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Penelope

La senatrice del "gnente" alla prova

Prima grana per la capogruppo grillina al Senato, Paola Taverna

Brunella Bolloli

Brunella Bolloli

Alessandrina, vivo a Roma dal 2002. Ho cominciato a scrivere a 15 anni su giornali della mia città e, insieme a un gruppo di compagni di liceo, mi dilettavo di mondo giovanile alla radio. Dopo l'università tra Milano e la Francia e un master in Scienze Internazionali, sono capitata a Libero che aveva un anno di vita e cercava giovani un po' pazzi che volessero diventare giornalisti veri. Era il periodo del G8 di Genova, delle Torri Gemelle, della morte di Montanelli: tantissimo lavoro, ma senza fatica perché quando c'è la passione c'è tutto. Volevo fare l'inviata di Esteri, ma a Roma ho scoperto la cronaca cittadina, poi, soprattutto, la politica. Sul blog di Liberoquotidiano.it parlo delle donne di oggi, senza filtri.
Pasionaria stellata

Paola Taverna è romana

Per chi non la conoscesse, Paola Taverna è la nuova capogruppo del Movimento Cinquestelle al Senato. La senatrice "del gnente, voi siete gnente", come qualcuno l'ha ribattezzata dopo il suo durissimo intervento contro il governo Letta, il 2 ottobre, giorno della fiducia. La senatrice del gnente, perché la Taverna è romana de Roma (sud), del Quarticciolo, tra Centocelle e Tor Sapienza, borgata protagonista della Resistenza contro l'occupazione tedesca della Capitale. E lei è ormai celebre perché resiste, urla, sfoga tutta la sua rabbia contro i partiti che non hanno fatto "gnente, gnente". Non hanno "abbolito il finanziamento pubblico ai partiti", non sono riusciti nemmeno a "produrre una legge efficace contro l'omofobbia", non hanno cancellato i "rimborzi" elettorali! E giù applausi. La Taverna scandisce le doppie nello slang romanesco anche se in tv le hanno detto che è meglio non calcare su certe consonanti. Ma alla talebbana di Beppe non importa: lei nel Movimento c'è da tempi non sospetti, è una che ci crede e combatte. In Aula non ha paura a dire la sua contro Letta, contro Bberlusconi, contro i tecnici, contro tutti. Con un suo stornello in romanesco ha scatenato il caos nella truppa stellata del Parlamento: i dissidenti non la volevano, troppo estremista. Questa è più grillina di Grillo, dicevano. Vero:lei stessa ha sempre ammesso sicura: sì, per me c'è solo il Movimento, il resto è "gnente". Fedelissima al papa ligure. Però adesso la giovane dalla sfuriata facile che attacca i politici tradizionali perché "la ggente vi paga per lavorare", si trova di fronte a una bella gatta da pelare. Il gruppo del Senato deve lottare per difendere l'emendamento dei due senatori M5S Cioffi e Buccarella contro il reato di clandestinità. Grillo ha lanciato l'anatema contro i due, non se ne parla neanche, ha ordinato. Casaleggio ha vergato un post di fuoco contro il "metodo M5S", insomma li ha sconfessati perché hanno agito al di fuori del programma. E ora Paola Taverna che farà? Difenderà i due colleghi firmatari dell’emendamento o ne agevolerà la cacciata perché anche loro, rispetto al suo capo Beppe, sono "gnente, gnente"?    

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Commenti all'articolo

  • osama

    06 Novembre 2013 - 20:08

    taverna, luogo che nell'antichità veniva usato come stalla o cantina, dove giravano ratti e bacarozzi. Paola proviene da li. !!!!!!!!!

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  • kobra1

    31 Ottobre 2013 - 11:11

    Se la Taverna è la senatrice del "gnente", la Bolloli mi sembra la giornalista del "nulla". Nonostante gli studi riportati nella sua biografia, mi sembra che sia rimasta a una dimensione provinciale. Ben vengano i parlamentari "borgatari" per riportare la politica alle problematiche della gente comune

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