Cerca

Le vere radici

Obama, Ho Chi Min e quella sua passione non troppo nascosta per il comunismo

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Barack Obama stringe la mano a Truong Tan Sang

Barack Obama stringe la mano a Truong Tan Sang

Quella di Obama su “Ho Chi Min che si è ispirato ai rivoluzionari americani del 1776, alla Dichiarazione di Indipendenza e alla Costituzione, e alle parole di Thomas Jefferson”, tesi che ha esposto a fine luglio al Presidente del Vietnam comunista di oggi, Sang, non è soltanto una storica idiozia. Non fosse per il banale fatto che da Jefferson è venuta fuori l’America libera, faro di democrazia e tolleranza, di cui Barack è il vivente beneficiario, mentre dalla rivoluzione comunista in Vietnam è uscito un regime non libero, e non faro di democrazia e tolleranza, di cui il partito unico al potere dopo 40 anni senza elezioni è la vivente prova. In comune possono avere il termine “rivoluzione”, ma se è per questo nella storia c’è stata anche la “rivoluzione francese”, e poi la “rivoluzione fascista” ( e di corsa ricorderò che grande estimatore del regime corporativo del duce fu negli Anni 30 un altro mito della sinistra, il presidente Franklyn Delano Roosevelt) .

No, l’aspetto più interessante (e inedito in Italia) è che la battuta di Obama è una esplicita confessione delle sue radici filo-comuniste.

Invece di menarla con gli attacchi sul fatto che possa non essere nato a Honululu ma in Africa (chissenefrega, ormai), è un mistero che i suoi oppositori in America non divulghino più insistentemente i trascorsi rossi e filorussi della nidiata “comunista” dei Chicago Boys (con lui anche David Axelrod, il fidato consigliere) che ora sono alla Casa Bianca. Non per fare strumentalmente politica, ma semplicemente storia. Ci sono fatti e prove, infatti, e Paul Kengor è tra i pochissimi “cultori della materia”  a documentarlo in libri ed articoli. Quando cominciò a fare politica da liceale e poi da studente universitario alla Columbia, ha scritto il 7 agosto Kengor nell’articolo “The Obama Watch – Ho Chi Minh, Obama’s Freedom Fighter” sull’American Spectator del 7 agosto, era imbevuto di ideologia comunista. O pacifista, che nel mondo occidentale degli anni 60 e 70 era lo stesso, indicando una fedeltà alla linea sovietica che utilizzava gli utili idioti per i suoi fini di ampliamento di egemonia mondiale sotto la dittatura del proletariato: dall’Africa all’Asia. In Europa questo non è un segreto, perché i partiti socialisti e comunisti erano visibili, seguitissimi, apertamente abbracciati dalla intellighentsia e dall’accademia, ed erano infatti (e sono) “parlamentari”. In America c’era un partito comunista, il Cpusa (Communist Party USA), ma era (quasi) invisibile, mimetizzato nelle union. Anzi, c’erano varie schegge della eterna diaspora rossa: chi vuole divertirsi a vedere come le lotte mortali tra le fazioni di Stalin e Troszky e di altri capi partito si replicassero, da tragedia in farsa, tra i capetti del movimento comunista clandestino Usa negli anni 20 e 30 deve leggere Whitness (Testimone) di Whittaker Chambers. (Ne ho già parlato in precedenti blog, ma mi ripeto sperando che un libro fondamentale nell’aprire gli occhi a tanta America, e tra gli altri a Ronald Reagan per sua esplicita ammissione, trovi prima o poi un editore che lo traduca in italiano).

E proprio un aderente del CPUSA, Frank Marshall Davis, tessera numero 47544, è stato per anni il mentore di Obama giovanissimo alle Hawaii. Nel 2010 Kengor aveva pubblicato il libro “Dupes: How America’s Adversaries Have Manipulated Progressives for a Century” (“Allocchi: come gli avversari dell’America hanno manipolato i Progressisti per un secolo”) dove aveva riportato vari slogan usati dal CPUSA per ingannare i liberal. Ed uno era proprio quello usato da Obama il 25 luglio parlando con Sang. “Con regolarità il CPUSA e i suoi megafoni paragonavano Ho Chi Minh ai Padri Fondatori, rivendicando che essi combattevano per le idee della rivoluzione americana, non della rivoluzione bolscevica, come era nella realta’”, aveva scritto Kengor. Un caso di manipolazione che fu un best seller è quello del dottor Benjamin Spock, un pediatra molto celebre e molto di sinistra che scrisse contro la guerra in Vietnam il libro “Dr. Spock on Vietnam” (coautore Mitchell Zimmerman) in cui si riferiva ai Vietcong come ai comunisti patrioti, letteralmente simili ai rivoluzionari americani. “Il popolo vietnamita dichiarò la sua indipendenza dalla Francia, così come noi dichiarammo la nostra indipendenza dall’Inghilterra nel 1776”, aveva scritto Spock. Già allora era una bestemmia accostare comunisti totalitari a rivoluzionari che avevano fondato con successo una repubblica per essere liberi e “perseguire la felicita’”. Ma farlo ora come ha fatto Obama, dopo che l’esito storico della sua rivoluzione preferita ha imprigionato un popolo (anzi, molti popoli da Cuba alla Cina alla Corea del Nord) nelle catene politiche, senza libertà, con il partito unico, è spiegabile proprio come sfogo nostalgico. Un ritorno personale idealistico a quando Barack lottava contro Reagan difendendo le ragioni di Mosca (firmò un articolo per il disarmo nucleare unilaterale americano sulla rivista dell’università) e aveva più stima di Ho Ci Min che di Winston Churcill. E con coerenza, diventato presidente, ha rimosso il busto di Churcill appena messo piede nella Stanza Ovale nel 2009, e ha tessuto le lodi di Ho Ci Min appena ha incontrato un suo legittimo erede.

twitter: @glaucomaggi

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • jack1

    09 Agosto 2013 - 17:05

    se sei di sinistra sei stupido e se sei stupido sei SEMPRE di sinistra ....lo hanno fatto pure presidente ....non sono più i democratici di una volta che muovevano guerra al solo odore di comunismo...

    Report

    Rispondi

blog