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Il doppio binario

Obama diviso tra poveri e stelle di hollywood

L'intreccio tra lo spettacolo e il Presidente ha anche un risvolto politico: ecco quale

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Barack Obama

 

Obama a due facce, diviso tra le due audience degli elettori poveri e anti-armi e delle stelle di Hollywood. Da quando è stato rieletto gira l’America cavalcando due temi, convinto che siano quelli giusti per far sì che i Democratici riconquistino la Camera tra un anno e mezzo nelle elezioni di medio termine: 1) il divieto di vendere armi d’assalto, a seguito della strage della scuola in Connecticut, 2) spingere per altri aumenti di tasse che compensino nuovi programmi pubblici di spesa (come gli asili nido), offrendo in cambio non dei VERI TAGLI alla Social Security o alla mutua pubblica Madicare, ma IL RALLENTAMENTO della crescita dei rincari oggi indicizzati all’aumento del costo della vita. Se i Repubblicani si mettono di mezzo e fanno ostruzionismo, è convinto Barack, al voto di novembre 2014 la pagheranno con la sconfitta anche alla Camera. “Con Nancy Pelosi Speaker sarebbe molto più facile governare”, ha detto il presidente ad una raccolta di fondi qualche giorno fa, confermando i suoi veri obiettivi delle due campagne. Non la eliminazione del rischio che altre sparatorie di folli insanguino l’America: e come si potrebbe, in un Paese dove ci sono già ora più fucili e pistole in giro che abitanti, e dove le vendite di armi e le richieste di permessi hanno battuto tutti i record proprio nei 4 anni di Obama? E neppure la riduzione del debito federale da 16mila miliardi che è in costante ascesa, o almeno la fine del “sequestro” in corso da 5 settimane.
No, il presidente non cerca accordi di mediazione ma vuole una costante tensione con il GOP, allo scopo di demonizzarlo: del resto, essendo il capo dell’amministrazione, ha mille cartucce in più di propaganda da sparare e crede, sull’onda dell’esperienza positiva della vittoria per il suo bis di 5 mesi fa, che il vento politico continui a soffiare a favore della demagogia dei democratici. 


La sera, poi, Barack gode del privilegio di disporre della Casa Bianca e la usa per intrattenere i suoi amici e sostenitori più fedeli e generosi, nel finanziarlo e nel fare da grancassa: gli attori, i cantanti, i registi, insomma il partito di Hollywood che per il 90% è stato con lui, e lo è ancora oggi. Così, ieri sera, c’è stato un party privatissimo alle spese dei contribuenti alla Casa Bianca, con musicisti e attori “organici”. Tra gli altri, c’erano Justin Timberlake, Al Green, Ben Harper, Queen Latifah, Cyndi Lauper, Joshua Ledet, Sam Moore, Charlie Musselwhite, Mavis Staples. Chi ha goduto, come pubblico, della serata d’intrattenimento, fa parte di un selezionato gruppo di invitati privilegiati doppi, perché da qualche settimana i tour dei normali cittadini in visita alla Casa Bianca sono stati cancellati per la austerity del “sequestro”, che mette in ferie coatte non pagate, a turno, i dipendenti federali. Ma i giornalisti che hanno chiesto di conoscere almeno l’elenco dell’elite non hanno avuto risposta. L’amministrazione che prometteva la massima trasparenza dei suoi atti, comunicando i nomi di chi è sul palco non ha aggiunto quelli di chi beneficia della generosità (con i soldi delle tasse) della Famiglia Impresaria Presidenziale.

L’intreccio tra mondo dello spettacolo e Obama non si limita agli show esclusivi. Essendo stati tra i più attivi nel sostenere la campagna democratica, le stars pensano anche di passare all’incasso. Non economico, come fanno gli imprenditori verdi arraffa-stimolo (tipo Solyndra, l’azienda dei pannelli solari fallita dopo aver avuto 500mila dollari di aiuto a fondo… perduto), ma politico. Così, sempre ieri, un folto gruppo di stelle del cinema e della Tv gli hanno scritto una lettera per chiedere di riformare la legge criminale per quanto riguarda i drogati: essendo la metà della popolazione delle galere, gli attori firmatari (oltre 100, tra cui Jennifer Hudson, Nicki Minaj, Susan Sarandon, Will Smith, Lil Wayne, Ron Howard, Scarlett Johansson e Kim Kardashian) chiedono a Obama una riforma della giustizia che, in sostanza, conceda più clemenza a chi commette crimini nell’uso e nello spaccio delle droghe.
Gli americani stanno, del resto, diventando sempre più “sensibili” agli stupefacenti. Due Stati (Colorado e Washington) hanno già votato per la “marijuana libera”, altri (come il Maryland) stanno per farlo e l’ultimo sondaggio della Pew Research ha scoperto che per la prima volta una maggioranza assoluta di americani (il 52%) è a favore della legalizzazione dell’ “erba”. Se aggiungiamo che qualche giorno fa un giudice federale ha imposto la libera vendita della pillola del giorno dopo a tutte le donne senza ricetta, e senza dirlo alla mamma anche se dodicenni, il motto dei padri fondatori “we trust in God” si è evoluto in “sesso, droga e rock&roll”. Allegria!!! , per dirla con il compianto “americano-italiano” Mike Bongiorno.

 

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