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La lotta per l'Mvp in Nba

In cinque per lo scettro

Da LeBron a Anthony, da Durant a Paul passando per Kobe Bryant: sono questi i nomi dei favoriti per la vittoria del trofeo come migliore giocatore della stagione. James è il favorito, ma occhio alle sorprese.

Sportin' Usa

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In cinque per lo scettro

 

Mentre stiamo entrando nel vivo dei playoff, i tifosi si interrogano: chi sarà l'Mvp, il Most Valuable Player, in pratica il miglior giocatore, della stagione regolare? I nomi in corsa sono quelli noti, da LeBron (vincitore l'anno scorso) a Durant, da Anthony fino a Paul passando anche per Kobe Bryant, che potrebbe alzare il trofeo con le stampelle. Vediamo quindi in dettaglio perché questi cinque campioni potrebbero essere l'Mvp 2013. 

 

 

1) LeBron James (Miami Heat)

 

Mvp della stagione 2012, LeBron è il favorito anche quest'anno. Il 28enne di Akron dopo l'anello vinto è diventato un altro giocatore: più tranquillo, più rilassato, ma soprattutto ancora più devastante. Basta guardare le sue statistiche: 26.8 punti, 8.0 rimbalzi, 7.3 assist e 1.7 palle rubate a partita. Il numero più impressionante? Ha tirato con il 56.5% dal campo, una percentuale quasi irreale per un giocatore che non sia un centro. Senza considerare che è il numero uno come efficienza, 31.6. Il tutto in una stagione da record per Miami, tra le 27 vittorie di fila e le 66 in stagione, record assoluto per gli Heat. I dubbi sembrano pochi: sarà lui il vincitore. 

 

2) Kevin Durant (Oklahoma City Thunder) 

 

A meno che non non spunti la sorpresa Durant. Kevin è uno dei migliori realizzatori, forse il miglior talento offensivo in Nba. Ha lasciato il premio come "cannoniere" a Carmelo Anthony, ma poco conta, l'ala di Oklahoma City potrebbe essere tranquillamente l'Mvp. Perché? Intanto per le sue percentuale: quest'anno ha raggiunto Larry BirdReggie MillerMark PriceSteve Nash e Dirk Nowitzki nell'esclusivo club 50-40-90, che sono rispettivamente la percentuale dal campo, da tre e dalla lunetta (con 28.1 punti, 7.9 rimbalzi e 4.6 assist per gara) . Se solo non ci fosse LeBron, sarebbe senza dubbio il vero fenomeno dell'intera Nba. "Sono stufo di arrivare secondo", ha detto recentemente. Potrebbe dover aspettare un altro anno, poi il mondo sarà suo. 

 

3) Carmelo Anthony (New York Knicks)

 

Che fosse un grande attaccante, si sapeva. Però in questa regular season ha dimostrato di poter essere anche un leader di un gruppo vincente, visto che i suoi Knicks hanno chiuso secondi nella Eastern Conference. Per anni è stato criticato proprio per questo motivo, sembrava soltanto interessato a segnare, non ad aiutare i compagni a vincere. Qualcosa è quindi cambiata nella testa di Carmelo, che sembra giunto a totale maturazione. Le medie sono eccellenti, come al solito: 28.7 punti, 6.9 rimbalzi e 2.6 assist. Passare la palla non è mai stato il suo mestiere, ma se non arrivasse quest'anno potrebbe essere elemento fondamentale per fargli alzare il trofeo di Mvp.  


4) Chris Paul (Los Angeles Clippers)

 

Il motivo per cui Chris Paul meriterebbe l'Mvp non sta tanto nei numeri, nelle statistiche o nelle percentuali, ma nell'impatto sulla sua squadra. Con il suo arrivo a Los Angeles è riuscito a trasformare una delle squadra più perdenti di sempre, i Clippers, in un gruppo vincente, che arriva ai playoff senza problemi, che toglie lo scettro del potere della città ai Lakers e che conquista per la prima volta la classifica della Divison. Con lui in campo (anche se ovviamente non è l'unica spiegazione) i Clips sono passati in due stagioni da 32 a 56 vittorie, record ogni epoca per la franchigia. Un giocatore che cambia così tanto il rendimento di una squadra non c'è: per informazioni, guardare dove sono i New Orleans Hornets (ora Pelicans). 

 

5) Kobe Bryant (Los Angeles Lakers)

 

Peccato solo per l'infortunio finale e la pessima partenza dei suoi Lakers. Perché il finale di stagione, in cui sembrava decisamente un uomo in missione per portare i gialloviola ai playoff, è stato assolutamente da Mvp. L'età avanza, ma il Mamba resta il giocatore devastante e decisivo di sempre. Difficilmente potrà vincere, ma è giusto ancora inserirlo tra i favoriti, anche perché pochi giocatori sono stati capaci nella storia Nba a realizzare 27.3 punti, 5.6 rimbalzi e 6 assist per partita durante una stagione a 34 anni: se consideriamo i punti, soltanto Jordan nel 97/98 (28.7) e Bernard King nel 90/91 (28.4) hanno fatto meglio. Magari alzare l'Mvp con le stampelle potrebbe essere difficile, ma con Kobe mai dire mai. 


 

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