere le lezioni di economia liberista di Milton Friedman o di Thomas Sowell, che è afro-americano come lui) deve buttare via energie per telefonare a una sua amica per chiederle scusa di una cosa per la quale, per tutte le persone normali, non dovrebbe scusarsi affatto

. Riportano le agenzie che “il presidente Obama ha chiamato il Procuratore Generale della California Kamala Harris per scusarsi di essersi riferito a lei come "alla procuratrice di migliore aspetto fisico" d’America durante una raccolta di fondi”. Anche il capo ufficio stampa della Casa Bianca, Jay Carney, si è dovuto poi mobilitare per comporre l’inesistente problema: “Il presidente ha parlato con il procuratore generale Harris, dopo che era tornato dal suo viaggio, e l’ha chiamata per chiederle scusa per la distrazione creata dai suoi commenti”, ha declamato ufficialmente. E ha aggiunto che Obama e Haris erano “vecchi e buoni amici” e il presidente “in nessun modo voleva sminuire” i suoi successi professionali con una banalissima osservazione. “Obama ha riconosciuto pienamente le sfide che le donne continuano ad affrontare sui posti di lavoro e che esse non dovrebbero essere giudicate sulla base della loro apparenza. E’ stata una leader efficace in modo rimarchevole come procuratore”, è andato avanti Carney. “E’ stata una protagonista chiave nel trovare un accordo sui mutui e sulle ipoteche che aiuterà molte, molte famiglie di classe media che stanno soffrendo per trattare la situazione dei mutui in questo paese”. Ma che cosa ci azzeccano i mutui e la classe media con l’avvenenza della magistrata? E che cosa ha mai detto di così sconveniente Obama per dover montare una simile difesa? Ecco cosa ha detto: “E’ brillante ed è molto impegnata, è una tosta…. 

E càpita poi che sia, di gran lunga, il procuratore generale di miglior aspetto.. e’ vero, dai….“Il commento è stato oggetto di pesanti critiche da chi ha giudicato "sessista" la considerazione del presidente”, riporta sempre l’agenzia di stampa ripresa dal sito The Hill, che pubblica anche la foto della signora. Il Comitato nazionale repubblicano ha commentato via twitter con la battuta “Non fuori luogo e perfettamente ok per lui dire così, vero?”. L’intento era di lamentare il doppio standard che sempre favorisce Barack agli occhi della stampa e del mondo sinistro dei politicamente corretti. Ma la verità è che a dare corda ai talebani della correttezza politica, anche se per aizzarli contro Obama, si avvita sempre di più il paese in una dimensione culturale monolitica e soffocante, che rigetta l’ironia, condanna la schiettezza, esige il più piatto dei perbenismi verbali. Beninteso in pubblico, cioè nel castello della ipocrisia. Perché poi, nel privato, la lingua torna libera, e una bella donna è una bella donna, dài. 

 

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Commenti all'articolo

  • Stefano-87

    07 Aprile 2013 - 12:12

    che dire "ciao" ad una donna sarà considerato un insulto sessista. Il politicamente corretto è la morte del pensiero e della ragione.

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