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Terrorismo islamico

Attacco all'ambasciata libica
I repubblicani non mollano:
tutte le bugie di Barack e Hillary

Nell'attentato a Bengasi perse la vita l'ambasciatore Chris Stevens. I democratici coprirono la verità per non pregiudicare la rielezione di Obama

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Attacco all'ambasciata libica
I repubblicani non mollano:
tutte le bugie di Barack e Hillary

di Glauco Maggi

Aumenta sul caso Bengazi la pressione sull’amministrazione Obama da parte dei repubblicani dopo le audizioni di mercoledi’ 7 maggio in Congresso dei due whistle-blowers, il vice ambasciatore in Libia Greg Hicks e il capo dell’Ufficio antiterrorismo del Dipartimento di Stato a Tripoli , Mark I. Thompson. I due, ed altri testimoni, hanno citato alcune e-mail che si erano scambiati gli staff della Casa Bianca e di Hillary Clinton, tra di loro e con il personale diplomatico in Libia, nelle ore drammatiche dell’attacco terroristico. Giovedi’ 8 lo Speaker della Camera, John Boehner, ha chiesto che i funzionari protagonisti di quelle comunicazioni consegnino le lettere, cosi’ da poter ricostruire che cosa sapessero precisamente a Washington gli uomini di Obama e di Hillary. L’intento e’ di mostrare la aderenza, anzi la NON aderenza, tra le informazioni fatte arrivare al governo dal personale in Libia, testimone dei fatti, e il contenuto delle dichiarazioni ufficiali rilasciate a 5 canali Tv da Susan Rice, l’ambasciatrice all’Onu, a nome di Obama e della Clinton, 5 giorni dopo l’11 settembre 2012, la data della morte dell’ambasciatore Chris Stevens.  Nella sostanza e’ gia’ quanto hanno testimoniato Hicks e Thompson con le loro parole,  ma avere nero su bianco la prova del depistaggio consapevole, della menzogna costruita per fine politico, da parte del presidente in carica e di quello che si prospetta per il 2016 (la Hillary) e’ un osso troppo ghiotto per il GOP, che fara’ di tutto per non farselo scappare. Fox News ha rivelato che l’ex vicepresidente di Bush, Dick Cheney, si e’ recato in Campidoglio per incontrare i parlamentari repubblicani e avrebbe affermato “io penso che Hillary Clinton dovrebbe essere sottoposta ad un interrogatorio sotto giuramento (subpoena) , se necessario”.

Le mosse di Boehner e di Cheney, insieme ad altre dichiarazioni di deputati e senatori repubblicani, dimostrano l’intenzione del partito di voler andare avanti fino a quando l’ultimo cittadino americano sia messo al corrente della enormita’ della bugia confezionata dai big democratici per il fine politico della rielezione di Barack. Quest’ultimo aveva affidato la sua immagine in politica estera alla rivendicazione della vittoria su Al Qaeda per aver ucciso Bin Laden, e non voleva offuscarla con la realta’ del terrorismo islamico che era ancora vivo e vegeto, capace persino di attaccare militarmente un consolato americano  in Africa e di uccidere un ambasciatore in missione a Bengazi.

"La verita’ non deve essere nascosta al popolo americano” ha detto Boehner . “Quattro americani hanno perso le loro vite in questo attacco terroristico. Il Congresso continuera’ ad investigare  sulla questione, usando tutte le risorse a nostra disposizione”.  Una delle email mostrerebbe un ufficiale di alto livello del Dipartimento di Stato affermare che autore dell’attacco era un gruppo affiliato con i terroristi islamici. Altre lettere fanno vedere che la Casa Bianca e il Dipartimento di Stato hanno fatto pressione su funzionari di livello inferiore, che stavano preparando i testi da distribuire al pubblico, affinche’ eliminassero ogni riferimento ai terroristi. Alcuni parlamentari delle commissioni dei servizi segreti hanno potuto gia’ leggere queste email tempo fa, ma non avevano avuto il permesso di fotocopiarle o trattenerle . Il repubblicano Darrell Issa, il capo della commissione delle indagini della Camera, ha detto dopo la prima giornata di audizioni a Fox Tv: “Candidamente, il piu’ presto possibile, semplicemente chiediamo che si facciano avanti gli altri possibili whistle-blowers, presenti in Libia o comunque a conoscenza dei fatti. Avremmo tutto chiarito e chiuderemmo l’indagine”.  I repubblicani stanno anche valutando la creazione di un comitato speciale di inchiesta, ma intanto sperano che altri whistle-blowers sgravino la loro coscienza e facciano vincere la verita’.  

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