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Nel mirino

Una voce gira in Parlamento:
impeachment per Obama

Il presidente invischiato negli scandali IRS, Ap e Bengazi. Il Gop vede le difficoltà e diventa sempre più aggressivo

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Barack Obama

Barack Obama

di Glauco Maggi
@GlaucoMaggi

Il GOP e’ sempre piu’ aggressivo, e capisce che le difficolta’ di Obama invischiato negli scandali IRS, AP e Bengazi possono aprire al partito buone chance alle prossime elezioni di medio termine, conquistando il Senato e mantenendo il controllo della Camera. Lo Speaker della Camera John Boehner ha detto a chiare lettere che la domanda chiave non e’ chi si dimettera’, o verra’ cacciato, ma  “chi e quando finira’ in galera”. E il leader della minoranza repubblicana al Senato, Mitch McConnell, ha insinuato, a proposito di chi sapeva che cosa nel governo, che “quello che non sappiamo a questo punto e’ se cio’ ha saltato la siepe tra l’IRS e la Casa Bianca”. Ormai i confronti di Obama con l’uso spregiudicato del potere governativo dei tempi di Nixon si sprecano, e Michael Goodwin ha ironizzato addirittura, sul New York Post, che “Hugo Chavez e Fidel Castro sarebbero orgogliosi” di Obama, per queste sue tecniche “da uomo forte delle banana republic”.  

In parlamento, comincia anche ad affacciarsi la prospettiva di impeachment, perche’ i giornalisti hanno preso coraggio e sembrano piu’ liberi di poter trattare Obama come mai avevano fatto finora, e “provocano” i repubblicani ponendo la domanda esplicitamente. “Non e’ un qualcosa che sto perseguendo, non e’ la fine della partita, non e’ l’obiettivo, ma certamente e’ una possibilita’”, ha risposto il deputato repubblicano dello Utah Jason Chaffetz al giornalista della Salt Lake Tribune, che poi lo ha ripetuto in una intervista alla CNN, “non e’ qualcosa che intendo ora sgombrare dal tavolo delle discussioni”. 

Lo scandalo dell’IRS, con la possibilita’ che non sia limitato agli “errori” intenzionali per mettere i bastoni nelle ruote dei conservatori, si sta allargando ad ipotesi di reati federali veri, e di obiettiva collusione con le sfere piu’ alte della campagna di Obama nel 2012. Certo, che l’inchiesta su eventuali crimini sia in corso a cura del ministero della Giustizia di Eric Holder non e’ interamente rassicurante, ma potrebbe anche essere che per uscire bene dai propri guai nel caso AP, gli uomini di Holder facciano un lavoro onesto sull’IRS. Ma il problema e’ che una inchiesta seria sarebbe un siluro contro la Casa Bianca, e farebbe cadere l’intero castello dell’amministrazione.

E’ emerso che uno dei co-presidenti dell’organizzazione di militanti che hanno lavorato per il presidente ha usato dei documenti avuti dall’IRS per attaccare l’avversario Mitt Romney. Una prima denuncia viene dalla NOM , la National Organization for Marriage, uno degli enti conservatori che era stato sottoposto al trattamento discriminatorio e punitivo, che ha detto che i suoi questionari pieni di informazioni riservate erano stati dati ad un gruppo rivale, la Human Rights Campaign (HRC), in spregio alla legge che vieta la divulgazione di notizie fiscali altrui. Da li’, le informazioni arrivarono all’Huffington Post, che racconto’ che erano giunte alla HRC da un whistle-blower e che provvide a pubblicare un articolo anti-Romney  il 30 marzo 2012. A quel tempo Joe Solmonese, attivista di sinistra e presidente di HRC, era anche collaboratore del sito ultra-liberal. Dalla spiata della pratica sulla NOM era emerso che Romney aveva donato 10mila dollari in sostegno del matrimonio tradizionale, e Solmonese aveva usato la notizia per scrivere che Romney finanziava una campagna di odio antigay: “Non solo Romney ha firmato la promessa del matrimonio radicale della NOM, ora sappiamo che e’ uno dei donatori della NOM, notizia che il gruppo ha cercato di tenere segreta per anni”. Il giorno dopo l’uscita dell’articolo, Solmonese ha lasciato la HRC ed ha assunto la posizione di co-presidente della campagna di Obama. In aprile la NOM rese nota la verita’ della origine della notizia: non si trattava di whistle-blowers, ma della stessa IRS, perche’ la HRC non aveva cancellato bene il marchio “solo per uso ufficiale”, e cio’ provava che era stato qualcuno dall’IRS a violare l’obbligo della segretezza cui e’ tenuta l’agenzia governativa. Il vaso di Pandora che contiene le vergogne dell’IRS e’ quindi pieno di relazioni dirette tra gli uomini di Obama e i funzionari antirepubblicani. Se si scoprira’ che e’ stato lo staff di Barack a incoraggiare, dirigere, e utilizzare gli abusi dell’IRS, impossibile dire fino a quale girone scendera’  il destino del presidente. Che la sua immagine sara’ per sempre macchiata da questi scandali a catena e’ comunque un fatto gia’ inevitabile. 

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