Cerca

Complimenti per la trasmissione

<E' uno di quei giorni che...> la nostalgia si diverte

Il programma-ricordo di Raitre

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
E' uno di quei giorni che...


«Mi dicono che è stato concesso un rigore all’Italia, il fallo è su Bruno Conti ...».
Mentre l’Italia è paralizzata dall’angoscia, Massimo Valentini, storico mezzobusto con gli occhialoni da Otto Grunf  del Gruppo Tnt, la voce robotica e l’imbarazzo di chi non sa distinguere un’ala destra da un meccanico frigorista, interrompe la lettura del Tg1per commentare il tiro di Cabrini dal dischetto, al 24° del primo tempo. Cabrini cicca, ma poi arrivano Pablito, l’urlo di Tardelli e Spillo che fa zompare Pertini in tribuna. Dio, trent’anni dopo, la zaffata emotiva è la stessa. Per me, da sempre, il mondo si divide tra chi ha visto i Mondiali dell’82 -e se li ricorda attraversati da un euforico stato di grazia -, e chi non li ha visti. Facendo parte della prima categoria un po’ debbo ringraziare Federica Gentile, Massimo Bernardini e il maestro Mario Lavezzi (che canta De Gregori , «Nino non aver paura di tirare un calcio di rigore...») per la loro evocazione del mitico 11 luglio ’82, la vittoria in Spagna, nel programma E’ uno di quei giorni che... (Raitre, venerdì 23.05). Il suddetto programma è un po’ paraculo, gigioneggia sui ricordi e, nel contempo, sfrutta le formidabili teche Rai per ripercorrere quel che accadde nel Paese ai margini dell’evento calcistico. Sicché ecco rispolverare i programmi radiofonici come I duri alla sbarra; il giovane Craxi che sfida il vecchio Psi; i Rolling Stones che fanno slittare il concertone di Torino perchè si vogliono gustare pure loro la finale; e Giorgio Albertazzi che, per seguire gli azzurri è il primo a disertare un  programma elegiaco, Ciak si parte, che gli dedica «la terza rete». Il vecchio Lavezzi s’inserisce bene nelle rassegne stampa dei giornali dell’epoca; la Gentile mostra doti attoriali; Bernardini non sbaglia nulla tranne un terribile gessato grigio che ti ricorda il perchè negli altri programmi indossi soltanto la camicia.
Le altre puntate ruotano attorno ad altri giorni che cambiarono le nostre vite: Piazza Fontana, il referendum sul divorzio, l’assassinio di Kennedy. Nulla di nuovo, beninteso. Ma se il prodotto emoziona vale sempre la pena...


Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog