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Il 'grande Stato' dei democratici

Tutti i 'numeri' di Obamacare:
un capolavoro di burocrazia

La riforma sanitaria del presidente comprende due leggi per un totale di 381.517 parole. E la sua applicazione da parte di agenzie governative e ministeri ne ha richieste 11 milioni e mezzo

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Tutti i 'numeri' di Obamacare:
un capolavoro di burocrazia

Quando si dice astrattamente che i liberal e la sinistra  hanno la vocazione per le regole dettate da un indispensabile, e quindi “grande” governo, in opposizione allo spirito tipico dei conservatori di deregolamentare il piu’ possibile, lasciando piu’ spazio alla liberta’ dei cittadini di agire sotto la propria responsabilita’ personale, si sta rappresentando un dibattito ideologico. Poi pero’ c’e’ la realta’ delle cose e si capisce meglio perche’ i repubblicani si siano particolarmente accaniti contro l’ultima e piu’ importante legge voluta dal presidente democratico, Obamacare, bollandola come un “mostro legislativo”. 

Delle critiche ai contenuti e all’implementazione abbiamo diffusamente parlato sul quotidiano Libero e nel mio blog su Libero online, e la cronaca dei guasti e delle inefficienze, o del suo successo, sara’ materia di futuri articoli via via che la legge trovera' applicazione. Ma un dato concreto e’ gia’ ampiamente rivelatore a proposito del dibattito su “regolamentazione contro deregolamentazione”, ed e’ l’abnorme “dimensione” di Obamacare in termini di parole. La stesura delle regole sviluppate dalle agenzie governative e dai ministeri interessati alla sua entrata in vigore e alla sua applicazione nel paese ha richiesto l’uso di oltre 11 milioni e mezzo di parole (11.588.500) che sono trenta volte tante quelle della Obamacare stessa, che era gia’ un monumento alla complessita’ con le sue 381.517 parole. 

La cosiddetta Obamacare comprende tecnicamente due leggi, la “Patient Protection and Affordable Care Act (PPACA)” e la “Health Care and Education Reconciliation Act (HCERA)”. Da quando il presidente le ha firmate nel marzo 2010, la burocrazia dell’amministrazione ha pubblicato 109 “regolamentazioni finali” perche’ potessero entrare in vigore. Nel Federal Register, la Gazzetta Ufficiale Usa, queste regolamentazioni occupano un totale complessivo di 10.535 pagine, pari a un librone che fa impallidire Guerra e Pace di Tolstoi, che ne ha 1.496 (edizione Garzanti). 

Il calcolo e’ stato fatto da CNSNews, che ha scoperto che ci sono in media 1.100 parole per pagina, un dato rilevato contando effettivamente tutte le parole in una regolamentazione di 78pagine, e dividendo poi il numero per 78. Delle due leggi di Obamacare pubblicate a cura dell’Ente  governativo di Stampa la PPACA e’ la piu’ voluminosa, con 906 pagine, mentre la HCERA ne conta 55. 

In conclusione, per ogni parola di Obamacare, scritta e fatta passare dai legislatori democratici (mentre nessun repubblicano ha votato a favore), l’amministrazione Obama ha scritto 30 parole di regolamentazione per spiegare e ordinare come farla funzionare.

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