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La corsa alla Casa Bianca

Cnn e Nbc tirano la volata alla Clinton e i repubblicani si fanno autogol

Destra americana sulle barricate per le due serie televisive dedicate alla probabile candidata democratica e minacciano boicottaggi. Sbagliando ancora

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Mitt Romney e Barack Obama

Mitt Romney e Barack Obama

Ancora scottati da come i ‘moderatori’ dei dibattiti televisivi nel 2012 avevano trattato male Mitt Romney e smaccatamente favorito Obama, i membri del Comitato Nazionale Repubblicano (CNR) hanno dichiarato guerra ai network e avviato azioni di guerriglia preventive. Il caso che ha fatto scoppiare la voglia di riformare radicalmente regole, nomi e network televisivi per la prossima battaglia del 2016 sono stati due annunci, giunti quasi contemporaneamente, di due serie televisive dedicate, che sorpresa!, a Hillary Clinton. Sia CNN sia NBC, che sono notoriamente inclinate a sinistra, hanno in preparazione profili sulla ex First Lady ed ex Segretario di Stato che “rinfrescheranno” la memoria degli elettori, nell’anno precedente il voto, sulle qualita’ e sui successi della quasi certa candidata democratica. La CNN ha fatto sapere che avrebbe trasmesso un film sulla vita di Hillary di un paio d’ore, e la NBC una serie di 4 puntate da un’ora sulla Clinton, affidata alla attrice Diane Lane. 

Il CNR, che nelle settimane scorse aveva preannunciato misure concrete contro questi piani di esplicito e calcolato favoritismo, ha alla fine votato alla unanimita’ un piano clamoroso. Non far ospitare alle due Tv i dibattiti delle primarie repubblicane, a meno che i due network non cancellino la programmazione delle due serie sulla Clinton. “ Non abbiamo tempo per questi giochini dei media. Finiamola con questi nonsense. Ci sono un sacco di altri canali di notizie”, ha detto il chairman del CNR Reince Priebus prima del voto che si e’ tenuto a Boston. La risoluzione votata ha il titolo “A sostegno della oggettivita’ e della responsabilita’ dei media”,  e vi si leggono duri giudizi sui films (“favoritismo politico” e  “una programmazione che si traduce in serie televisive che allungano gli spot di promozione per l’ex segretario di Stato Clinton”). 

La reazione del vertice repubblicano rischia pero’ di essere un autogol. Tutti sanno, e lo vedranno, che i filmati della CNN e della NBC su un personaggio predestinato, nei sogni dei democratici, di diventare “la prima donna presidente degli Stati Uniti”, saranno ovviamente sbilanciatissimi e faziosi. Ma chiedere di non trasmetterli, minacciando ritorsioni, puo’ solo suonare come una censura. La CNN e la NBC (e ABC, e PBS e la National Public Radio) gia’ oggi hanno un canovaccio piu’ o meno organizzato dai direttori, o spontaneo per la passione filodemocratica non reprimibile della grandissima maggioranza dei giornalisti, che e’ iperprotettivo della Clinton. Adesso e’ molto piu’ frequente vedere in TV critiche verso Obama, che tanto ha i suoi ultimi 3 anni e mezzo assicurati alla Casa Bianca. Ma la Hillary non si tocca. Pensare di poter imporre a CNN e NBC di non trasmettere cio’ che vogliono sulla Clinton e’ come illudersi di convincere il lupo a non mangiare Cappuccetto Rosso. Qualche ora di sviolinata in piu’ potrebbe semmai essere l’occasione per criticare lo smaccato favoritismo. Quando Obama e Hillary hanno sbracato nell’imbarazzante addio alla segretaria di Stato in un programmino tutto lecchino per lanciare la Clinton sono stati sommersi dalle ironie. Il problema vero, quello che ha scatenato la rabbia ora male indirizzata della CNR, e’ quello della scelta di chi dovra’ fare la moderazione e del metodo delle domande che dovra’ garantire una vera oggettivita’. La passata esperienza e’ stata disastrosa, a partire dall’accordo sui nomi dei giornalisti chiamati a svolgere il delicato ruolo di arbitri. E’ qui che i repubblicani si sono fatti prendere in giro, acconsentendo che personaggi dichiaratamente pro Obama per la propria storia e per la loro vita professionale occupassero la posizione di mediatori. E si sono visti i risultati, culminati con la farsa del dibattito su Bengazi dove la giornalista filo Obama della CNN lo aiuto’  nel mentire su quello che il presidente aveva detto a proposito degli “atti di terrore”. E’ quindi sulla organizzazione dei dibattiti che quelli del GOP dovranno imparare ad essere migliori nel mercato dei nomi, dei network, dei temi e delle domande. 

di Glauco Maggi 

twitter @glaucomaggi

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