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Nè eroe nè traditore
Edward Snowden è solo una spia

Solo le spie danno documenti riservati del governo del proprio paese al governo di un altro paese (la Cina), sia pure attraverso un giornale

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Nè eroe nè traditore
Edward Snowden è solo una spia

E smettiamola di chiamarlo whistle-blower, come fanno quelli che vogliono nobilitare Edward Snowden per aver rivelato segreti che era meglio se restavano tali, almeno per chi ha a cuore la sicurezza contro il terrorismo globale. Snowden non e’ piu’ neppure un traditore (ricordate l’indovinello della prima ora, eroe o traditore? Adesso fa ridere). Oggi e’ ufficialmente una spia, perche’ solo le spie danno documenti riservati del governo del proprio paese al governo di un altro paese, sia pure attraverso un giornale. E quando il giornale e’ il “South China Morning Star” e’ evidente che il giovanotto senza licenza liceale, ma con lo skill digitale da meritarsi 122mila dollari di stipendio annuo da una ditta che lavora per la NSA, ha fatto una scelta di vita, e di partito. Disgustato dall’America, Snowden ha spifferato ad Hong Kong (cioe’ alla Cina) che lo ospita,  che gli Stati Uniti hanno condotto 61mila operazioni di hacking nel mondo, di cui centinaia rivolte contro i servers, ma guarda un po’,  di Hong Kong e della Cina.

“Siamo penetrati nelle strutture di base dei network, sostanzialmente negli snodi delle maggiori reti di Internet per avere accesso alle comunicazioni di centinaia di migliaia di computers senza doverne spiare uno per uno”, ha rivelato l’ex agente della Cia ai redattori cinesi. Andare a denunciare gli Usa di spionaggio elettronico contro i cinesi ad Hong Kong e’ come, per un tecnico cinese, andare a denunciare gli hacker del governo di Pechino a Portorico. E’ un salto della quaglia senza possibilita’ di ritorno. Rispetto alle classiche spie, che agiscono nell’ombra e trafugano informazioni al nemico che ti paga, Snowden ha tenuto un comportamento diverso. La massima pubblicita’ alle proprie azioni e’ figlia dell’ego smisurato, palesemente stimolato dalla dimensione di celebrita’ globale che puo’ conquistare soltanto chi si imbarca in una guerra frontale contro l’America, la sua liberta’ e la sua democrazia e tolleranza. Quando mai un oscuro impiegato del ministero della difesa di Pechino o di Mosca o di Teheran diventerebbe un eroe globale per dire che il proprio regime e’ opprimente? Contro gli Usa e’ diverso. Dopo Julian Assange, e dopo Bradley Manning, ecco Snowden. Piccoli e grandi altri spioni mascherati da “libertari” fioriranno dietro questi fulgidi esempi. E’ la mamma degli eroi antiUsa che e’ sempre incinta, e non va tanto per il sottile. Se persino Osama e’ diventato per tanti, anche ad Ovest, il simbolo di chi “si ribella contro lo strapotere del Grande Satana”, figuriamoci che futuro avra’ Snowden: l’effigie sulle magliette, come un novello Che Guevara che invece del barbone sessantottino ha la barbetta e lo sguardo cool di un Brad Pitt. Lo vedremo cosi’ in Europa, nei cortei della Pace e del Primo Maggio, ma intanto lui sara’ al riparo di uno dei governi che nel mondo sono, ai suoi occhi evidentemente, una garanzia di democrazia, trasparenza e liberta’. “Tutto quello su cui posso contare e’ il mio addestramento (il messaggio-offerta  a cinesi e russi e’: posso lavorare per chiunque nel campo del software NDR) e la speranza che i governi del mondo rifiuteranno di essere violentati dagli Stati Uniti nella persecuzione di gente (cioe’ lui stesso) che chiede asilo politico”, ha detto l’ex agente della Cia al quotidiano in lingua inglese di Hong Kong.

 

L’ultima domandina e’ per Eric Holder, il ministro della Giustizia che aveva ottenuto dal giudice il permesso perche’ l’FBI spiasse i telefoni di James Rosen di Fox News,  accusandolo di essere un co-cospiratore con il funzionario-fonte del dipartimento di stato che gli aveva dato informazioni riservate sulla Corea del Nord. Sta, Holder, spiando i telefoni dei giornalisti del Washington Post che hanno “co-cospirato” nell’incoraggiare Snowden a vuotare i cassetti di Honolulu con i files segreti e nel commettere un crimine violando la legge sullo spionaggio del 1917? Il giornalista del Guardian e’ inglese, e quindi sarebbe piu’ complicato spiarlo. Ma il Washington Post e’ a due passi dal suo ministero… non merita lo stesso trattamento di Rosen e di quelli della AP?  

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Commenti all'articolo

  • cavallotrotto

    15 Giugno 2013 - 14:02

    direi che è un imbecille , magari lo hanno anche pagato . ricordate , d'alema al copasir , cosa ha combinato ? ha distrutto i servizi , non erano amati dai comunisti , e lui voleva che i terroristi venissero in italia , ricordate d'alema a braccetto dei terroristi palestinesi e non ? ecco l'americano è alla stessa stregua . tanto ci spiano tutti ugualmente , sia che lui parli o stesse zitto , siamo sempre sudditi , almeno ti sei fatto i miliardi ?

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