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Revisionismi

Gli storici continuano ad aspettare
Ma gli Usa rivalutano George W. Bush

Le persone cambiano il loro parere sull'operato dell'ex presidente: oggi solo la metà della gente giudica negativamente le sue azioni. E nasce il museo per "mettersi nei suoi panni"

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

George W. Bush

George W. Bush

di Glauco Maggi 
@GlaucoMaggi

Prima ancora che gli storici studieranno tra qualche anno con il distacco di una analisi de-politicizzata l’operato del presidente George W.Bush, ci pensano i contemporanei a rivalutare il presidente che aveva avuto alla fine del suo secondo mandato una bocciatura solenne dell’opinione pubblica domestica, e più ancora internazionale, simboleggiata dal 73% di giudizi negativi e dal misero 23% di favorevoli nel 2008. Poco più di quattro anni dopo, e proprio nei giorni precedenti alla inaugurazione di giovedì 25 aprile della sua Biblioteca Presidenziale presso l’Università  texana Southern Methodist di Dallas (presenti il padre George H. , Bill Clinton, Jimmy Carter e Obama con Michelle), un sondaggio della ABC tv pubblicato dal Washington Post ha scoperto che l’America, se ancora non ama Bush, di sicuro lo ha già rivalutato in modo sorprendente. Oggi solo la metà, il 50% della gente, lo giudica negativamente, mentre quelli che gli danno un voto positivo sono più che raddoppiati al 47%. Il risultato è notevole e avvicina il repubblicano ex presidente al democratico trionfalmente rieletto 5 mesi fa che nel sondaggio Gallup della settimana del 21 aprile ha avuto il 50% di giudizi favorevoli (il suo massimo era stato il 69% nel gennaio 2009) per come fa oggi il presidente, mentre il 43% non è contento di lui.   

La risalita di George W. è dovuta a diversi fattori, tra cui primeggia il comportamento da statista esemplare che ha tenuto da quando ha lasciato Washington: aveva subito detto che non avrebbe mai attaccato politicamente il suo successore, il quale aveva il diritto-dovere di governare senza doversi guardare le spalle da un ex presidente. E ha tenuto fede al 100% a questa linea, che era stata quella del babbo Bush senior nei confronti di Bill Clinton. I presidenti democratici, oltre a Bill c’è ancora in vita Jimmy Carter, sono di un’altra pasta. Clinton è nella politica attiva da quando è  “in pensione”, e ha partecipato da protagonista alle campagne di sua moglie, persa nel 2008, e di Barack, vinta nel 2012. Carter è di fatto ancora oggi un militante liberal, famoso per le posizioni anti-israeliane e pro-palestinesi, e per le dichiarazioni distensive sui comunisti della Nord Corea che hanno messo in imbarazzo più volte la Casa Bianca, anche quella di Obama. 

La scuola di George W.Bush è diversa, e sicuramente e’ stata apprezzata da molti. Ma poi ci sono anche i contenuti delle sue scelte e le eredità lasciate a Barack. Già con la sua autobiografia di qualche anno fa, Bush aveva presentato il suo percorso di governo come una serie di momenti difficili, dando le informazioni di contorno di prima mano, ufficiali e non manipolate dalla stampa, utili per un giudizio piu’ distaccato. Ora, grazie al Museo annesso alla Biblioteca, Bush ha fatto il bis utilizzando la moderna tecnologia della comunicazione interattiva. E quindi il trend del suo indice di popolarità potrà anche migliorare se risulterà gradita la impostazione coinvolgente che ha voluto dare a questa sua iniziativa storico-culturale istituzionale . I visitatori percorreranno la storia americana degli otto anni dei due mandati di Bush e saranno invitati a “mettersi nei suoi panni” e a esprimere un giudizio diretto dicendo anche che cosa avrebbero fatto loro davanti alle scelte ineludibili che ha dovuto fare lui. Dall’Afghanistan all’Iraq, da Katrina alle misure economiche quando è scoppiata la crisi dei subprime. 

Ma è stato il terrorismo, che non è mai morto, a dare ragione alle direttive prese da Bush, da Guantanamo (che Obama non ha chiuso) al Patriot Act (che Obama ha mantenuto). George W. aveva visto giusto e lontano con la “guerra al terrore” dichiarata contro i fondamentalisti islamici di Al Qaeda e, senza aspettare gli storici, gli americani comuni lo riconoscono, anche se pochi lo dicono apertamente. Ma dai sondaggi sulla popolaritò ciò emerge sempre più nettamente. 

Anche l’esito dell’Iraq, che ripulita da Saddam è diventata la nazione piu’ democratica del Medio Oriente facendo da detonatore per la Primavera Araba (incompiuta e piena di problemi e contraddizioni, ma quante sono, qui, le responsabilità di Obama?), appare  sempre meno “una guerra ingiusta”. Mentre è ormai chiaro a chi ha buona fede che Bush non “ha mentito sulle armi di distruzione di massa di Saddam”, il ritornello della sinistra, ma ha invece agito sulla base delle informazioni, concordi e fallaci, dei servizi segreti Usa ed Europei. Che cosa avreste fatto voi? si sentono chiedere i visitatori. Good question.  

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Commenti all'articolo

  • 44carlomaria

    25 Aprile 2013 - 12:12

    Bersani Obama e Berlusconi Bush, I democratici il PD? Si è dimenticato della Bindi che le darà un pugno. Asvedommia

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  • alex8330

    25 Aprile 2013 - 11:11

    Senza dubbio uno dei migliori presidenti mai avuti, che ha combattuto per il bene di tutti, lanciando quella sfida al terrorismo che ha portato a grandi risultati.Un uomo che oggi è rivalutato a apprezzato ancora di più, anche dai suoi critici più severi.La politica di Obama è stata fino ad oggi solo immobilismo, una politica del non agire, dell'aspettare, vedi questioni con la Corea e Iran.I democratici americani sono da sempre un partito fatto da chiacchieroni, gente che straparla in campagna elettorale, promettendo e innalzandosi a super eroi, come ha fatto il signor Obama.Sembrava fosse arrivato un superman nero, ma in realtà era una statua di bronzo, immobile e silenziosa.Oggi l'america, ma sopratutto il mondo rivaluta un grande uomo e statista come George W. Bush, l'uomo dell'agire, l'uomo che ha fatto del dovere una ragione di vita.

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