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Visto dagli Usa

Dietro la bufala dell'ObamaCare

All'estero tutti (i progressisti) ammira la riforma della sanità di Barack, che però in America è criticatissima anche da sinistra. E che rischia di affondare i democratici

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Barack Obama

Barack Obama

Obama si e’ gia’ preso il merito, anche se solo agli occhi del pubblico italiano ed europeo, per aver finalmente portato l’America nel paradiso della mutua pubblica a disposizione di tutti, evitando ai poveri malati senza carta di credito di morire sul marciapiede davanti all’ospedale. E’ una credenza che non ero mai riuscito a smontare parlando con gli amici italiani, al pari di quella di chi ancora pensa che l’attacco alle Torri Gemelle sia stata una finzione architettata da George Bush. Bufale, ma l’antiamericanismo e’ una mamma sempre incinta. Ora, e proprio grazie ad Obamacare, oltre agli americani disincantati e arrabbiati forse anche fuori America apriranno gli occhi sui guasti che le novita’ introdotte da Obama stanno provocando alle famiglie, agli individui e agli imprenditori. Un peggioramento secco da una situazione che necessitava di una riforma migliorativa ed e’ diventata un incubo.

Gli americani se ne stanno accorgendo con l’approssimarsi della partenza imminente delle nuove regole, anche perche’ se ne discute in Congresso e nel paese praticamente a tempo pieno, in combinazione con l’innalzamento del tetto del debito pubblico. Il senatore repubblicano Ted Cruz del Tea party, mentre scrivo, e’ impegnato da ore in un discorso ostruzionistico dal podio del Senato, intenzionato a togliere spazio e tempo ai colleghi che vogliono accelerare il passaggio di una legge  di compromesso tra i due partiti che prevede la possibilita’ per l’amministrazione di funzionare almeno fino a meta’ dicembre, una soluzione invisa ai liberal democratici, ma che contemporaneamente non contiene il provvedimento, considerato irrinunciabile dai Tea party, che nega il finanziamento per far decollare Obamacare. I repubblicani vogliono insomma togliere l’ossigeno economico federale alla legge, ma sotto molti aspetti essa sta gia’ godendo di una pessima salute al momento del parto. 

Il primo ottobre si fara’ la conta di tutti i rinvii che ci sono stati nella implementazione delle sue strutture, che e’ in corso da tre anni, cioe’ da quando e’ stata approvata in parlamento, ma una prima analisi cita una ventina tra proroghe, ritardi burocratici e vere e proprie cancellazioni di porzioni della legge. Quello che decretera’ alla fine il suo successo sara’ non soltanto l’accoglienza che avra’ presso il pubblico degli attuali “non assicurati” , quella cinquantina di milioni di persone la cui copertura mutualistica era stato il punto fondamentale che Obama aveva sbandierato non appena eletto presidente per promuovere la riforma. Ma si sa che moltissimi, tra i giovani e tra le persone sane, decideranno di pagare la multa, in sostituzione della sottoscrizione di una polizza, perche’ la cifra, che variera’ con il tempo, sara’ sempre molto piu’ bassa del premio della polizza-tipo minima creata da ObamaCare. Se mancheranno in tanti all’appello cio’ significhera’ un fiasco su due piani: l’immagine politica di Barack, l’architetto e sponsor della iniziativa; e il costo delle polizze per i consumatori, che era l’altra meta’ della promessa obamiana di una assicurazione per tutti, e a prezzi piu’ bassi. 

Sta montando nel paese uno scontento crescente anche da parte di moltissimi cittadini che la assicurazione l’avevano gia’, e stanno vedendo adesso che dovranno pagare di piu’ per avere le stesse prestazioni. Si tratta dei dipendenti delle grandi aziende, che avevano contrattato negli anni passati delle ottime forme di polizze all’interno delle trattative salariali, rinunciando a migliori incrementi di stipendio. Non a caso si chiamano “polizze cadillac”, di lusso. Il problema e’ che su di esse si e’ abbattuta ora la mannaia del fisco che, per disposizione prevista da Obamacare, le tassa molto mentre prima avevano un trattamento agevolatissimo. Poi ci sono anche i privati che si lamentano, come mostrano le inchieste dei media: una famiglia di padre, madre e due figli piccoli ha ricevuto la comunicazione del nuovo premio per la sua polizza (della assicurazione Humana, una delle piu’ grandi) che e’ di oltre 900 dollari al mese, rispetto ai 330 dollari dell’anno scorso. Nella lettera di Humana il rincaro e’ motivata dalle regole di Obamacare, che impongono nuovi standard, e quindi prezzi piu’ salati. 

Tra quello che Obama aveva "venduto" all'America e la realta'  che inizia fra 5 giorni c'e' insomma  un abisso: 1) milioni di americani di basso reddito non avranno alcuna copertura. 2) Molti lavoratori di piccoli imprenditori non avranno a disposizione alcuna scelta tra piani diversi di polizza; 3) Le grandi aziende non dovranno fornire la copertura sanitaria fino al 2015, cioe’ non pagheranno le multe, se non assicurano i propri lavoratori, fino a dopo le elezioni di medio termine del novembre 2014. 4) Molti piu' stati di quelli che ci si aspettava hanno deciso di non gestire la propria "borsa" per le offerte di polizze ai propri cittadini. 5) Un numero crescente di lavoratori non avra' piu' la copertura che finora era fornita loro dai datori di lavoro, e dovranno fare da se’. 

di Glauco Maggi 
twitter @glaucomaggi

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Commenti all'articolo

  • Liberal81

    27 Settembre 2013 - 19:07

    ...il nostro Maggi nazionale nella sua personalissima battaglia contro il Presidente Obama! Un consiglio, prima di scrivere sulla riforma sanitaria, abbia l'onesta intellettuale di LEGGERLA prima. Al di là delle sue idee - opinabili quanto le mie - eviterebbe le brutte figure. Cordialità.

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