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Complimenti per la trasmissione

La "Guerra dei mondi" che non esiste

Il nuovo progranna di Raitre con Parenzo

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Guerra dei mondi, Parenzo, Cantone

Un pomodoro. Tutto ha inizio da un pomodoro, figlio della fatica e della speranza, come il pomo del giardino delle Esperidi.

Si apre così, con un pomodoro di padre agricoltore che si  smazza per la figlia choosy - «schizzinosa», direbbe la Fornero- la quale coi soldi del papi  apre un bed & breakfast «così ho più tempo per inseguire i miei sogni». Così s’accende la prima puntata di Guerra dei mondi (Raitre, venerdì prime time), talk show sullo scontro generazionale allegramente fomentato da David Parenzo, giovane a sua insaputa. Dopodichè, il dibattito si dipana sul tema del lavoro, all’interno di uno studio gilettiano da dove si schierano di qua gli anziani, «i garantiti» e di là i giovani, la generazione perduta, i «precari»; anche se, Massimo Cacciari, giudice super partes in collegamento, afferma che il termine «precario è osceno deriva da prex, indica chi deve pregare per lavorare». Il dibattito è accessibile, intramezzato da buoni servizi (le storie di giovani italiani, baristi e ristoratori che ce l’hanno fatta. Ma a Londra) e qualche banalità ripresa da Grillo. Gli interventi sono discreti, le facce sempre le stesse: il pensionato Mughini e Cirino Pomicino, simbolo della Prima Repubblica (ospite feticcio di Parenzo); Carla Cantone, segretario dei pensionati Cgil che riesce -giustamente-  a scazzarsi- con un «giovane» che, vinto The Apprentice su Sky ritiene Flavio Briatore un modello di vita; e Guido Martinetti, fondatore delle gelaterie Grom; e Mauro Corona senza libro da pubblicizzare. E Ernesto Preatoni immobiliarista di Sharm -El Sheik, che incita i giovani ad andarsene dall’Italia e ne chiede i curricola in tv; e che provoca l’ira di Cacciari il quale, visibilmente annoiato da zaffate di retorica, si alza e se ne va. Ora, sin dai tempi di Arbore & Boncompagni aPer voi giovani,la categoria dei «giovani» in tv è scivolosissima. Parenzo lo sa, e s’aggrappa alla sua verve dinamitarda; anche se il suo meglio lo rende sbrigliato, da inviato.

Migliore in studio: Emanuele Ferragina, docente precario ad Oxford che dice: «non c’è guerra tra vecchi e giovani ma fra privilegiati e non...». Questo è l’unico momento storico in cui i vecchi sono costretti a mantenere i giovani. L’idea qui è giusta, ma la tempistica sbagliata...


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Commenti all'articolo

  • cordioliago

    24 Giugno 2013 - 12:12

    Ancora..... 1 ) nonostante tutte le misure fiscali e i vari inasprimenti.....l'imponibile non dichiarato annualmente è sempre 11/12 miliardi.. 2 ) dalle statistiche ..perfino quelle citate su La7..risulta che al nord l'evasione è al 15/18% ( a me risulta che sia al 10/12% come in Svizzera o negli USA )e al sud al 35/40% ( a me del 60/80% )... 3 )nessun governo...ha mai tentato di rimuovere questa anomalia ....indipendentemente dal colore politico ... allora perchè stiamo ancora qui a parlare e soprattutto a vessare i cittadini....Grazie A.C.VR

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Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...

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