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Complimenti per la trasmissione

Quella "Prova dell'otto" che la Guzzantina non riesce a superare

Il nuovo programma comico di Mtv

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
cate guzzanti e  dario argento

Caterina Guzzanti -che qualcuno ai tempi in cui la  Dandini la lanciò definì per mossette e funambolismi una «Loretta Goggi in progress»- è attrice deliziosa, eclettica, con una vitalità che a volte bisognerebbe abbatterla. A volte più di altre.
Mettiamola così. Per ironia grezza, la Cate surclassa la sorella Sabina, ma è lontana anni luce dal fratello Corrado. Ben guidata, potrebbe davvero evolvere in una Tina Fey italiana. Purtroppo nel suo La prova dell’otto (Mtv, martedì ore  22.50) è proprio la guida che difetta. Perchè tale show, senza il sostegno autorale necessario, si riduce ad una prova slabbrata delle sue abilità trasformiste; roba che strappa sì qualche sorriso, ma che insuffla nello spettatore la sensazione del colpo di teatro atteso in eterno, come il tenente Drogo attendeva i tartari della Fortezza Bastiani. Ci sono le gag, alcune mute, nel solco dei vecchi programmi Rai anni 80: la scena della scelta del menu al ristorante, o la parodia di Ginnaste -Vita di merda dal “Centro Tennico di Busto Arsizio” dove l’umorismo si anniderà senz’altro da qualche parte ma noi ancora non l’abbiamo trovato. C’è la maschera di “Vichi di Casa Pound”, un bel guizzo ma già visto. Ci sono i giovani attori ospiti da lanciare, come tal Alice che si occupa di make up e che consiglia di recarsi dal dentista macchiandosi i denti della «tonalità dell’autunno» e mettendosi in bocca un «coccodrillo color rosso mestruale» (sic). Ci sono, infine, gli ospiti -i primi sono Dario Argento e Fiorella Mannoia- che si prestano ad essere intervistati dalla svampita  Flavinia/Caterina, la quale, con quesiti del tipo «qual è una domanda che volevi che ti facevano?», finge di intrattenere con il prototipo della conduttrice idiota e raccomandata. Non per nulla un’intercalare della stessa Cate è  «Chi mi devo scopare per avere una risposta?». Quindi.
Quindi La prova dell’otto si propone-pare di capire- come slancio metatelevisivo, cioè uno show tv intelligente che sbertuccia gli show tv stupidi e inutili. Il problema è che, con gli show stupidi e inutili, finora la differenza non è ancora così marcata...



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Commenti all'articolo

  • francescospecchia

    11 Aprile 2013 - 20:08

    sempre scritto bene di corrado guzzanti anche quando parlava ma parlava male del Berlusca, sempre scritto male di Sabina Guzzanti anche quando non ne parlava... La Guzzantina ha solo bisogno di buoni autori. Punto. Io non scrivo per ideologia. S'informi e legga i pezzi prima di spararle...

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  • jongingiullo

    07 Aprile 2013 - 14:02

    farà anche lei satira sul Silvio nazionale come il resto della famiglia, avrete (voi) l'occasione per poter infine anche insultarla.

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