Cerca

Gli autogol della Casa Bianca

Il datagate di Obama non è una figuraccia. E' un disastro

Con le "soffiate" di Snowden ha fatto una brutta figura ma non solo. Ha inguaiato la politica estera degli Stati Uniti con Cina e Russia

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Edward Snowden

Edward Snowden

Ennesima settimana surreale di Barack Obama. Nel week end ha preso lo schiaffo della Cina, che ha respinto la richiesta di far partire il procedimento di estradizione di Edward Snowden, e lo ha fatto bellamente fuggire a Mosca, dove Putin lo ha accolto a braccia aperte. Dunque, la Casa Bianca ha dovuto incassare che Pechino non sacrifica ad un miglioramento dei rapporti con l’America un personaggio che tanto sta facendo per far passare gli Stati Uniti come un paese illiberale, oppressivo, un regime tipo Stasi. La Cina è lontana, dunque, e ciò promette nulla di buono sulle prossime partite all’Onu sul nucleare nordcoreano e iraniano. Ora tocca alla Russia.

Sono ore frenetiche per la sorte dell’ex agente della Cia, ma soprattutto è un'occasione per Putin di tirare un altro calcio negli stinchi ad Obama, dopo avere in pratica ridicolizzato la proposta americana di ridurre contestualmente gli ordigni nucleari nei due arsenali. George Will, commentatore conservatore, ha ricordato nel profilo di oggi sul New York Post a proposito delle debacles obamiane, che Vladimir Putin (l’ex agente del KGB)  aveva definito il collasso dell’Unione sovietica "la più grande catastrofe geopolitica del secolo". Ma il "nostro" era così convinto del proprio charme diplomatico ammaliante da pensare che il progresso dei rapporti tra Mosca e Washington sarebbe stato inevitabile. Si è visto sulla Siria, e sull'Iran, quanto l'ex agente sovietico fosse lì, tutto orecchi, a bersi la retorica di Barack. Sulla quale retorica, finalmente, è il momento di mostrarla per quella che è: una collezione di frasi vuote o peggio sbagliate, che sono già entrate nella galleria delle sue "perle", nel capitolo iniziato nel 2008 quando disse "gli oceani si abbasseranno... Noi siamo quelli che stavamo aspettando… ".

Nel discorso di Berlino, dopo 16 anni che la temperatura del pianeta NON è cresciuta per niente, Obama ha rinnovato la sua fede in questa battaglia, come l’ultimo giapponese ancora nella foresta anni dopo la fine della seconda guerra mondiale. Ma sul terrorismo ha fatto di peggio: "Noi possiamo pure infliggere dei colpi contro i networks del terrorismo, ma se ignoriamo la instabilità e l’intolleranza che alimenta l'estremismo, la nostra stessa libertà alla fine verrà messa in pericolo". "Instabilità e intolleranza" da condannare come cause di terrorismo? Instabilità dove? Intolleranza di che cosa da parte di chi? Il terrorismo è una tattica di destabilizzazione, scrive Will, e l’intolleranza per i terroristi è una virtù.  Altra frase che non sta in piedi? "Noi possiamo rigettare la corsa alle armi nucleari che la Corea del Nord e l'Iran potrebbero cercare di perseguire…". "Potrebbero"? Ma la Corea del Nord è già una potenza nucleare, non lo sapeva? E a proposito di ripristino della autorevolezza americana che Bush aveva, secondo i critici, dilapidato? La storia di Assange e WikeLeaks prima, e il bis di Snowden adesso, hanno mostrato due cose. La prima è che l’America di Obama non sa tenere i suoi segreti… segreti. La seconda è che il mondo ci azzuppa poi il pane nei guasti di Barack. Pensiamo all’Equador, un minuscolo stato che potrebbe essere la destinazione finale di Snowden, e che si permette di dire all’America, per bocca del suo ministro degli esteri,"che noi ci preoccupiamo dei diritti umani delle persone". Insomma, non fosse per la muraglia cinese con la quale la stampa globale protegge ancora oggi (ma sempre meno) il suo Grande Leader, anche nel mondo avremmo sondaggi tipo quelli che ci sono negli Usa: con Barack bocciato da una maggioranza di cittadini che lo giudica negativamente e con George W. Bush, sì proprio lui, che lo ha superato nella popolarità positiva. 


di Glauco Maggi 
twitter @glaucomaggi

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • cordioliago

    25 Giugno 2013 - 14:02

    L'Italia , con l'euro, non ha approfittato del denaro a buon mercato per fare le riforme...va bene..ma non si considera un altro fattore indotto dall'euro...il quasi raddoppio del prezzo di alcuni prodotti... per il cambio demenziale lira/euro....che ha comportato il prosciugamento del mercato per un 25% delle nostre imprese....la quali ( direbbe la Merkel ) avrebbero dovuto ristrutturarsi ed essere in grado di competere con la migliore industria europea...nel giro di due giorni....di cui uno di riposo e uno festivo....Di questo non ho mai sentito parlare da parte di alcuno ....politico di destra ..di sinistra ..giornalista ..economista.. uomo di cultura..ecc ecc. Grazie A.C.VR

    Report

    Rispondi

blog