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Politica estera flop

Non c'è solo il fallimento Siria:
Obama s'è dimenticato il Darfur

In campagna elettorale nel 2008, il presidente fece del genocidio in Sudan uno dei suoi obiettivi. Ora persino una liberal come Mia Farrow lo attacca: "Mistificatore"

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Non c'è solo il fallimento Siria:
Obama s'è dimenticato il Darfur

Adesso anche una voce di Hollywood notoriamente liberal, quella di Mia Farrow  ex moglie di Woody Allen, si leva contro la “indifferenza mistificatrice” di Obama in politica estera. Dopo aver sentito il discorso del presidente all’Onu, l’attrice ha scritto un articolo (cofirmato con lo scrittore Daniel Jonah Goldhagen) in cui lo ha criticato severamente. Non per la Siria, ma per il Darfur, che da anni e’ al cuore dell’interesse umanitario dell’attrice, attualmente impegnata nella produzione del film “Gli archivi del Darfur” per documentare le tradizioni culturali delle tribu’ di quella regione che sono a rischio d’essere cancellate dal pianeta per il genocidio operato dal presidente del Sudan Omar al-Bashir. La Farrow ricorda che nel 2007, quando era candidato per la prima volta, Barack espresse oltraggio per gli omicidi di massa e i bombardamenti sulla popolazione civile del Darfur, nel Sudan occidentale. Il silenzio del mondo occidentale sulla carneficina, disse allora con la retorica vuota che ha usato di recente per la strage di bambini a Damasco con il gas nervino, “lascerebbe una macchia nelle nostre anime”. Da presidente, attacca la Farrow, Obama “si e’ unito a quel silenzio”. E la situazione e’ sempre piu’ tragica: un rapporto recente trasmesso da Radio Dabanga in Olanda ha descritto il bombardamento nel villaggio di Abu Tega, che e’ stato “completamente bruciato mentre la gente cercava di fuggire in tutte le direzioni”. 

I critici del presidente hanno denunciato le sue scelte di politica estera, l’ultima delle quali, sulla Siria, ha prodotto il fiasco della risoluzione di ieri al Consiglio di Sicurezza. Nel testo non vi si dice nemmeno, dopo che gli stessi esperti dell’Onu hanno stabilito che sono stati usati i gas, che a spararli e’ stato Assad. Quindi non c’e’ alcuna punizione per il macellaio di Damasco. Vi si dice che e’ fatto obbligo alla Siria di distruggere le armi chimiche, ma le conseguenze se Assad, che intanto viene legittimato come partner dell’operazione di disarmo fino all’anno venturo, non ubbidira’, si limitano alla stesura di una seconda risoluzione che dovrebbe articolare una qualche punizione. Naturalmente, la Russia avra’ la possibilita’ a quel punto di porre il veto, e si puo’ scommettere a occhi chiusi che lo fara’.  Assieme alla Cina. 

Ma se Obama e’ sbertucciato per il Medio Oriente, secondo la Farrow “e’ finora riuscito a schivare ogni indagine critica sul suo piu’ tragico fallimento in politica estera: quello di essere al fianco del regime islamico del Sudan che compie un genocidio contro i suoi stessi cittadini che appartengono a gruppi etnici non arabi. Bashir continua una sistematica eliminazione che dura da 10 anni, ammazzando molte decine di migliaia di persone, forse di piu’”. 

Obama e la sua attuale consigliera per la sicurezza, Susan Rice, condannarono nel 2007 la amministrazione Bush per non aver agito in Sudan, citando che anche Bill Clinton non aveva mosso un dito per impedire che nel 1994 in Rwanda gli Hutus assassinassero 80mila Tutsi. Proclamo’ allora, Obama, che gli Usa non avrebbero piu’ commesso la vergogna di non intervenire in casi di genocidio. E invece e’ successo proprio questo. E la Farrow gira il coltello nella piaga, ricordando che Obama “ha citato ragioni umanitarie” in una crisi politicamente conveniente in cui e’ intervenuto, quella libica, “per prevenire un bagno di sangue”, anche se in quel paese non fosse in corso alcuna carneficina di massa. Dal discorso all’Onu di Obama, la Farrow ha infine tratto  alcune parole, che ha bollato “generica retorica” che offre poca speranza, o nessuna: “E’ nel nostro interesse vedere un Medio Oriente e un Nord Africa che siano pacifici e prosperi”. La conclusione e’ durissima: “Mr Obama ha abbandonato i suoi propri standard morali e lasciato la gente del Darfur a perire”. 

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Commenti all'articolo

  • napoleon46

    30 Settembre 2013 - 04:04

    Obama ha dimostrato di avere una memoria corta ma una ARROGANZA lunga.... nel frattempo continua a prendere cantonate che sono incredibili come quella della apertura con l'Iran......il presidente iraniano non puo neppure andare a fare la pipi senza il consenso dei religiosi........nel frattempo Obama nella telefonata si e' scusato per le minaccie alla Siria e promesso che ora sara buono. Grazie a Dio gli USA sono un grande paese....ci siamo ripresi dopo l'amministrazione Carter , ci riprenderemmo dopo quella di Obama.

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  • decimotedini

    29 Settembre 2013 - 20:08

    Sembrerebbe che tutte le complicazioni ritardino le cose da fare, le difficoltà incontrate dalle diplomazie e del caso non hanno permesso quello slancio che una parte delle persone s'aspettavano, è naturale che l'argomento va affrontato di petto, non si può essere clemente 5 giorni e la settimana dopo avere l'irruenza di voler quasi attaccare, riflettere e risolvere, è la strada migliore, come in un presepe, se 6 giuseppe attendi anche te, la parola del signore..., grazie mille. (:

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