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APPELLO A SACCOMANNI

FORZA, TAGLIA!

Finalmente il ministro dell'Economia dice che senza tagliare la spesa non può abbassare le tasse. Lo faccia

L'uomo dei conti di Letta fa capire che qualcuno dentro la maggioranza lo sta bloccando, perchè preferisce vivere sulla panna della spesa pubblica. Sospetti a sinistra
Franco Bechis

Franco Bechis

Torinese classe 1962. E' stato direttore del Tempo, Italia Oggi e Milano Finanza. Attualmente è Vicedirettore di Libero
Fabrizio mani di forbice

il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni

aDice il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni: “Vogliamo rilanciare l'economia riducendo le tasse su lavoro e imprese. Non possiamo farlo aumentando il debito, quindi dobbiamo ridurre le spese”. Siccome siamo in recessione, non si può tagliare gli investimenti: “Vogliamo ridurre”, continua Saccomanni, “le spese correnti ma non è un lavoro che consenta nel giro di poche settimane di reperire miliardi di euro come se avessimo la bacchetta magica”. Vero: ci vuole tempo per vedere i risultati di un taglio alla spesa. Infatti è per questo che immaginavamo che dal primo giorno le forbici di Saccomanni fossero già in azione. Invece deve esserci qualcuno che si è messo di traverso. Perchè il ministro spiega che oggi la spesa pubblica ammonta a 800 miliardi e tolti “redditi da lavoro, prestazioni sociali, interessi, spese in conto capitale, il totale su cui si può lavorare ammonta a 207 miliardi di euro”. Micca noccioline: in una somma così ci sarà abbastanza panna cui attingere, no? Però... Sì, c'è un però che fa capire lo stesso Saccomanni: “analizzeremo i tipi di spesa su cui intervenire più rapidamente, ma sia chiaro che i tagli indolori non esistono”. E ancora: “nessuno si illuda che vengano fuori spese misteriose da tagliare senza che nessuno protesti”. Ecco, se il ministro dell'Economia mette le mani avanti così, significa che fino ad ora qualcuno le ha già messe davanti alle sue forbici per fermarle. Noi quel qualcuno lo conosciamo bene, perchè sono anni che ci sgoliamo per fermare il partitone della spesa pubblica. E' la sinistra che in quella panna è sguazzata in questi anni, costruendo sulle tasche di tutti gli altri italiani carriere politiche e sindacali personali, gruppi di potere e di consenso. Poi certo, il partito della spesa pubblica ha una sua trasversalità: ma il suo cuore è li, al centro del bandierone rosso.

E' per questo che oggi viene voglia di gridare a Saccomanni: “Forza, taglia!” E non sarebbe male che l'urlo, la spinta, l'affiancamento al ministro senza se e senza ma venisse proprio da chi oggi desidera ridare vita a “Forza Italia”. Perchè quel programma “meno tasse” e “via la panna della spesa pubblica”, era proprio alle origini di quel movimento nel 1994. Dunque, Forza, taglia! E taglia per ridare una possibilità a questa Italia.

Vista la necessità assoluta di non piegare ulteriormente i cittadini di questo Paese dopo l'anno e mezzo che hanno passato, avremmo voluto Enrico Letta e i suoi ministri con quelle forbici in mano a tagliare e ritagliare giorno e notte dai primi di maggio per trovare quelle risorse fondamentali con cui abbassare una pressione fiscale ormai intollerabile e rimettere qualche soldo nelle tasche di cittadini e imprese invece che in quelle dei pochi privilegiati che oggi vivono e si arricchiscono con quella panna. Ma non è ancora così tardi, e se quel “però” ripetuto da Saccomanni è un Sos lanciato per avere una mano con chi lo ostacola dentro maggioranza e governo, eccola qui la mano tesa. Tagliare si può, e qualsiasi dolore è lenito da un utilizzo saggio di quelle risorse ottenute. Tagliare si può anche in breve tempo, e su questo una vera lezione l'ha data durante il governo di Mario Monti il suo commissario alla spending review, Enrico Bondi. E' grazie ai suoi tagli che è stato evitato per sempre (non per tre mesi) un aumento dell' aliquota intermedia Iva dal 10 all'11%. Ed è stato spostato e coperto per un anno (non per tre mesi) anche l'aumento dell'aliquota ordinaria Iva dal 21 al 22%. Bondi mica disse che era impossibile, che poi qualcuno gli avrebbe fatto il broncio. In pochissime settimane ha guardato che cosa si spendeva, e ha tagliato. Può avere sovrastimato quella riduzione, che però ha funzionato per quasi 8 miliardi di euro strutturali. Quindi si può. E si deve:la panna è ancora molta, e perfino il risultato del governo Monti (che pure c'è stato) si è rivelato timido: nel 2012 la spesa pubblica si è ridotta di mezzo punto di Pil finalmente andando in contro-tendenza, ma il Pil si è impoverito di più scendendo del 2,4%. Anche quel taglio dunque è stato modesto. C'è tanto spazio, anche per non fare diventare distorsione della spesa pubblica qualche nuova protezione sociale che doveva essere temporanea (come quella della cassa integrazione in deroga). E allora, forza Saccomanni. Forza, taglia!

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Commenti all'articolo

  • nehopienele

    21 Luglio 2013 - 23:11

    Parliamoci chiaro ! Queste le azioni entro settembre : 1 Togliere immediatamente i finanziamenti/rimborsi ai partiti. Arrivano le lobbies ? Chi se ne frega, sapremo noi chi votare !! (Ah, restituzione della tranche che hanno appena incassato a Luglio) 2 Dimezzamento immediato dei parlamentari ! Non sanno come fare ? Estrazione a sorte !! Poi a che servono due camere ?? A ritardare l’approvazione delle leggi ? Viaaa !! 3 Legge elettorale : perché non è ancora stata fatta ?? 4 Eliminano le provincie ?? Le ditte private che hanno chiuso hanno dovuto licenziare !! Che licenzino i dipendenti anche le provincie !! Altro che sistemare i dipendenti in altri posti !! 5 Pensioni esagerate : ridurre le pensioni fino a un massimo di 5000 mensili se non supportate da versamenti contributivi. 6 Barconi e im(migranti) : Non abbiamo più soldi per noi, l’europa ci dice arrangiatevi e le capitanerie di porto e la finanza vanno ad aiutarli e portarli in italia ?? Bloccarli in acque internazionali.

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  • PAULPOGBA

    01 Luglio 2013 - 12:12

    I primi passi del Governo Letta sono stati per lo più buoni (rinvio Imu e IVa,Piano di lavoro per i giovani) .. Ora però,trascorsa l'estate,il tempo dei rinvii finirà e allora si dovrà decidere sul da farsi: bisognerà trovare i soldi per finanziare l'abolizione dell'Imu ed ostacolare il rinvio dell'Iva.Sono d'accordo con Saccomani , la missione da fare è quella di tagliare la spesa pubblica e solo così potranno realmente essere abbassate le tasse , ora che siamo pure usciti dal procedimento x deficit eccessivo dell'UE

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