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Complimenti per la trasmissione

Rubio di "Unti e bisunti", il Jasn Bourne degli chef

Una nuova, piratesca, trasmissione anti-cuochi

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
Chef Rubio

Gabriele Rubini detto Rubio, ex rugbysta oggi chef cresciuto -pure lui- alla scuola di Gualtiero Marchesi e uno di quei tipi che se con la macchina arrivi prima davanti al posteggio, gli cedi il posto volentieri.
Figuriamoci quando, nello spot, irrompe in macelleria con la camicia aperta che lascia intravedere muscoli e tatuaggi. Il volto livido è incorniciato dai mustacchi alla Dalì. Gli tirano addosso un quarto di bue; lui lo squarcia strappandone l’organo pulsante pronto alla marinatura. Camera look , sorrisetto da schiaffi e commento: «Una volta che hai risolto le questioni di cuore, hai fatto tutto...» . É questo è soltanto lo spot di Unti e bisunti (Dmax , ore 22.05 su Canale 52 digitale terrestre e Canale 28 di TivùSat), incute rispetto e allegria. Se poi ti avventuri in una puntata di questo anti-programma di cucina che visita i luoghi gastronomicamente più sconci del mondo, che esalta le calorie, i fritti misti, gli hamburger e il cibo da strada; be’, ti si apre un mondo. Per dire. A Palermo, in pieno mercato di Ballarò («Le viscere della città, dove tutti cucinano e mangiano per strada», dice Rubio) il cuoco-rugbysta sfida tale Rocky macellaio-panellaro da generazioni, a chi frigge meglio il pane ca meusa, il panino con la milza. «Io sugno il king!» abbaia il siculo. «sì, king. King Kong. Mi sa che stavolta ti mangi pure il fegato...», risponde Rubio.
 Da lì la gara a chi sforna i panini più sugnosi per un gruppo di motociclisti. Prima Rubio aveva deglutito una caponata; il sottopancia indicava: energia 386 calorie. Rubio ha il fegato impossibile di Tex Willer, che mangiava solo bistecche e patatine; a 22 anni si trasferisce a Wellington, per giocare nel Ponete, finisce per interessarsi al cibo di strada e passa alla ristorazione. La pizza fritta provola e friarielli lui la definisce speachless, mangia qualsiasi cosa che sia abbastanza oliosa. Per un qualsiasi cultore di Vissani, di Cracco o del Petrini slow food, Unti e bisunti rappresenta il demonio. Ma se Masterchef  è Ratatouille girato da Tarantino, questo è un action movie del ciclo di Jason Bourne. Lascerà qualche cadavere, ma vuoi mettere...




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