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Guai per il presidente

Sesso e bustarelle, i democratici di Obama travolti dagli scandali

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Sesso e bustarelle, i democratici di Obama travolti dagli scandali

Scandali, sesso, denaro. Nel 2006, alle elezioni di medio termine del secondo mandato di George Bush, Nancy Pelosi guido'  i Democratici alla riconquista dell’intero Congresso, Camera e Senato,  denunciando la "cultura della corruzione" del GOP. Vari casi di lobbismo illegale (Jack Abramoff, repubblicano, si era dichiarato colpevole nel 2005 di cospirazione e evasione fiscale) e di comportamenti sessuali impropri (il deputato della Florida del GOP, Mark Foley, costretto a dimettersi nel 2006 dopo aver ammesso di aver mandato messaggi sessuali espliciti a un minorenne del proprio staff) scatenarono una campagna per ”spazzare il palazzo dagli scandali”, nelle parole della stessa Pelosi. E l’elettorato prese nota, punendo i repubblicani. 

Ora e' il turno dei Democratici di essere avvolti nella "cultura della corruzione", e di rischiare il ribaltone al Congresso fra 15 mesi, a novembre 2014. L'elenco di scandali politici e personali e’ piu’  ricco e lungo di quello di sette anni fa, e forse anche piu’ imbarazzante, se e’ lecito stilare una classifica dei “peccati”. E sicuramente risibile e’ il tentativo di Obama, come ha fatto nel discorso in Illinois mercoledi’ 24,  di accusare il GOP di sventolare "falsi scandali" ,  che per lui sarebbero "distrazioni" dal suo piano economico di piu’ tasse e piu’ spesa pubblica. E’ sotto gli occhi di tutti, invece, che Bengazi con l’ambasciatore Usa ucciso da Al Qaeda, l’Irs contro i Tea party, la figuraccia di Edward Snowden che ha scoperto i segreti della NSA,  le spiate ai giornalisti AP e Fox, sono fior di scandali con la S maiuscola. Non a caso, hanno fatto scendere al 45% la popolarita’ del presidente nell’ultimo sondaggio. 

Ma sommati ai guai politici che gravano sull’amministrazione, poi, c’e’ la teoria dei casi penosi individuali, mele marce che sono fiorite nell’ultimo anno soltanto nell’orto democratico e che potranno seriamente influenzare l’esito elettorale al prossimo appuntamento del 2014. Lo slogan sulla “cultura della corruzione” e’ un boomerang che sta decisamente volteggiando nella direzione di chi lo aveva coniato. Ecco un mini-campionario di “vergogna Democratica”.   

Il sindaco di San Diego Bob Filner, che per 10 bienni e’ stato deputato a Washington per la California, e quindi era uno stretto collega di partito della Pelosi, e’ finito sotto accusa per aver molestato sessualmente alcune sue ex sottoposte. Ieri l’altro una donna del suo staff , la terza a lamentarsi, ha testimoniato che il sindaco le aveva messo ripetutamente le mani sulle chiappe, un caso di scuola di harassment sessuale. 

Anthony Wiener e’ il personaggio che ha avuto piu’ risalto negli ultimi giorni, perche’ e’ il candidato sindaco di New York nel gruppo di testa nei sondaggi tra gli aspiranti delle primarie democratiche . Ma anche perche’, dopo aver lasciato un anno fa il Congresso per la vergogna di essere stato scoperto a mandare messaggini a centinaia di donne, anche minorenni, con la foto delle sue erezioni sotto lo slippino, e’ stato pizzicato ancora qualche giorno fa per torridi scambi telefonici e via email con una attivista obamiana di 23 anni. Dopo aver confessato in pubblico con la moglie al fianco, cioe’, aveva proseguito nella sua mania erotica deviata perche’ “il matrimonio era entrato in crisi”, ha spiegato nella conferenza stampa in cui ha (ri)chiesto scusa. Non ha ancora annunciato il ritiro dalla corsa, e ogni minuto che passa e’ motivo di vergogna, e di scherno, per il partito democratico di New York. Dove, per la carica di Controllore dei fondi cittadini, ha avanzato la sua candidatura Eliot Spitzer, l’ex governatore dello stato di New York, che, sposato con tre figlie, si era dovuto dimettere dopo che si scopri’ che andava regolarmente a prostitute. Nel miglior albergo di Washington. 

Jesse Jackson Jr. e’ un grosso nome dell’elite democratica. Nero, deputato di Chicago, figlio di uno dei padri della lotta per i diritti civili, e’ appena finito in prigione per aver usato fondi della sua campagna a fini personalissimi.

L’ex sindaco di Detroit, citta’ in bancarotta dopo decenni di governo dei democratici, e la moglie del membro di lungo corso del Comitato Giustizia della Camera, John Conyers Jr, sono stati travolti da accuse, dimostrate, di corruzione

Il figlio dell’ex  Chairman del Partito Democratico Ron Brown ha ammesso il mese scorso di aver preso bustarelle nel suo ruolo di consigliere del municipio della capitale, Washington DC.

Quando si dice che il potere da’ arroganza sembra di fare del moralismo. Ci pensano poi i casi concreti a dimostrare che e’ proprio cosi’. 

twitter: @glaucomaggi 

 

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