Cerca

Morte annunciata

Obamacare, ovvero cronaca di una grande bufala

Il mandato obbligatorio slitta al 2015, anche per non penalizzare i democratici alle elezioni di medio termine del novembre 2014. La verità è che la riforma sanitaria di Barack piace solo a chi non è americano

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Barack Obama

Barack Obama

Obamacare è su un binario morto. Non decollerà nel 2014, come avrebbe dovuto, e le sue prospettive sono funeree. C'è sempre stato scetticismo in Italia, anzi incredulità, sul fatto che la riforma obamiana della sanità in chiave universalistica sia stata accolta malissimo dalla maggioranza degli americani. Ma come? Finalmente gli Usa sono diventati un paese "civile", era l'argomento andante, e i sondaggi continuano a rilevare che la Obamacare "non va bene", "non funziona", "va abolita". Incredibile, era la sentenza degli italiani; anche di quelli che poi, se non vogliono aspettare un anno nel sistema pubblico per fare la cataratta, ricorrono al privato (ovviamente in nero). 

Dopo essere passata in Congresso senza un solo voto repubblicano, e con un dubbio sotterfugio procedurale, la legge di Barack è stata "salvata" dalla Corte Suprema con una motivazione che di fatto ha sbugiardato il presidente: per farla approvare in parlamento lui aveva negato che l'obbligo del mandato fosse una "tassa", e invece i giudici – in 5 su 9 – l'hanno accettata come costituzionale perché il Congresso ha potere di tassazione, e quella a carico di imprese e individui che si rifiutano di pagarsi una polizza è, appunto, una "tassa". Approvata nel 2010, la entrata in vigore della "tassa", come alternativa all'obbligo a sottoscrivere una polizza, era stata fissata dallo stesso Obama solo a partire dal 2014: sapeva che sarebbe stata una miniera di problemi e non voleva rogne fino al gennaio del 2013, il mese del secondo giuramento.  

Ora il nodo sta per venire al pettine, e la Casa Bianca si è arresa. L'opposizione delle piccole e medie imprese, che considerano un grave attacco economico ai loro bilanci il dover sborsare migliaia di dollari per ogni dipendente non assicurato, ha messo Obama all'angolo, costringendolo a decretare il rinvio del mandato obbligatorio per tutte le aziende. Ha invece mantenuto l'impegno per gli individui, e così  facendo ha compiuto un bel salto della quaglia: non era lui l'amico della classe media, e il fustigatore dei business? E non ti va a favorire proprio le imprese, nel momento in cui riconosce che il castello della riforma, che basava il suo intero finanziamento proprio sulla "tassa" alternativa, si va sgretolando? 

Ovviamente, la prima mossa dei repubblicani è stata di fissare per la settimana prossima il voto su una legge che dispensa sia le aziende, sia i privati, dal mandato obbligatorio. E sarà interessante misurare l'imbarazzo dei democratici: si allineeranno ad Obama, votando quindi contro al rinvio pure per gli individui, passando quindi per paladini dei datori di lavoro? Un pasticciaccio legislativo che sta prendendo la forma di un progressivo affondamento dell'intera Obamacare. Prima del clamoroso autogol sul rinvio del mandato obbligatorio, infatti, tre altre parti di grande importanza della riforma erano già state buttate a mare, perché impraticabili o troppo onerose. 

Il primo fiasco fu la "Norma 1099", che richiedeva ai piccoli imprenditori di compilare uno speciale modulo da consegnare all'IRS (e questo prima che l'agenzia diventasse zimbello di faziosità politica con le persecuzioni ai Tea Party!!!) per ogni transazione con un'altra impresa che superasse i 600 dollari. Tale fu l'insurrezione che nell'aprile 2012 la 1099 Provision fu cancellata con voto bipartisan in Congresso. 

Il secondo disastro fu quello della Community Living Assistance Services and Supports (CLASS), un piano che in pratica istituiva polizze di lunga degenza per malati anziani. Un disastroso passo più lungo della gamba, che lo stesso ministro della salute Sebelius denunciò come malconcepito e irrealizzabile. A questa legge fu praticata l'eutanasia, abolendola all'interno dell'accordo sul fiscal cliff

Il terzo aborto fu quello del programma Small Business Health Option Program (SHOP), che aveva lo scopo di creare un mercato dove ai dipendenti dei piccoli imprenditori sarebbero state offerte diverse opzioni di polizze. Ma lo SHOP è già stato "rimandato sine die", e non c'è alcuna scelta a disposizione dei lavoratori: prendere o lasciare è la sola opzione.

Se Obamacare è sopravvissuta a queste sue prime e gravi mutilazioni, la ferita del mandato obbligatorio rinviato è letale. Semplicemente, la tassa è il pilastro finanziario che dovrebbe finanziare l’'ampliamento del numero dei cittadini coperti. Il rinvio di Obama al 2015 ha, con tutta evidenza, lo scopo di togliere le proteste contro il mandato obbligatorio dal dibattito elettorale che porterà alle elezioni di medio termine del novembre 2014, per non penalizzare i democratici. Ma, a parte i dubbi di legittimità giuridica di una decisione governativa senza avallo congressuale, che  va contro la lettera della legge che prevede esplicitamente il via il primo gennaio 2014, il futuro di Obamacare appare sempre di più quello di un malato terminale. 

di Glauco Maggi  
twitter @glaucomaggi

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog