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La Siria

"La linea rossa" del bugiardo Obama

Così il presidente degli Stati Uniti smentisce se stesso

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Barack Obama

Barack Obama

Oggi è uscita un’altra perla destinata ad arricchire la collezione delle "frasi celebri" del Cicerone in Capo, il Grande Retore che crede di essere sempre in cattedra, e di avere davanti dei discepoli pecoroni pronti ad assorbire le sue lezioni. Solo chi pensa di essere un professore senza contraddittorio può permettersi di dire rotonde bugie, e con il ditino alzato. "Io non ho tirato la riga rossa" è soltanto la più vistosa tra tante, perché tutti hanno sentito dalla sua viva voce, un anno fa, che disse: "Assad non deve usare i gas contro i civili, perché questa è una linea rossa che, se sarà oltrepassata, lo porterà a subire gravi conseguenze". Sulla "riga rossa" sono uscite 1.000 vignette, sono stati scritti 1000 commenti, ed il dibattito sulla guerra sì e sulla guerra no delle ultime settimane è proprio stato sempre incentrato sulla "riga rossa" oltrepassata. E  sul come punire o non punire Assad per questa "riga rossa". E sul perché l'America deve o non deve intervenire perché la "riga rossa" non venga più oltrepassata in futuro. E non solo dalla Siria ma da qualsiasi altro governo canaglia. Tutto il mondo fa il tifo, pro o contro Obama alle prese con la sua “riga rossa”, convinto che sia una questione di Obama quella di far seguito, o non far seguito, con l’azione militare, al superamento, che per Kerry-Obama è sicuro, di questa benedetta “riga rossa”. E che cosa non ti dice il presidente ineffabile? “Io non ho tirato nessuna riga rossa, e’ il mondo che l’ha tirata”.  E poi, per aggiungere chiarezza alla spudoratezza, ha aggiunto, in caso uno non avesse capito che l’uomo ha in mente sempre e solo la politica, i sondaggi, e l’ossessione di scaricare le responsabilità di tutto sugli altri, che sia “il mondo” o siano i politici repubblicani, che “è la credibilità del mondo che è in gioco, non la mia.

E’ la credibilità dell’America e del Congresso Usa che è in gioco, non la mia”. Insomma, anche quando conciona in prima persona, dal podio di presidente degli Stati Uniti, tirando una “riga rossa” contro un dittatore che usa il gas nervino, non è l’Obama che parla quello che poi deve rispondere delle sue parole. Lui chi volete che sia?  E’ solo uno che ha vinto le elezioni, che comanda l’esercito e la nazione piu’ potente, anzi la sola superpotenza della Terra. E vi aspettate che sia lui a “guidare”? Al massimo lo fa “da dietro”, come con i francesi in Libia. E se proprio dovranno essere razzi americani quelli da sparare (pochi, per poco tempo, senza cambiare il regime, che è roba da Bush quella…) che sia il Congresso a tirare la volata,  a giocarsi la sua credibilità. Così capita che uno che ha voluto fare il presidente fino ad usare le carte false (discriminando con la agenzia delle tasse contro i repubblicani e i tea party) si nasconda oggi dietro a 535 parlamentari, individui che non hanno il ruolo istituzionale di dirigere il Paese nelle missioni internazionali, missioni che sono tipicamente un affare federale, cioè della Casa Bianca. Io non so come i fans di Obama riusciranno a fare le capriole per dire che non è un bugiardo puro e semplice. Un manipolatore. Uno che gioca alle tre tavolette. Diciamo che sono molto curioso di vederli all’opera. Buona fortuna.

di Glauco Maggi  
twitter @glaucomaggi

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