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Inarrestabile declino

Nucleare, il patetico Obama
schiaffeggiato dalla Russia

I rapporti con Mosca (complice anche la Siria) sono il terreno dove Barack ha perso più la faccia. E ora scoppia pure la bomba dell'affare militare

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Barack Obama

Barack Obama

Povero Obama. Ormai ha deciso di andare da solo alla meta, che nemmeno lui sa quale sia, incurante del mondo vero, dove e’ difficile trovare chi lo prenda piu’ sul serio. E’ tornato a Berlino, e ha scoperto che i 200mila fans del 2008 si sono ridotti chi dice a 4500 chi a 6mila, ma di cui almeno 1000 saranno state le guardie del corpo. Li’ ha proposto di ridurre di un terzo le scorte di bombe nucleari americane e russe, perche’ “bisogna andare oltre la mentalita’ della Guerra Fredda”, e il vice primo ministro di Mosca Dmitry Rogozin lo ha subito gelato: “La richiesta di Obama di ridurre le armi nucleari non puo’ essere presa sul serio  visto che gli Usa continuano a sviluppare le loro difese missilistiche”. Respinto senza appello. Barack aveva preparato evidentemente il discorso da mesi, o anni, percio’ non ha nemmeno colto l’aspetto patetico di proporre una nuova fase di disarmo a quello stesso Putin che soltanto lunedi’, due giorni prima, lo aveva esplicitamente contraddetto sul futuro della Siria: mentre l’America arma i ribelli e vuol fare fuori Assad, la Russia insiste nella sua trasparente politica di appoggio al regime di Assad. Tanto che lo stesso Obama ne aveva preso atto: “Tra noi evidentemente ci sono punti di vista differenti”, aveva commentato al G8, mentre i fotografi scattavano la storica immagine dei due con la faccia scura, fatta apposta per rimarcare quanto forte fosse il reciproco disprezzo.  

I rapporti con la Russia sono forse il terreno dove Barack ha perso piu’ la faccia in questi 4 anni e mezzo. Con la Corea del Nord e con l’Iran si sapeva che erano battaglie durissime, che la mano tesa a Teheran era una mossa senza futuro. Aspettative zero, delusione minima. Ma il famoso “reset” delle relazioni con il regime russo, come l’aveva tronfiamente annunciato Hillary “che differenza fa a questo punto?” Clinton, sembrava una tenzone diplomatica giocabile. Sul tavolo Barack aveva anche messo, alla fine del 2010, la ratifica del rinnovo del trattato nucleare con la Russia che era in scadenza, e per il quale aveva strappato la maggioranza al Senato Usa. Ma il clima non e’ mai veramente migliorato tra Mosca e Washington: e sulla partita del nucleare iraniano prima, come sulla Siria adesso, Obama non ha eroso di un centimetro la granitica difesa che Putin, e quatti quatti i cinesi, continuano a fare di tutti i piu’ pericolosi nemici dell’America. Ci sarebbe anche stata una occasione unica di cooperare contro un pericolo comune, i fondamentalisti ceceni, ma si e’ visto alla maratona di Boston che cosa hanno fruttato i contatti tra i servizi Usa e quelli russi. 

Non bastassero i punti di conflitto palesi con Mosca, adesso e’ anche scoppiata una bomba su un affare militare tra i due paesi. Il caso e’ gia’ finito al Congresso americano ed e’ destinato a provocare un gravissimo imbarazzo per il presidente. Un senatore repubblicano, John Cornyn, del Texas, ha bastonato il Pentagono per aver firmato un contratto di collaborazione con il ministero della difesa di Putin, che notoriamente fornisce armamenti al regime siriano, nello stesso momento in cui Obama da’ il via libera a fornire armamenti al fronte di liberazione siriano che vuole abbattere il regime di Assad. E poi dice che il guerrafondaio era George Bush. Barack, con il suo Nobel della Pace, fa arrivare attraverso la Cia mitra e carri armati ai ribelli con la destra, mentre con la sinistra coopera, tramite il Pentagono, nella produzione di elicotteri con la societa’ russa Rosoboronexport. Il ministero americano della Difesa Usa dice che gli elicotteri militari sono destinati soltanto all’Afghanistan, ma Cornyn e’ stato tagliente:  “I contribuenti americani non dovrebbero indirettamente dare sussidi a chi ammazza i civili siriani”, con esplicito riferimento ai russi. Ricapitolando. Obama e’ un idealista perso, che vaga nel sogno della sua morale, piu’ alta di quella di tutti gli altri, e neppure s’accorge di essersi arruolato sui due fronti in una stessa battaglia? O e’ un ideologo con idee di fondo sbagliate che guida un governo per meta’ corrotto (IRS, Bengazi, AP-FOX) e per meta’, fortunatamente,  “vecchia maniera” (NSA e lotta al terrorismo)? 

di Glauco Maggi
@GlaucoMaggi

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