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In svantaggio

Ecco perché Lotha ha già perso New York

Secondo i sondaggi il candidato sindaco repubblicano non ha speranza con il democratico De Blasio. Nonostante il suo curriculum e il suo programma siano migliori

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Lotha

John Lotha

La festa è appena cominciata… ed è già finita, per Lotha. Il candidato sindaco dei repubblicani ha vinto la nomination giusto una settimana fa, ma il primo sondaggio ha seppellito le sue speranze. Bill de Blasio, che ieri l’altro è stato dichiarato vittorioso per aver superato la soglia del 40% (durante il riconteggio il secondo arrivato, Thompson, ha mollato la corsa quando il suo avversario era al 40,6%) lo stacca di 43 punti nella rilevazione Wall Street Journal-NBC4-Marist, con il 65% contro il 22%, e solo un 13% di indecisi. Si era sempre saputo che soltanto un miracolo avrebbe potuto impedire a de Blasio di riconquistare per i democratici la City Hall dopo i 20 anni di Rudy Giuliani e di Michael Bloomberg, ma questi numeri dicono che ci vorrà più di un "normale" miracolo politico, del tipo che permise a Bloomberg di colmare il distacco a due cifre, ma non abissale, che aveva con lo sfidante democratico alla sua prima elezione. A questo punto, soltanto un clamoroso passo falso, o uno scandalo personale, potrebbe danneggiare de Blasio, mentre Joe Lotha, che non ha i 70 milioni di dollari di ricchezza propria che spese Bloomberg per affermarsi poi di stretta misura, non potrà neppure farsi conoscere dai newyorkesi: uno su tre, oggi, non sa chi sia, perché non ha visto il suo nome sui giornali, le cui cronache politiche cittadine dell’ultimo anno sono state monopolizzate dalla “rissa” per la prima piazza tra Anthony Weiner lo sporcaccione dei twitter osè, la speaker del consiglio municipale, e lesbica, Christine Quinn, lo scialbo comptroller Thompson, afro-americano, e Bill de Blasio, il public advocate con la “modern family” quintessenza della correttezza politica: lui italo-americano con una moglie nera che confessò a vent’anni d’essere lesbica e due figli misti, e adorabili negli spot in tv, dove il ragazzino con la pettinatura afro recita convinto gli slogan da Occupy Wall Street.

Lotha perde in tutte le categorie di votanti e in tutte le domande poste dai sondaggisti: tra i neri de Blasio è davanti per 86 a 3; tra le donne per 68 a 18; tra i latinos per 74 a 11; tra gli uomini per 50 a 37, per chi è più bravo nel migliorare le scuole pubbliche per 65 a 18; per chi maneggia meglio le finanze cittadine per 45 a 35; per chi è più adatto a combattere la criminalità per 44 a 35; per chi è più affidabile a guidare la città in una crisi per 56 a 30. Che queste percentuali appaiano, per usare una delicatezza,  controintuitive rispetto alla realtà delle cose, cioè alla storia dei due personaggi e alle idee prospettate fin qui, non conterà nulla agli esiti del voto. Lotha era al fianco di Giuliani, come suo vice, nel momento di crisi più acuta passata da New York da sempre, l’11 settembre 2001? Conta nulla. De Blasio vuole mantenere la supremazia delle scuole pubbliche, osteggiando le charter school che sono la alternativa di successo per i ragazzi dei ghetti, perché si preoccupa più del posto e delle paghe degli insegnanti sindacalizzati che finanziano i democratici che non della loro educazione? Conta nulla. De Blasio vuole dare ai dipendenti pubblici sindacalizzati un contratto subito, prevedendo pure aumenti retroattivi visto che i contratti sono scaduti da anni perché Bloomberg non voleva cedere alle richieste esorbitanti delle Union, quelle che hanno fatto fallire Detroit, e stanno facendo fallire Los Angeles, Baltimora, Chicago, tutte città con il mono partito democratico al potere? Conta nulla. De Blasio vuole cacciare il capo della polizia Ray Kelly, che ha reso sempre più sicura la città con la politica dei fermi e delle perquisizioni, soprattutto nei quartieri neri e ispanici che sono statisticamente i più malavitosi? Conta nulla, anche se le statistiche dicono che proprio la tolleranza zero di Giuliani e lo “stop & frisk” di Bloomberg hanno fatto scendere gli omicidi da 2245 di quando c’era Dinkins (il sindaco democratico nero che aveva nella sua squadra il giovane Bill de Blasio) ai 350 circa di adesso. Insomma, i newyorkesi vanno allegramente verso il baratro di un ritorno agli Anni 70 e 80 della  bancarotta, ma non intendono rinunciare all’innamoramento per de Blasio, che ha molti punti in comune con la sbandata che il paese ha preso per Obama. Anche in quel caso si doveva imporre, e si è imposta, la regola del ricambio cieco – via il repubblicano, evviva il democratico . E che a portare al potere de Blasio sarà la retorica del “tassare i ricchi” in una città dove già una metà della popolazione non paga un dollaro di imposte ed è inondata di vantaggi del welfare, e dove l’1% versa il 40% delle entrate fiscali, è solo la trita, ma dal successo garantito, ripetizione della campagna di Barack. 

di Glauco Maggi 
twitter @glaucomaggi

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