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Cosa c'è dietro lo strano patto tra Obama e Bill Clinton

In "The amateur" il giornalista Edward Klein disegna un impietoso ritratto dei primi 5 anni di Barack alla Casa Bianca, dal rapporto complicato con l'ex presidente al "baratto" con Hillary

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Cosa c'è dietro lo strano patto tra Obama e Bill Clinton

Questa settimana uscirà nelle librerie americane una versione aggiornata del libro The Amateur di Edward Klein. L'amatore, nel senso dispregiativo di "dilettante che fa il presidente come un amatore" è ovviamente Barack Obama, che il giornalista Klein descrive nei suoi risvolti aprofessionali, in termini di incapacità e inefficacia manageriale, a bilancio del primo mandato e dell'avvio del secondo. In questa seconda edizione, scritta dopo che Barack ha realizzato il capolavoro della sua rielezione (come populista e venditore di fumo liberal è stato impareggiabile, non certo un "amatore"), l'autore si focalizza sui suoi rapporti con Bill Clinton. E svela dettagli di una vicenda che in verità non è mai stata un segreto per nessun analista senza le fette di salame democratico davanti agli occhi. Cioè che la discesa in campo di Bill alla convention estiva che aveva confermato Obama quale candidato democratico non era stata un atto disinteressato di appoggio e di condivisione dei programmi e degli ideali tra i due, ma la prima mossa di uno scambio di interesse. Obama e Clinton si detestavano, e si detestano ancora. Infatti, il presidente non voleva sul palco della convention il marito di Hillary, e la disistima era mutua. Però David Axelrod, il cervello della campagna di Obama, ha insistito per avere Bill in un ruolo prominente, perché il presidente era in evidente difficoltà sui posti di lavoro che non aumentavano e Bill ha accettato, ma solo ad una condizione capestro. 

Ha detto in sostanza Clinton: io ti faccio il favore di difendere pubblicamente nella sede più importante la tua politica economica (fallimentare) dei primi 4 anni, metto sul piatto il peso dei miei successi nei miei due mandati, e così ti faccio brillare di luce riflessa democratica e attacco i repubblicani. Tu, in cambio, ti impegni ad appoggiare mia moglie Hillary per il 2016. Ma per mettere nel suo reale e cinico contesto questo contratto di puro potere bisogna riandare ad un anno prima del novembre 2012, quando Bill tenne una riunione con i suoi fedelissimi. Secondo due testimoni, scrive Klein nel suo Amateur Due , Bill attaccò Obama come "incompetente". "Ho sentito più spesso George W. Bush, che mi chiedeva consigli, di quanto abbia scambiato idee con lui. Non ho relazioni con il presidente. Lui non sa come funziona il mondo. E' un incompetente. E' un amatore!". Per passare da qui alle sperticate lodi alla convention c'è voluto l'impegno esplicito di Barack ad appoggiare Hillary, anche umiliando il proprio vice Joe Biden che avrebbe avuto diritto, almeno, ad una neutralità del presidente uscente, come è galateo politico della Casa Bianca. Infatti, una volta rieletto, Obama aveva anche pensato di sfilarsi dal patto, ma quando Bill ha saputo della sua freddezza ha dato fuori di matto, e chissà che cosa ha minacciato in ritorsione. Sta di fatto che Obama, per onorare l'obbligazione, ha messo insieme quel disgustoso duetto con Hillary in tv, con l'amico giornalista zerbino Steve Kroft che si è prestato a trasformare la trasmissione Sixty Minutes, un tempo fatta di vere news, in una cerimonia celebrativa dell'addio della Clinton alla Segreteria di Stato, condito con reciproci complimenti sdolcinati. "L'effetto è stato un bavoso scambio d'amore televisivo, e un imbarazzo per tutti quelli coinvolti", scrive Klein, che ha definito l'episodio una delle "debacle che stanno segnando il secondo mandato, da Bengazi allo scandalo IRS. Mentre è stato efficace durante la campagna, una volta nella Stanza Ovale Obama è diventato una persona diversa, che non trae gioia dall'attività politica del giorno dopo giorno e che è inetto nell'arte del management e del governo. Ha fatto un sacco di promesse, e non è successo mai niente". Magari Obama cercherà ancora in futuro ancora di tradire l'accordo di sostenere Hillary, ma con i sondaggi che lo danno in caduta libera non è detto che lei vorrà a quel punto il suo appoggio. 

di Glauco Maggi
twitter @glaucomaggi 


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