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il futuro della Lega

Tre pretendenti per il regno di Bobo: Salvini, Tosi e mister X

Tra un anno i padani potrebbero celebrare il congresso: se Bossi non scendesse in campo direttamente lancerebbe un fedelissimo

Matteo Pandini

Matteo Pandini

Nato a Lecco ma cresciuto a Bergamo, ho lavorato anche per il Giorno, E Polis e altri quotidiani e agenzie varie. Vivo tra Milano e le Orobie. A Libero mi occupo prevalentemente di politica, in particolare di Lega Nord e argomenti simili. Mi vanto di lavorare con Alessandro Giorgiutti e con il grafico Ciro Iafelice. Sono interista-integralista. Stimo moltissimo anche i colleghi del sito Claudio Brigliadori e Andrea Tempestini, sotto la cui dettatura sto scrivendo il mio curriculum per la quinta volta (prima non gli andava bene perché non li avevo citati). Ora posso riavere la mia merendina?
Tre pretendenti per il regno di Bobo: Salvini, Tosi e mister X

Roberto Maroni

Due candidati - Matteo Salvini e Flavio Tosi - più un terzo nome che potrebbe spuntare a sorpresa e all'ultimo minuto. E' lo scenario immaginato da Roberto Maroni in vista del congresso federale del Carroccio che dovrebbe celebrarsi tra un anno, anche se nulla è stato ancora deciso. Dipendesse da Bobo, la sfida sarebbe solo tra i due suoi pupilli, l'europarlamentare milanese e il sindaco di Verona. Ma le tensioni di queste settimane e le parole di Umberto Bossi creano i presupposti per una sfida allargata e ben più sanguinosa. Anche se una Lega a guida Salvini sarebbe ben diversa da quella targata Tosi. In Lombardia, Matteo ha messo all'angolo i cosiddetti cerchisti fedeli al Senatur e ha idee decisamente più padaniste dello scaligero Flavio. Il quale è decisamente freddo sulle pulsioni più indipendentiste della base e sembra volersi ritagliare un ruolo apicale nel futuro centrodestra nazionale. In più, nella gestione delle tensioni interne, ha preferito usare il pugno di ferro. Ed è convinto che la Lega vada affiancata da liste civiche, come quella che portava il suo nome e che l'ha fatto vincere alle Comunali (e che vorrebbe riproporre alle Regionali 2015, mossa che potrebbe non piacere al governatore in carica Luca Zaia). Sul fronte bossiano, in molti spingono per la discesa in campo del guerriero di Gemonio. Che però - dicono i sussurri - potrebbe accontentarsi di spingere il capogruppo alla Camera Giancarlo Giorgetti, che ad alcuni pare una mediazione con l'ala maroniana. Prima del congresso, però, la Lega ha un'altra urgenza: bloccare l'emorragia di consenso.

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Commenti all'articolo

  • cordioliago

    14 Giugno 2013 - 13:01

    Se è vero...non è tanto il governo a tradire i patti ma prima è stato il cav. a tradire le promesse....ma non sarebbe la prima volta.... Per quanto riguarda il partito...tenere assieme cani e porci ( Lega e An ) non è facile....e , tenuto conto le la trippa è finita,..e meglio cosi anche per le nostre tasche..è opportuno darsi un po' di struttura e un po' di democrazia, per avvicinare il partito al territorio..Grazie A.C.VR

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