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Declino a stelle e strisce

Nell'America di Obama
la California dà
la patente ai clandestini

Risiedere illegalmente negli Usa è un reato, ma nel lassismo dei tempi di Barack gli immigrati irregolari possono guidare l'auto con tanto di permesso ufficiale

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Nell'America di Obama
la California dà 
la patente ai clandestini

Grandissimo paese l’America, e grandissime le sue “anomalie”. Soprattutto da quando alla Casa Bianca c’è Barack. L’ultima viene dalla California, dove il parlamento statale (supercontrollato dai Democratici) ha approvato per 55 voti contro 19 una legge che permettera’ agli immigrati clandestini di ottenere la patente di guida Usa. Sara’ una licenza regolare, come quella dei normali cittadini. Il governatore Jerry Brown (Democratico) ha gia’ annunciato che ci  mettera’ la sua firma e cosi’, fra qualche giorno, il Pedro e il Pablo che vivono a Los Angeles con la sola vecchia carta di identita’ messicana che non vale nulla qui, avranno il loro bel documento ufficiale statunitense, e non rischieranno di essere multati se fermati dalla polizia per essere passati con il rosso. E quanto a essere scoperti ed espulsi? Beh, non scherziamo, per favore. Anche se la legge federale definisce reato, e quindi formalmente lo persegue (e ha una polizia dell’immigrazione e dei confini apposta per quello), il risiedere clandestinamente nel paese, un governo locale puo’ votare una norma che non solo ignora quel crimine, ma premia i trasgressori con il permesso della motorizzazione per guidare una macchina.

E lo fa a testa alta. Uno degli sponsor, Luis Alejo, deputato della Camera californiana nella capitale Sacramento, ha detto, dopo il voto: “Questo e’ un momento storico al quale negli anni futuri guarderemo con orgoglio”. E il governatore Brown  ha spiegato senza ridere, da attento e responsabile amministratore, che “questa legge consentira’  a milioni di persone di recarsi al lavoro in modo sicuro e legale”. La California e’ il paradiso dei liberal e dei clandestini, per cui e’ vietato  stupirsi piu’ di tanto del passaggio di un provvedimento simile. E se uno poi pensa che, una volta registrati come “patentati” in uno Stato americano, gli immigrati illegali possano finire automaticamente nel mirino del governo centrale di Washington DC, non sa di che cosa sia capace l’America di Obama. Due Stati, Colorado e Washington State, hanno tenuto i referendum per permettere il commercio e l’uso libero della marijuana. Una volta passate, le due leggi locali permissive sono entrate in conflitto con quella federale restrittiva, secondo la quale tutte le droghe e gli stupefacenti sono vietati e chi detiene, spaccia e consuma commette vari gradi di reato. Ma il governo federale ha scelto di non far rispettare la sua stessa legge, e quindi oggi ci sono figli e figliastri tra chi puo’ e chi non puo’ fumare l’erba in America: e tutto e’ “regolare” in questo federalismo “illegale”.

Ma non basta. Sempre a proposito di documenti, in molti Stati e’ ancora possibile recarsi alle urne per votare senza avere un documento di riconoscimento con la fotografia, e i paladini della “segretezza”, non del voto ma della identita’ di chi vota, sono sempre loro, i Democratici. Via via che gli Stati approvano leggi che richiedono documenti con la foto, il ministro della Giustizia Eric Holder, afro-americano e amico di Obama, fa il possibile, con cause legali e ingiunzioni dilatorie (ultimissimo caso il Texas), per impedire l’entrata in vigore della novita’. Da notare che, con la legge sulla trasparenza dei votanti, i parlamenti locali prevedono sempre anche la fornitura gratuita, a chiunque lo richieda, di un documento con foto. La “battaglia” di Holder e Obama viene motivata con l’accusa ai Repubblicani, che sono di solito i piu’ attivi nell’introdurre queste leggi, di essere “razzisti” e discriminatori. Questo perche’ il documento generalmente utilizzato per farsi riconoscere e’ la patente di guida, e la percentuale di gente che ce l’ha e’ maggiore tra i bianchi rispetto ai neri e agli ispanici. E’ rimarchevole come la correttezza politica dei liberal riesca ad apparire una farsa per banali e onesti osservatori della realta’, ma in realta’  sia un continuo complotto truffaldino a scopo politico pro-sinistra: gli stessi obamiani che si battono per far avere agli irregolari la patente per guidare, cosi’ da assicurarsi la fedelta’ eterna della comunita’ latina, sono quelli che si battono perche’ i cittadini neri e ispanici che vanno a votare non siano obbligati a dimostrare chi sono mostrando la patente, o altro documento valido con foto. Poiche’ l’obiettivo per cui i propugnatori del documento con foto da presentare alle urne e’ ovviamente quello di impedire le frodi di identita’, cioe’ di evitare che votino quelli che non hanno diritto (tra i quali i non americani) , ecco che, a cominciare dalla California, si fornisce ai clandestini la patente ufficiale. Cosi’ sara’ “regolare” truccare le elezioni.

E se ci sara' una causa in tribunale perche' qualcosa va storto, niente paura. Sempre in California, a un clandestino che ha studiato in America fino a diventare dottore in legge e' oggi permesso di fare l'avvocato.

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Commenti all'articolo

  • cavallotrotto

    17 Settembre 2013 - 12:12

    ma quanta droga mangiano al giorno ? signor Obama , venga in italia e già che c'è si porti via una altra come lei, stesso colore , stessa intelligenza .

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