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Le vite degli altri

La crociata contro la sorveglianza digitale che fa gongolare i terroristi

Il "Grande Fratello" funziona con discrezione e successo da 6-7 anni. Ma sinistra e destra estrema a torto lo attaccano. E Al Gore...

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

La crociata contro la sorveglianza digitale che fa gongolare i terroristi

Nell’opinione pubblica americana sta montando una critica diffusa sui programmi di sorveglianza digitale, che sono operativi con successo, legalita’, e discrezione, da almeno 6 o 7 anni, ed e’ prevalentemente una attenzione pelosa, malata. Non esamina la natura dei programmi, fa fumo orwelliano, mentre i terroristi gongolano. Soltanto a loro giova, infatti, che vengano disseminate informazioni sui metodi che i governi democratici usano per combatterli. 

Del resto, se gli attacchi alla NSA negli Usa vengono simultaneamente dalla sinistra piu’ radicale dei democratici (per non parlare di quelli da fuori degli anti-americani doc europei tipo The Guardian) e dalla destra piu’ libertaria  dei repubblicani, capeggiati dal senatore Rand Paul, questa e’ la dimostrazione che “in medio stat virtus”. E  stavolta in questo giusto mezzo si ritrova pure Obama, che arrivato nella Stanza Ovale dopo aver giurato di difendere i suoi concittadini, ha pensato bene di cambiare idea rispetto a quando faceva i comizi per essere eletto nel 2008 scaricando attacchi facili contro Bush e il Patriot Act e la sorveglianza di telefonate e email. 

Giornali e politici ideologicamente pro sinistra preferiscono i toni retorici e si accontentano di bollare il governo Usa come oppressivo e negatore delle liberta’ individuali, e quando anche sono in buona fede non spendono due minuti per far capire di che cosa veramente si tratti. Eppure bastano le poche righe pubblicate dal Wall Street Journal di lunedi’ 10 giugno per spiegare come opera la NSA. E per rendersi conto che l’iniziativa di raccogliere montagne di dati e’ una garanzia di riservatezza contro indagini meno tecnologicamente sofisticate, e di conseguenza piu’ a rischio di abusi e di restrizioni personali. “La NSA sta raccogliendo i cosiddetti metadati, insiemi di telefonate ricevute e spedite, e altri tipi di informazioni sui dati relativi alle transazioni delle carte di credito e a comunicazioni on line. Gli americani  ora generano un volume di informazioni di questo tipo imponente, pari a 161 exabytes all’anno, equivalenti a dati che richiederebbero 37mila biblioteche del Congresso (la piu’ grande negli Usa NDR) per essere raccolti e conservati. Organizzare e trarre un significato da questo materiale grezzo e’ ora possibile dati i progressi nella tecnologia informatica, le alte performance dei computer e la capacita’ di raccolta dei server… Il paradosso dello scavare in queste miniere di dati e’ che piu’ il governo raccoglie dati e minore e’ l’intrusione nella privacy di ognuno. Questi insiemi di dati sono tali che soltanto gli algoritmi possono interpretarli. La ricerca si concentra sui trend, sui modelli che si ripetono, sulle associazioni , sui networks. Non sono per niente invasioni nella privacy individuale”, scrive il WSJ.  E mentre nessun americano ‘normale’, da quando c’e’ il sistema in uso, ha mai notato di essere stato spiato e se ne e’ lamentato, il governo ha fatto sapere, grazie alla NSA che aveva scoperto e neutralizzato il terrorista Najibullah Zazi,  che e’ stato sventato un complotto per far saltare la metropolitana di New York attraverso lo studio dei metadati. 

Va da se’ che per entrare nei contenuti delle telefonate, anche quelle di Zazi noto terrorista, la NSA aveva dovuto avere il permesso del giudice della Fisa, Foreign Intelligence Surveillance Act. I liberal e il libertari avevano ottenuto questa garanzia correggendo  il Patriot Act, che nella prima versione permetteva che la Cia spiasse le telefonate tra sospetti senza l’ok del giudice. Ora che c’e’ l’ok del giudice, la guerra di chi vede il trafugatore dei programmi della NSA Edward Snowden  come un eroe si e’ spostata sui macro-dati delle telefonate, non piu’ sulla mancanza del via libera del tribunale.

Non a caso una voce ostile ai programmi che si e’ subito levata alle prime rivelazioni della settimana scorsa e’ stata quella di Al Gore. La sua campagna contro il “Global Warming” sta mostrando la corda, ora che le statistiche dicono che da 15 anni a questa parte la temperatura media della superficie terrestre e’ sostanzialmente restata la stessa, dando ragione agli scettici che hanno sempre invitato a guardare ai numeri reali e ai fenomeni tangibili come i raffreddamenti degli oceani, piu’ che all’ideologia verde. Cosi’ Al Gore ha lanciato ora una nuova battaglia, il “Global Warning”, cioe’  l’ ”Avvertimento Globale” contro il nuovo pericolo sistemico del governo che spierebbe tutti. La sinistra preferisce sempre lottare contro i “problemi”, che sono nemici senza volto, inafferrabili, ma che soddisfano un malinteso senso di superiorita’ morale. Per la privacy in astratto, in esempio, non contro i fondamentalisti islamici in concreto. E fa male vedere questa convergenza dei libertari e dei repubblicani opportunisti, che criticano Obama per riflesso condizionato. Non capiscono che per i democratici e’ di sicuro piu’ conveniente, politicamente, sparare a raffica contro il Grande Fratello che minaccerebbe la liberta’ di pensiero e la privacy, anziche’ indagare su casi concretissimi di limitazione della liberta’ di stampa (i  casi dei giornalisti AP e FOX News spiati) e degli abusi contro i Tea Party attuati dall’IRS al servizio di Obama.  Accodandosi in una causa sbagliata, fanno solo un grande piacere al presidente che spera di passare per “centrista” e puo’ cosi’ seppellire meglio, mediaticamente, i suoi scandali veri.

di Glauco Maggi
@GlaucoMaggi

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