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Il caso

Il federalismo Usa alla prova della guerra delle uova

In California un referendum impone ai produttori gabbie di 200 pollici quadrati per le loro galline. Gli ambientalisti vorrebbero la norma per tutto il Paese, ma c'è un problema di costi

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Il federalismo Usa alla prova della guerra delle uova

Il federalismo è l'impianto su cui l'America ha costruito oltre due secoli di successi, ma non sono sempre rose e fiori. I Padri Fondatori hanno fatto miracoli nel costruire con la Costituzione un sistema di bilanciamento dei poteri, sia a livello federale, sia tra gli Stati garantendone i rispettivi diritti, ma non hanno potuto impedire nel passato fasi di drammatica conflittualità, come il bagno di sangue della Guerra civile tra Nord e Sud sullo schiavismo negli anni 60 del diciannovesimo secolo. E neppure, è roba di oggi, la Guerra delle uova scatenata dalla California. E' confortante che la scala dei conflitti abbia effetti non commensurabili all’ecatombe dei tempi di Lincoln, ma anche il presente caso, una bega da pollaio in senso letterale, serve a ricordare come interessi diversi, economici e ideali, possano essere il terreno di coltura di contrasti severi. E la Carta Costituzionale è sempre lì, guida ultima da seguire nel caso dei processi che arrivano al giudizio dei nove giudici della Corte Suprema. 

Dunque, nella fattispecie è successo che con un referendum del 2008, la Proposition 2, i californiani hanno stabilito che i produttori di uova debbano avere delle gabbie, per le loro galline, di almeno 200 pollici quadrati. Solo che questa decisione, tesa a dare alle bestie un trattamento più "umano" in California, avrebbe l’effetto pratico di triplicare la dimensione media delle gabbie per le galline che sono utilizzate negli altri 49 Stati. Siccome la Proposizione 2 vieta la vendita, in California,  di uova di galline che non abbiano avuto il conforto di una gabbia di 200 pollici quadrati, significa che i produttori americani che vogliono vendere le loro uova nel popolosissimo mercato dello Stato di San Francisco dovrebbero conformarsi al diktat californiano, ampliando spazi, e costi. Ma nessuno lo farebbe, e il deputato Steve King, repubblicano dello Iowa, uno degli Stati agricoli per eccellenza colpiti dalla Proposition 2, si è schierato a difesa dei produttori del proprio Stato. "E' esattamente ciò che i Padri Fondatori volevano evitare", ha detto, presentando un emendamento alla legge sull’agricoltura per permettere agli altri Stati di vendere le proprie uova in California.

Ogni Stato rispettando le proprie leggi in materia di gabbie, o di altre disposizioni legate alla produzione di uova. Se non si stoppa l’efficacia della Proposizione californiana, ha argomentato King, "fra un po' di tempo avremmo un patchwork con 50 stati che hanno differenti regolamentazioni, con la pratica impossibilità di adattarsi a tutte". La sua paura è che, se il suo emendamento non passerà, ciò incoraggerà altri Stati a incamminarsi sulla via di leggi che finiranno con l'avere un effetto di distorsione del mercato, e a danno dei consumatori. L'altra faccia della medaglia, però, è rappresentata dai produttori di uova della California, la cui associazione United Egg Producers si è alleata con un gruppo di animalisti, la U.S. Humane Society. Di solito su barricate diverse, in questa occasione hanno l'obiettivo comune di sconfiggere l'emendamento di King. I produttori californiani dicono che sarebbe un indebito vantaggio per l'Iowa e l'Indiana poter vendere uova in California con costi di produzione più bassi rispetto a quello più alto imposto su di loro con le gabbie più grandi. La Proposizione 2 entrerà in vigore nel 2015, e allevatori come Eddie Voortman di Ontario (California), che possiede 50mila galline, lamentano che non avrà più senso produrre uova in California quando lo si potrà fare in un altro Stato a metà costo. La frittata, insomma, è fatta. King ammette che i produttori californiani pagheranno caro questa legge, "ma è stato un errore della California averla introdotta. Mi spiace. Ma non si può imporre quell’errore al resto dell’America". 

Gli animalisti osteggiano King perché la loro missione sarebbe, semmai, di imporre a tutta la nazione gabbie più grandi. Loro, anzi, sarebbero per l'obbligo di avere uova di sole galline che vivono nell'aia di nonna Papera, ma non potendo avere tutto si accontentano per adesso dell'ampliamento delle gabbie. E spingono per un diverso emendamento che allarghi lo spazio vitale per le galline ad una dimensione maggiore dell'attuale, e unificata per tutti i 50 Stati.

di Glauco Maggi 

twitter @glaucomaggi

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