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Complimenti per la trasmissione

Il senatore Mastrangeli, la versione politica di Sara Tommasi

La fine tv del grillino temporeaneo

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
Mastrangeli ad Agorà

La mannaia è caduta, implacabile, a Pomeriggio 5 (Canale 5, da lunedì a venerdì) , quando alla domanda maliziosa di Barbara D’Urso: "Ma lei ha avvertito Grillo e Casaleggio della sua presenza qui?", l’uomo ha risposto: "Certo non c’è problema…".
E Grillo e Casasaleggio, come Danton e Robespierre, 48 ore dopo, erano lì che lo guardavano incamminarsi al patibolo. Ma, insomma, il senatore Marino Germano Mastrangeli, classe ‘77 , pensionato dopo 17 anni nella Polizia, "attivista del Movimento 5 Stelle" ora espulso per aver violato la regola di non presenziare ai talk show, non che prima non avesse calcato il video. Anzi. Era stato, infatti, già ospite a a L’Arena su Raiuno, ad Agorà su Raitre, a Quinta Colonna su Rete4 , a L’aria che tira su La7. Sempre lì, sorridente, con l’aria un po’ macilenta di chi ha avuto appena il tempo di rimandare una riunione. Sempre lì, ad affacciarsi dall’oblò dei collegamenti ora in camicia a scacchi da dopolavoro, ora con giacca beige su polo a righine a sgomitare tra abbinamenti cromatici impossibili, Ci fu un momento in cui il senatore era televisivamente infaticabile. Certo, i contenuti dei suoi interventi non erano nè irresistibili nè orridi, ma semplicemente banali. Alcune frasi del tipo: "I soldi sono previsti come rimborsi, poi cerchiamo di usufruirne il meno possibile, ma ognuno ha le sue problematiche" o "il microfono è fascista", non si ricordano per brillantezza. Mastrangeli era in tv in quanto grillino, emblema di mondi sconosciuti; e non per i contenuti. S’era perfino prestato, l’uomo, ad un intervista cantata a " Un giorno da pecora" su Radiodue da quel carognone di Sabelli Fioretti. Nulla d’indimenticabile, dicoamo. Anche se mi sono chiesto spesso dove trovasse il tempo per lavorare.

Mastrangeli, fatto fuori –secondo lui- "per invidia di Vito Crimi" per giustificarsi aveva gridato di non aver violato regole, che le sue "erano interviste e non partecipazioni a talk show" (ma le interviste nei talk sono parte del talk, in senso tecnico). Oggi, sempre molto indaffarato, egli trova il tempo di fare ricorsi al Tar; di chiedere udienza al presidente Grasso; d’informare le tv della sua ingiusta condanna. Mastrangeli, per voracità mediatica, è la versione politica di Sara Tommasi. (Ne valeva davvero la pena, senatore?)


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