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La prima pagina di Rolling Stone

Da attentatore a ragazzo-copertina, inizia il "brillante" futuro del bombarolo di Boston

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Da attentatore a ragazzo-copertina, inizia il "brillante" futuro del bombarolo di Boston

Che senso ha dedicare una copertina al ceceno Dzhokar Tsarnaev, il fratello sopravvissuto della coppia ultraislamica che ha fatto l’attentato alla maratona di Boston, se non quello di tradire una sotterranea simpatia per i sovversivi pro Maometto che fanno guerra all’America, da fuori e ora anche da dentro? Lo ha fatto nel numero di agosto la rivista di musica Rolling Stone, ben nota per essere antimilitarista e ultraliberal e per sposare tutte le cause che possano mettere in cattiva luce la “cultura per bene” negli Stati Uniti, e le sue istituzioni tradizionali, capitalistiche e borghesi. Come l’esercito, per esempio. 

Si ricordeà quando un’intervista al generale Stanley McChrystal, capo delle forze Usa in Afghanistan, pose fine alla sua carriera per la pesantezza delle rivelazioni dello stesso militare su diplomatici e politici americani. Ma quella, almeno, fu un’operazione giornalisticamente ineccepibile . Ben diversa e’ oggi la scelta di mettere il ricciolino ammiccante di Dzhokhar a tutta copertina, elevandolo a nuovo idolo mediatico. E sono risibili il titolo banale e fattuale dato al servizio (“Bomber”, bombarolo), e la giustificazione del giornale secondo cui la storia è “un resoconto affascinante e straziante di come un amabile ragazzino con un brillante futuro è diventato un mostro”. Un amabile ragazzino? Uno che non ha rinnegato nulla dopo la tentata strage, e che ha già frotte di ragazzine rapite proprio perché è un “bel mostro”, la classica perversione che genera l’attrazione per il “male” in personalita’ immature influenzabili e tarate?  “E’ nata una stella”, ha chiosato giustamente il sito Drudge, presentando l’operazione di Rolling Stones per quella che voleva essere: un pugno dato in faccia all’America tutta, non solo alle famiglie delle vittime che sono gia’ insorte, soltanto quattro mesi dopo il vile bombardamento terroristico che ha lasciato tre morti e centinaia di mutilati e feriti, offrendo al terrorista l’onore della copertina e la dignita’ del profilo “umano”. Quando Rolling Stone ha messo ieri la sua cover su Facebook, i commenti negativi sono subito piovuti a migliaia, e una diversa pagina di boicottaggio creata poche ore dopo - Boycott Rolling Stone Magazine For Their Latest Cover -  (boicotta la rivista Rolling Stones per la sua ultima copertina), ha gia’ raccolto quasi 136 mila “like” (tra i quali il mio) alle 5 dell’alba di New York. 

Dzhokhar Tsarnaev, che ha gia’ avuto un primo confronto con la giustizia Usa in tribunale, si e’ dichiarato “non colpevole” dei 30 capi di imputazione a suo carico, tra i quali l’uso di armi di distruzione di massa con l’intento di uccidere. 

Avevo previsto in un articolo precedente che, dato il precedente del bombarolo rosso degli anni del Vietnam, Bill Ayers, condannato per gli attentati della cellula Weather Underground da lui fondata nel 1969, e “reintegrato” in seguito come professore (e’ appena andato in pensione ed e’ una bandiera mai tramontata della sinistra), anche il giovanissimo killer islamico avrebbe avuto un “brillante futuro” in America. Non avrei mai immaginato che l’opera di riabilitazione mediatica, pelosa e sfacciata,  dei liberal sarebbe iniziata con questa sorprendente celerità. E a tempo di rock & roll. 

@glaucomaggi

 

 

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