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Scandalo continuo

Obama rischia grosso sull'Irs: ecco perché

Ogni giorno qualcuno dei protagonisti coinvolti dalle intercettazioni sui giornalisti rivela dettagli pesanti. E l'amministrazione di Barack ne uscirà a pezzi

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Barack Obama

Barack Obama

La collezione delle parole dei protagonisti, che in una inchiesta tutta dedicata ai comportamenti delle persone come quella sugli abusi dell’IRS diventano pesanti come pietre, si arricchisce grazie  alle prese di posizione dei politici, alle audizioni pubbliche, e alle indagini private svolte "per ora" dai deputati e senatori delle varie commissioni congressuali. "Per ora" perché, come é sempre più probabile, sullo scandalo che è destinato a caratterizzare il secondo mandato di Obama incombe la figura di un "procuratore speciale", ossia del ricorso a una autorità indipendente che abbia poteri giudiziari, anche di punizione e di concessione delle immunità. 

Registriamo, oggi, la trascrizione di una intervista a una impiegata del famoso ufficio di Cincinnati, sul quale il governo e i dirigenti dell’agenzia delle tasse avevano sperato di poter scaricare tutte le colpe. Hanno commessi "errori" ma hanno fatto tutto da sé, era stata la tesi di Lois Lerner che dirigeva il Dipartimento degli Enti Esenti, il cuore degli abusi contro i Tea Party. La dirigente era stata la prima a comunicare al pubblico le discriminazioni facendosi fare da una sua amica una domanda concordata ad un convegno di avvocati. Già questo dice molto sulla trasparenza di questa amministrazione. La manager Lerner per ora è in "sospensione pagata", che è una vergogna nella vergogna: lei è palesemente colpevole, non lavora, ma i contribuenti la mantengono. Il suo nome è in naftalina, ma riemergerà con le prossime audizioni e quando si arriverà nei tribunali. 

Intanto, nomi nuovi vengono fuori. Il Wall Street Journal ha ottenuto le trascrizioni di alcune interviste ai dipendenti IRS di Cincinnati, e in un passaggio di una di queste c'è l'esplicito riferimento ad un "mandante" da Washington. Elizabeth Hofacre, un'impiegata, ha detto che il suo ufficio cercava regolarmente aiuto, cioè la guida e gli ordini, da un avvocato della sede centrale dell’agenzia delle tasse, Carter Hull. Era Hull che supervisionava il lavoro della Hofacre e dei suoi colleghi, fin dal 2010 quando fu deciso di prendere di mira i Tea Party, che erano appena nati. Hull suggeriva il tipo di domande, incitava a trovare "casi" che riguardavano i conservatori e chiedeva di vedere poi le risposte degli enti tenuto in sospeso. "Io ero essenzialmente una persona di facciata, poichè non avevo né autonomia né autorità di agire sulle domande di esenzione fiscale del pubblico senza la direzione e gli input di Hull". Da cosa nasce cosa, e il prossimo gradino sarà sentire chi ha deciso, con e sopra Hull, di mettere in piedi una trafila che aveva lo scopo di bloccare l’operatività dei più accesi critici del governo Obama per il tempo necessario alla sua rielezione. Infatti, alla fine sono state almeno 300 le organizzazioni filo conservatrici, e quindi filo Romney, che sono state ostacolate incostituzionalmente perché svolgevano un ruolo scomodo per la Casa Bianca. Hull ovviamente ha rifiutato di rispondere ai giornalisti del Wall Street Journal, ma qualcosa dovrà pur dire agli investigatori veri, del congresso. Oppure della magistratura, la quale si troverà a dover trattare le cause civili e penali che gli avvocati dei Tea Party e degli enti vittime dei soprusi hanno già avviato.  

La Hofacre ha detto che si era sentita "furiosa e offesa", il mese scorso, quando la Lerner ufficialmente biasimò gli impiegati come lei per gli abusi: infatti, ubbidivano solo agli ordini. Hull e la Lerner dovranno ora prepararsi a interrogatori stringenti, e  a fare altri nomi. La vicenda è così enorme che nessuno può credere alla "iniziativa privata" dell’IRS di Cincinnati, e neppure dell’IRS di Washington, essendo l’IRS un braccio alle dipendenze del Tesoro. Quando cercheranno una tesi a discarico, comunque, i prossimi personaggi via via più alti che saranno coinvolti non ricorreranno all’argomento usato dal deputato Jim McDermott, membro democratico del Comitato  per le tasse e il bilancio, che così ha apostrofato i rappresentanti degli enti vittime di abusi chiamati a testimoniare in settimana in Congresso: "Ognuno dei vostri gruppi è altamente politico. Dall’opposizione alla riforma sanitaria di Obama, alle restrizioni all’aborto e al matrimonio gay, voi siete in trincea in alcune delle questioni politiche più controverse in questo paese. E con le vostre domande all’IRS voi state chiedendo al pubblico americano di pagarvi per questo lavoro. Molti di voi ospitano o appoggiano candidati. La linea tra attività politica permessa e non permessa (per avere le esenzioni, ndr) può essere molto sottile ed è importante che i contribuenti sappiano da che parte state". Come dire, l’IRS ha fatto bene perché le vostre idee sono anti Obama. Qui c’è da ammirare solo la limpidezza della disonestà intellettuale che è per i liberal qualcosa di intimo, interno, ineliminabile: vedono soltanto la ragione della propria parte, degradano moralmente chi ha idee diverse, e perché no, se possibile, credono che tassarli in modo mirato e discriminato sia giusto. E’ l’esatto opposto della libertà di pensiero su cui è stata fondato questo paese, ma è purtroppo quello che passano oggi questa Casa Bianca e questo partito democratico, che sta modellandosi sulla arroganza ideologicamente bigotta di Obama. 

di Glauco Maggi 
twitter @glaucomaggi

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