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Sfida in rosa

Liz Cheney e Sarah Palin, due pasionarie repubblicane in corsa per il Congresso

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Liz Cheney e Sarah Palin, due pasionarie repubblicane in corsa per il Congresso

Due pasionarie repubblicane dell’ala piu’ conservatrice, dal nome altisonante nel palazzo della politica, si stanno scaldando i muscoli per entrare in Congresso nel 2014. Pochi cognomi  come quelli di Cheney e Palin elettrizzano la base del GOP e i Tea Party, e le sorprese della prossima campagna potrebbero proprio essere Liz, la figlia dell’ex vicepresidente Dick Cheney, e la stessa Sarah Palin, che fu vice di McCain nella corsa persa contro Obama nel 2008. L’annuncio della discesa in campo per un posto di senatrice in Wyoming da parte di Liz e’ gia’ ufficiale. Lo ha fatto lei stessa martedi’ un’ora dopo che Mike Enzi, il repubblicano che da 18 anni e’ senatore della stato dei cowboys, aveva detto che intendeva candidarsi per un quarto mandato. Con l’ovvia, anche se tacita benedizione del padre,  la 46enne madre di 5 figli ha ufficializzato cio’ che il gossip suggeriva da quando aveva comprato con il marito una casa nell’area di Jackson Hole, in Wyoming, trasferendovi la residenza dalla Virginia. 

Liz e’ la piu’ vecchia delle due figlie di Dick: l’altra, Mary, e’ lesbica e si e’ sposata un anno fa con Heater, sua convivente da molti anni. Liz Cheney si e’ laureata in legge alla Universita’ di Chicago e ha lavorato come avvocato al Dipartimento di Stato e alla Agenzia per lo Sviluppo internazionale. Da tempo e’ dunque nella politica attiva e un anno dopo l’elezione di Obama, nel 2009, ha cofondato il gruppo neoconservatore “Keep America safe” (“Tieni l’America al sicuro”), impegnato nella difesa delle politiche di sicurezza e di anti-terrorismo che erano state propugnate da Bush-Cheney dopo l’11 settembre 2001.

“Corro perche’ so, come madre e come patriota, che non possiamo piu’ a lungo permetterci semplicemente che l’andazzo di Washington continui con questo passo”, ha detto lanciando il guanto della sfida al collega di partito Enzi. E’ un fatto eccezionale, soprattutto nel piccolo stato del nord dove il GOP controlla tutte le cariche elettive, che un politico in carica sia costretto a fare le primarie per guadagnare il diritto a ottenere il rinnovo. Liz, forse, sperava che il 69enne Enzi rinunciasse per motivi di eta’, ma quest’ultimo se ne e’ ben guardato: del resto, in Senato ce ne sono attualmente 24 piu’ vecchi di lui, su 100. La mossa di Liz non ha pero’ trovato alcun appoggio nell’establishment del partito, finora. Anzi, ha gia’ provocato prese di posizione a favore di Enzi da parte del Comitato Nazionale repubblicano, che per prassi sostiene gli iscritti che cercano la rielezione, perche’ di solito hanno le migliori chance di vincere. In effetti, la vera forza che potra’ dispiegare Liz sara’  la capacita’ di raccolta di fondi del babbo a livello nazionale. Ma saranno poi gli elettori locali, che hanno dato nel 2008 a Enzi il 75% dei voti, a decidere chi mandare a Washington. Le credenziali di Enzi come conservatore sono indiscutibili, ma ha anche una buona reputazione da politico capace di trovare punti di incontro con i democratici in Senato. Bisognera’ capire se il messaggio piu’  radicale della figlia di cotanto padre sfondera’ alle primarie nell’elettorato del GOP, con il rischio pero’ di alienare gli indipendenti e di favorire poi gli avversari alle urne che contano.

Liz, che e’ nata in Wisconsin, ha rimarcato nel suo annuncio che le radici della famiglia Cheney affondano da oltre un secolo nel Wyoming, dove suo padre Dick e’ stato eletto deputato per il Congresso di Washington negli Anni 70 e 80 prima di fare il balzo verso cariche politiche di livello nazionale nei governi repubblicani.

Se Liz Cheney e’ una scommessa azzardata, giocata con l’idea di centrare il colpaccio ma anche di fare esperienza ad una eta’ che non pregiudicherebbe futuri tentativi, Sarah Palin  e’  l’”usato insicuro”. Ritiratasi a fare la commentatrice in tv dopo il bagno del 2008, e dopo aver rinunciato a competere nel 2012, una sua corsa fallimentare l’anno prossimo, per un posto da senatrice in quella Alaska di cui e’ stata governatore e che l’aveva lanciata nel ticket con McCain, decreterebbe la sua morte politica.

Le parole caute con le quali si sta avvicinando alla decisione di partecipare alla gara nel 2014 per un posto in Congresso sono scontate. Ma quando a Fox News, ieri l’altro,  Sean Hannity le ha fatto la domanda diretta, la Palin non si e’ sottratta, confermando che che sta considerando seriamente l‘idea.

"Ci sto pensando visto che la gente mi sta dicendo di pensarci, anche se ora sto ancora guardando chi saranno gli altri concorrenti e sto sperando che ci sara’ nuovo sangue, nuova energia, e non solo quella solita pesca tra gli stessi vecchi politici di quello Stato“, ha detto. Tradotto, vuol dire che se il GOP schiera personaggi dell’establishment locale secondo lei inadatti alla lotta vigorosa di cui ha bisogno oggi il Paese contro l’obamismo, allora tanto vale che torni lei nell’agone. Come aveva fatto quando riusci’  a farsi eleggere governatore  contro i baroni del GOP statale.

Per ora, di concreto c’e’ gia’ un comitato di militanti volontari in Alaska che sta aggregandosi sui social network: sostengono che meglio di lei non c’e’ nessuno e le chiedono espressamente di tornare al fronte. Non vi erano riusciti nel 2012 per la Casa Bianca, ma potrebbero convincerla nel medio termine per fare la senatrice. Bisognera’ vedere quanto pesera’ su di lei la nostalgia del clima della campagna elettorale, che la elevo’ a stella nazionale in poche settimane per poi farla franare senza troppi riguardi. Ma soprattutto che cosa diranno i sondaggi nei mesi a venire, ora che la sua partecipazione e’ una questione aperta.

twitter @glaucomaggi

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Commenti all'articolo

  • cordioliago

    20 Luglio 2013 - 13:01

    1/2 Quando si tratta di politica...anche un presidente degli USA non resiste dal commentare una sentenza..... 2/2 Fino ad ora avevamo solo uno stato etico...adesso abbiamo anche un comune etico..... Grazie A.C.VR

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