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Fuori bersaglio

Il folle autogol dei repubblicani:
si parla soltanto dello shutdown
e non dei disastri di Obamacare

La lotta contro la riforma sanitaria ha spostato tutta l'attenzione mediatica sulla "serrata" (e vengono dimenticate i fiaschi organizzativi di Barack...)

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Barack Obama

Barack Obama

Chi ha la colpa di “chiudere” il governo americano? Obama ha accusato i repubblicani, perche’ non accettano di far passare alla Camera, dove sono in maggioranza, la finanziaria per il 2014 nella stessa forma, cioe’ senza emendamenti, votata dal Senato, che e’ controllato dai democratici. Sembrerebbe che, essendo i due partiti su posizioni lontane, dovrebbe essere responsabilita’ del presidente degli Stati Uniti, che rappresenta tutti gli americani, di favorire un compromesso, di trovare una soluzione che accontenta (o scontenta nella stessa misura),  la maggioranza della gente, di qualunque colore sia. Ma questo presidente ha da tempo bruciato i ponti del dialogo, da quando ha impostato la corsa per la riconferma sui toni della lotta di classe tra poveri e ricchi e ha scelto di essere solo “democratico”, e anti GOP. Nel 2012, cosi’, ha vinto, ed e’ diventato percio’ ancora piu’ intransigente nello schierarsi con i liberal  del suo partito, dettando un’agenda basata sulla difesa strenua di Obamacare. La legge e’ l’epitome delle politiche socialiste e redistributive del “nuovo” partito democratico che ha perso per strada le voci moderate, pro-business e pro America dei Kennedy e dei Clinton. 

L’ultimo sondaggio, comunque, gli da’ ancora ragione, perche’ il 72% degli interpellati, nella rilevazione di lunedi’ scorso, primo giorno dello shutdown, ha detto che non e’ d’accordo sul fatto che il governo sia stato “chiuso” per osteggiare l’avvio di Obamacare. Questo esito condanna senza appello la strategia suicida imposta dai membri del Tea Party all’intero GOP. Chiudere gli occhi di fronte alla realta’ dei numeri e del potere di veto presidenziale, e non capire che Obamacare potra’ essere corretta o addiritura cancellata soltanto quando la popolazione l’avra’ valutata e bocciata per gli effetti che provoca, e dopo che i repubblicani avranno riconquistato il Senato e la Casa Bianca, e’ solo segno di cieco autolesionismo. Ma non solo. A parole, il senatore dei Tea Party Ted Cruz che ha guidato la crociata senza speranza facendo il (finto) filibustering si e’ appellato ai principi della liberta’ individuale repressi dalla muta statalizzata. In realta’, ha cercato pubblicita’ nazionale perche’ intende correre come presidente nel 2016 (peraltro, e’ nato in Canada e avra’ un serissimo impedimento costituzionale da superare), e ha mandato il partito al macello. 

La verita’, di cui Obama puo’ evitare di parlare perche’ il GOP con il suo comportamento ha spostato il focus sullo shutdown, resta tuttavia quella secondo cui la media di tutti i sondaggi curata da RealClear Politics rivela che gli americani continuano a giudicare sfavorevolmente Obamacare con il 51% di contrari, mentre solo il 39% la vedono bene. Quindi siamo al paradosso di un partito repubblicano che ha “ragione” nel criticare nel merito la riforma sanitaria imposta da Obama con i soli voti democratici, ma “torto” nel voler vincolare a qualche parziale modifica (il rinvio di un anno del mandato individuale e la eliminazione della tassa sugli strumenti medicali) il finanziamento della intera attivita’ governativa, con l’effetto pratico di lasciare a casa 800mila dipendenti pubblici e di chiudere parchi e monumenti, oltre al resto dei servizi pubblici non essenziali. L’autogol e’ clamoroso, perche’ finisce con il fare un favore al presidente che sarebbe gia’ travolto dalle critiche se costretto a rispondere del disastro tecnologico e pratico che sta emergendo proprio dall’entrata in vigore della sua creatura. Le notizie che arrivano dalle “borse” dove gli americani devono comprare una polizza (per non pagare una tassa annuale a fondo perso) raccontano di “errori”, di “blocchi”, di impossibilita’ a seguire la procedura per avere le informazioni e, eventualmente, per iscriversi e per chiedere i sussidi federali. La cronaca del fiasco organizzativo-tecnico-finanziario proseguira’ per mesi (c’e’ tempo fino a marzo per adeguarsi alla legge) e il GOP avrebbe tutto l’interesse a sbatterla in prima pagina. Invece, ha scelto per ora il vicolo cieco di una opposizione inane da cui ha interesse a uscire il prima possibile. 

di Glauco Maggi
@GlaucoMaggi

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