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Caso Snowden

La "talpa" dell'Nsagate
da "traditore" a quasi eroe:
Il voltafaccia di Barack

Il presidente, che aveva difeso l'Agenzia di sicurezza dalle accuse di violazione della privacy dei cittadini, cede ai "liberal" e va all'attacco del Patriot Act

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

La "talpa" dell'Nsagate
da "traditore" a quasi eroe:
Il voltafaccia di Barack

Il vincitore politico, e giudiziario (chi lo potra' piu' condannare ora, dopo che il presidente gli ha "ubbidito", in pratica?) del caso NSA e' Edward Snowden. Non solo ha incassato l’asilo politico di Vladimir Putin, che l’ha accolto a braccia aperte a Mosca rifilando uno sberlone a Obama. Ha pure appreso, e deve essere stata una bella soddisfazione per lui, che lo stesso presidente americano si è allineato alla sua posizione. La prova e' nell'ironico applauso che Barack si e' preso pubblicamente da Julian Assange, fondatore di WikiLeaks e protettore di Snowden e di Bradley Manning, il soldato Usa dell'intelligence che forni' a WikiLeaks 300mila documenti classificati Usa. Dovrebbe ringraziare e lodare Snowden, ha detto Assange, " e invece il presidente cerca ridicolmente di criticarlo. In realta', con la proposta di rivedere il Patriot Act, Obama ha vendicato Snowden, ha confermato la validita' della sua azione". Di fatto, e non e' solo la verita' di Assange ma di tutti gli onesti osservatori della realta', Obama ha elevato Snowden al ruolo nobile di whistle-blower, e non pensa che sia un traditore. Infatti, a domanda di un giornalista, Obama ha risposto solo "non penso che sia un eroe". Forse voleva essere ironico, ma nel contesto del suo voltafaccia l'effetto e' stato disastroso. Tipo: non penso che sia un eroe... ma quasi. 

L’ex agente della Cia Snowden aveva trafugato il programma di spionaggio telefonico e delle email della NSA americana, e l’aveva girato al giornale di sinistra inglese Guardian perché’ “voleva che il pubblico americano e mondiale si rendesse conto dell’attentato alla libertà e alla privacy di milioni di persone”. Ora, Barack ha fatto sapere nel corso di un’intervista che era quello che pensava anche lui quando faceva il senatore, e che in realtà era proprio quello che stava per proporre lui adesso. Le azioni del neo residente russo, ha insomma ammesso Obama, hanno “acceso un dibattito politico molto più rapido” sul bilanciamento tra l’esigenza della difesa dei cittadini contro gli atti di terrorismo, che e' il fine concreto e unico della creazione del programma NSA, e la protezione della privacy dei cittadini contro le spiate e intromissioni del governo americano. Con una frase che denota la piu' che dubbia concezione che ha del proprio ruolo di leader, Obama ha detto: ”Non è abbastanza che io, come presidente, abbia fiducia in questo programma; bisogna che anche il popolo americano ce l’abbia”. Invece, allo scoppio dello scandalo, Barack aveva preso le sue responsabilita' da capo, e correttamente aveva definito il programma in essere da anni “come il giusto bilanciamento tra sicurezza e privacy”. Con cio' aveva messo il peso del suo giudizio e del suo ruolo di fronte all’opinione pubblica. Il suo messaggio, da capo cui e' affidata la sicurezza della gente, era stato chiaro: per me è giusto così, io so che i cittadini non sono spiati, io so che grazie alla raccolta dei dati in generale la Cia e l’FBI hanno sventato una cinquantina di complotti. Aveva cosi' raccolto il sì dai dirigenti massimi dei due partiti e del Congresso, dai democratici Nancy Pelosi e Harry Reid (capo del Senato) ai repubblicani John Boehner (Speaker della Camera) e Paul Ryan, tra i tanti.

Ma poi è montata una fronda, composta dai liberal, che sono ormai quasi la maggioranza dei democratici ed hanno una grande influenza sulla stampa e in tv, e dai libertari sul fronte del GOP, guidati da Rand Paul che cerca visibilità per aumentare il suo peso politico in attesa delle primarie. Le pressioni da sinistra devono essere state tali e tante che il “vecchio” campione dell’opposizione a George Bush, il senatore dell'Illinois contrario alle misure di repressione vigilante del terrorismo favorite dai repubblicani, si è risvegliato. E ha fatto un voltafaccia francamente inatteso, buttato lì in una conferenza stampa prima di partire per le vacanze nell’isola del Massachusetts di Martha Vineyard. E’ la Portofino dell’élite facoltosissima democratica, bianca e nera, e la famiglia Obama sarà ospite di un finanziere con villa da 6,7 milioni e trascorsi di super finanziatore. La sua sicurezza e la sua privacy saranno garantite, e li’ studiera’ magari i dettagli della rivoluzione che vuole fare sulla politica dello spionaggio. Per ora ha fatto sapere che la NSA dovrà dotarsi di un funzionario di altissimo livello incaricato di controllare che la privacy sia rispettata. Ed anche lo speciale tribunale (Foreign Intelligence Surveillance Court) che già oggi deve filtrare ed approvare le richieste di intercettazioni mirate che i servizi segreti chiedono di poter fare quando emergono dei sospetti dall’attività dei numeri di telefono sotto controllo (grazie ai famosi algoritmi che studiano le frequenze degli scambi e le località di partenza e arrivo delle chiamate), avrà il suo lavoro verificato da una nuova figura, il garante della privacy. Il fatto che negli oltre 10 anni di vita del Patriot Act voluto da Bush non si sia verificato alcun caso, neppure uno, di abuso delle “spiate” da parte degli agenti che gestiscono il programma non conta nulla per i liberal-libertari ultrà. Ed anzi, non è sembrato vero ad Obama di poter alla fine sparare una cartuccia che gli era sempre rimasta in canna: colpire il Patriot Act, riformarlo, in sostanza minarne l’efficacia.

Quindi, sull’onda dell’operato di Snowden, che potrà menar vanto di aver fatto un assist al presidente, Obama ha dichiarato finalmente guerra al “Patriot Act di George Bush”. Non ha citato per nome il predecessore in questa occasione, ma il suo pubblico di sinistra, tornato ancora orgoglioso di lui, ha capito che Obama ha capito che era fuori strada scegliendo il Patriot Act invece di Snowden-Assange. Si è ricompattato quindi un fronte “anti-sicurezza” nella sinistra, e l’ “anomalia” di un presidente che con la sua ideologia liberal diceva le cose giuste a proposito della vigilanza primaria contro i rischi dei terroristi è stata sanata. Sulla sicurezza e sulla guerra ai pericoli dei fondamentalisti islamici, nemici come prima, mister presidente. 

Glauco Maggi 

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