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Complimenti per la trasmissione

Ma Adam Kadmon porta sfiga?

Il mistero dell'uomo misterioso di "Mistero"

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
adam kadmon

Ogni volta che a Mistero, (Italiauno domenica prime time) Adam Kadmon si materializza -di solito da una catacomba oscura, ma potrebbe essere benissimo il garage di Mediaset, o la tavernetta dove si allena il direttore di rete Luca Tiraboschi- mi ricorda un temibile incrocio fra Hannibal Lecter, Batman e Totò vestito da jettatore nella Patente di Pirandello.

Kadmon, secondo me, porta sfiga. Ma è una sensazione, potrei sbagliare. L’uomo dei grandi complotti che «potrebbe essere italiano» appare sempre con voce cellophanata, e nerovestito di numerosi simboli esoterici come «il caduceo e l’uroboro» (che è il serpentone che si mangia la coda e non un coatto romano con problemi di prostrata). E, in quell’istante, io avverto subito un freddo refolo lungo la schiena. Poi ecco che Kadmon ti scorre l’elenco delle notizie apocalittiche: la presunta causa elettromagnetica della moria di uccelli e pesci verificatasi nel gennaio 2011; la teoria su una causa nucleare-neutronica dei terremoti; la teoria del complotto sul signoraggio bancario denunciata già da Sara Tommasi; il templarismo; le scie chimiche, la finta morte di Michael Jackson e quella di Osama bin Laden.
L’altra sera, mentre si domandava circospetto «e se flotta di alieni orbitasse attorno alla Terra?», scorreva il video di una famiglia americana nel cui cofano d’auto era incastrato un extraterrestre. E lì, preoccupato, giusto per sicurezza, ho controllato il mio, di cofano. Prima di Kadmon, tra l’altro s’era vista Jane Alexander piombata in Scozia per cercare di convincere -ubriancandolo in un pub-  un disegnatore di cerchi nel grano che i suoi scherzi era ispirati dagli Ufo.  Come preso da malia, mi sono cristallizzato sul telecomando. Finchè non s’è presentato Daniele Bossari. Il quale ha intervistato una tizia, Erika, che, autoipnotizzatasi, sosteneva di essere spesso rapita da un alieno di nome «Balù» che la spogliava, provandoci pure. A quel punto, per comprovare l’abduction, Bossari l’ha trascinata da un chirurgo plastico che l’ha fatta spogliare pure lui, in tanga, a culo insù. In quel culo Kadmon ci avrebbe visto un complotto del Mossad. (Credo. Perchè a quel punto sospirando ho cambiato canale...).




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