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Declino a stelle e strisce

Obama ha ammainato la bandiera americana.
E' Putin la nuova guida del mondo

Le indecisioni del presidente americano nella crisi siriana hanno consegnato al collega russo l'ago della bilancia in medio oriente

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Obama ha ammainato la bandiera americana.
E' Putin la nuova guida del mondo
C’e’ una simbolica ironia nel fatto che la sanzione storica del passaggio delle consegne della leadership mondiale dal presidente americano al presidente russo sia stata immortalata oggi sulle colonne del New York Times. Non esiste un miglior pulpito dell’house organ dell’antiamericanismo domestico e internazionale per registrare la triste parabola di Obama e la spavalda vittoria di Putin sul ring della politica estera globale. Vladimir ne ha conquistato il centro e ha impartito una lezione umiliante al “guerriero riluttante”. Mentre Kerry arrivava a Ginevra per gli inutili colloqui sulla Siria con il collega russo Sergey Lavrov, gli americani, con la colazione, hanno dovuto digerire “Un appello alla cautela dalla Russia”, a firma di Putin. Chi non ha provato imbarazzo merita la cittadinanza russa ad honorem, come Snowden.

Nell’editoriale, l’uomo che aveva dato ospitalita’ un mese fa al traditore americano che aveva passato a Cina e Russia i segreti della NSA sfidando il mandato di cattura del ministro della giustizia Usa; l'uomo che aveva definito “bugiardo” Kerry sui gas di Assad una settimana fa; l'uomo che da due anni e mezzo arma e protegge Assad che ha represso l’opposizione interna al ritmo di 5000 vittime al mese (oltre 100-120mila i morti finora); l'uomo che all’Onu si e’ sistematicamente incaricato, da sempre, di promettere il veto ad ogni misura contro Assad; l'uomo che sta stipulando con l’Iran proprio questa settimana la consegna di moderni missili terra-aria 300S e l’impegno a costruire un secondo reattore per aiutare Teheran ad avere la bomba nucleare; l'uomo  che in casa propria ha una storia documentata di eliminazione fisica di giornalisti e oppositori politici, e che ha fatto votare le leggi contro gli omosessuali; questo uomo, l’ex KGB che non ha perso il pelo del lupo sovietico e lavora alacremente per riportare la Grande Russia ai fasti dell’imperialismo rosso che fu battuto dal “guerriero non riluttante” Ronald Reagan un quarto di secolo fa, ha sfruttato gli argomenti sciaguratamente usati da Obama in anni di retorica anti Usa per rivolgersi al pubblico americano come l’adulto della compagnia. Come il garante  dell’ordine mondiale. Come il difensore della pace internazionale.

Sulla Siria, Putin ha scritto di non credere che il governo di Damasco abbia usato le armi chimiche e ha lodato Obama “per il suo interesse a continuare il dialogo con la Russia”. Uno sproloquio imbarazzante ma rivelatore di quanto sia stata purtroppo distruttiva della leadership americana la direzione impressa da Barack, fin dall’inizio della sua presidenza. Nell’aprile del 2009, a Strasburgo, a  un giornalista che gli aveva chiesto un parere sul concetto di “eccezionalismo americano” (il primo a usare l’espressione era stato de Tocqueville nellOttocento durante il suo viaggio in America) Obama rispose: “ Credo nell’eccezionalismo americano cosi’ come io sospetto che i britannici credono nell’eccezionalismo britannico e i greci nell’eccezionalismo greco”. Tradotto, siamo tutti eccezionali e quindi nessuno lo e’. Con questa filosofia, il presidente ha poi perseguito un crescente disimpegno dal ruolo di leader che incombe su chi abita alla Casa Bianca, fino al “guidare da dietro” a proposito dell’avventura in Libia. Nella sua retorica ondeggiante ha poi  dimostrato di saper mentire su tutto e di contraddirsi da un discorso all’altro: “Ho tirato la riga rossa sulle armi chimiche di  Assad” disse nel 2012; “Non ho tirato la riga rossa sulle armi chimiche di Assad, il mondo l’ha tirata”, ha detto di recente. “Con Obamacare chi ha ora una polizza non sara’ toccato e se la terra’ cosi’ com’e’ se le piace” garanti’ nel 2009; “Obamacare e’ altamente dirompente” in senso negativo, piu’ cara e con meno prestazioni, sostiene oggi il capo del sindacato AFL-CIO che lamenta il peggioramento delle polizze di cui i lavoratori gia’ godevano prima, pagate dai datori di lavoro. 

Obama era stato qualche giorno fa istruito di recuperare il tema della America “eccezionale”, quando ha cercato (senza successo, e infatti ha cancellato il voto)  di ottenere dal Congresso l’autorizzazione a usare la forza. Ha detto, in sostanza, non possiamo girare la testa dall’altra parte quando vediamo i bambini gassati a centinaia, se non noi chi altro puo’ punire Assad? Per Putin e’ stato un assist facile facile: ”Io non sono d’accordo con la sua difesa dell’eccezionalismo americano, quando Obama ha detto che la politica degli Usa  e’ <cio’ che fa l’America differente. E’ cio’ che ci rende eccezionali>. E’ estremamente pericoloso” ha lanciato la sua stoccata Vladimir, “ incoraggiare la gente a vedere se stessi come eccezionali, qualunque sia la motivazione”. Con una battuta, Putin ha riscritto la storia del mondo: “ Ci sono grandi paesi e piccoli paesi, ricchi e poveri, quelli con grandi tradizioni democratiche e quelli che ancora stanno cercando la loro via alla democrazia. Le loro politiche differiscono, anche. Noi tutti siamo differenti, ma quando ci rivolgiamo al Signore per avere la sua benedizione non dobbiamo dimenticare che Dio ci ha creato uguali”.  E con le parole della Costituzione americana ha seppellito l’America. La tragedia e’ che rimpicciolire il ruolo degli Usa come guida per il Bene nel mondo era l’obiettivo dell’ideologo di sinistra Barack, ed e’ stato raggiunto. E Putin ringrazia.

di Glauco Maggi
@glaucomaggi

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