Cerca

Il caso

Conservatori nel mirino del fisco:
altre "chicche" inguaiano Obama

Ci sono le prove: fin dal 2008 l'agenzia IRS era mobilitata contro chi non piaceva al presidente

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Barack Obama

Barack Obama

di Glauco Maggi
@GlaucoMaggi

Escono via via altre chicche nello scandalo IRS, che provano che fin dal 2008 l'agenzia governativa delle entrate era “mobilitata” contro i gruppi religiosi conservatori e contemporaneamente era smaccatamente pro Obama quando si trattava di dare o non dare lo status di ente fiscalmente esente a chi lo richiedeva. Alla Coalizione per la Vita dello Iowa fu chiesto “il dettaglio dei contenuti delle preghiere dei membri dell’organizzazione”. Inoltre, fu imposta ai membri della Coalizione pro-vita una dichiarazione giurata che non avrebbero fatto picchetti o proteste contro Planned Parenthood, l’organizzazione che assiste le donne che vogliono abortire e che e’ dichiaratamente pro Obama. Lo ha rivelato il deputato repubblicano Aaron Schock venerdi’ durante l’audizione in Congresso del commissario uscente dell’IRS Steven Miller. E si e’ saputo da denunce dirette degli interessati che anche ai gruppi ebraici pro Israele che perseguivano la condizione di favore fiscale per i loro enti di carita’ e’ stato imposto il calvario di richieste burocratiche ritardanti e inappropriate.  

Quanto al favoritismo verso il presidente, l’IRS fece invece il record di approvare in un mese la domanda di status esente della Barack H. Obama Foundation, guidata dal fratello di Obama e che prometteva di fare lavoro di aiuto sociale in Kenya. La pratica non solo fu sbrigata celermente, ma conteneva anche la disposizione che il vantaggio dell’esenzione fiscale fosse retroattivo al 2009, quando aveva iniziato a raccogliere fondi.

Il tempo impiegato per le “normali” procedure (non quelle ostacolate dei Tea Party e dei conservatori) non era mai stato inferiore ad alcuni mesi, e in molti casi ad un anno, come ha rivelato il National Legal e Policy Center, gruppo conservatore di vigilanza sulla correttezza degli atti pubblici. Nel 2009 Abon’go Malik Obama, fratello di Barack e direttore esecutivo della Fondazione, aveva iniziato la raccolta di finanziamenti garantendo che sarebbero stati fiscalmente deducibili anche se l’ente non godeva ancora dello status di “esente” e non aveva ancora fatto la richiesta. Per poter procedere a raccogliere denaro, la legge richiede che occorre avere la documentazione della pratica almeno regolarmente avviata. Ken Boehm, direttore esecutivo del National Legal and Policy Center , ha detto di aver trovato il  caso Obama “altamente sospetto”, un evidente eufemismo, poiche’ la media dei tempi di approvazione e’ sui 5 o 6 mesi.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog