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Guai democratici

A forza di scandali Obama crolla nei sondaggi

Al Qaeda e Bengazi, Irs e il Tea Party, Holder e i giornalisti intercettati: Barack sta pagando tutto a caro prezzo

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

A forza di scandali Obama crolla nei sondaggi

Obama comincia a pagare in termini di approvazione popolare nei sondaggi tenuti da quando la tripletta di scandali che coinvolge il governo ha avuto l’onore di qualche prima pagina e di ripetuti servizi televisivi. Secondo un sondaggio di qualche giorno fa della Università Quinnipiac 45 americani su 100 approvano il suo operato, e 49 lo disapprovano. E’ un ribaltamento significativo rispetto al primo maggio, quando una maggioranza del 48% lo giudicava positivamente contro il 45% che lo giudicava negativamente. In pratica, il terremoto è avvenuto nella fascia degli indipendenti, che sono rimasti colpiti dalle recenti disavventure di Barack e del suo staff. In tutti i casi, sono state le notizie che hanno dimostrato il cattivo comportamento dell’amministrazione a erodere il consenso. 

L’attacco di Al Qaeda a Bengazi che ha ucciso l’ambasciatore americano è diventato un atto d’accusa verso Casa Bianca e dipartimento di Stato grazie ai whistle-blowers. L’offensiva incostituzionale dell’ IRS contro i Tea Party (e ora si sa anche contro le organizzazioni ebraiche pro Israele) è ormai sotto gli occhi di chi non è cieco, e ogni giorno ha la sua spina: ieri un avvocato ha fatto causa all’IRS per conto di ben 25 organizzazioni affiliate ai Tea party che erano state illegalmente discriminate quando avevano chiesto lo status di enti fiscalmente esenti, come da loro diritto. Da ultimo, le spiate e le intercettazioni ai 20 giornalisti dell’ AP e al reporter di Fox News James Rosen in aperto disprezzo del Primo Emendamento e della libertà di stampa hanno risvegliato un certo orgoglio professionale anche nelle testate che finora avevano operato in succuba sintonia e fervente adulazione di Obama (AP, CNN, The New York Times, Huffington Post e altre). 

Peggio di Obama sta andando solo Eric Holder, il  ministro della Giustizia che ha personalmente firmato le richieste per spiare il giornalista Rosen di Fox due anni fa. Holder ha mentito qualche settimana fa in Congresso, sotto giuramento, quando ha dovuto deporre sul caso delle spiate contro AP, che erano accadute successivamente alla Fox ma sono venute prima a conoscenza dell’opinione pubblica. A una domanda sulla sua opinione in merito alle intercettazioni contro AP (di Fox la gente non sapeva in quel momento nulla, ma lui ovviamente sapeva quello che aveva fatto contro Rosen) ha risposto che non era al corrente di nessuna intercettazione, che era una politica sbagliata e che lui era contrario a spiare la stampa. Ora è accusato di spergiuro e indagato dalla Commissione della Camera sulla Giustizia, ma tra gli americani è già arrivata la condanna del discredito. Per il 39% il suo operato è stato sbagliato e solo il 23% lo assolve. In altre parole, non piace affatto l’idea che Holder sia stato incaricato da Obama di "investigare su se stesso", come dimostra il fatto che ben il 76% degli interpellati e’ a favore di un procuratore speciale indipendente, e il 17% è contrario. 

Quanto a Bengazi, una maggioranza del 46% è oggi convinta che l’amministrazione deliberatamente menti’ al popolo americano nella ricostruzione dei fatti (dando la colpa alla protesta popolare inesistente invece che ai terroristi) contro il 40% che finge di bersi la bufala che Obama e compagnia dissero per giorni e giorni il falso solo perché era quello che sapevano.

twitter @glaucomaggi

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