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Il Mago morde la Grande Mela

Andrea Bargnani ha già conquistato New York e coach Woodson, guadagnandosi il posto in quintetto. Senza infortuni, può ritagliarsi un ruolo importante alle spalle di Anthony.

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Il Mago morde la Grande Mela

Nessuno, dopo le ultime stagioni, si aspettava che Andrea Bargnani potesse subito ritagliarsi un posto nel quintetto dopo solo poche partite con i New York Knicks. Eppure l'ala italiana, sbarcata nella Grande Mela in estate, ha subito convinto coach Woodson, che lo ha schierato sempre titolare nelle partite di pre-season, gare che seppur siano poco indicative, possono quantomento fornire suggerimenti sui quintetti. 

E gli 11.8 punti di media nelle sfide disputate possono essere un buon segnale: innanzituttto sul fatto che il Mago sia perfettamente guarito, dopo la serie di problemi (ultimo la broncopolmonite) che lo hanno fermato negli ultimi mesi. Poi anche che Andrea può essere il giocatore giusto da affiancare a Carmelo Anthony, quantomeno in fase offensiva. In attacco infatti Bargnani  è un'ala grande atipica, troppo alto per essere marcato da un "tre" classico, troppo veloce quando mette palla per terra per essere marcato da un "quattro", e su questo aspetto ha imparato a trarre vantaggio. In più, c'è sempre da considerare il suo tiro dalla lunga distanza, che potrà risolvere tanti problemi quando Melo verrà raddoppiato (sempre se impari a scaricare il pallone come si deve). 

Le difficoltà saranno con molta probabilità nella metà campo difensiva. Anthony non è mai stato un rinomato difensore, Bargnani nemmeno, e su questo aspetto Woodson dovrà lavorare molto. Certo, la presenza di Chandler toglierà molta pressione all'italiano dal punto di vista dei rimbalzi, sua pecca da quando ha attraversato l'oceano. Ma il centro non potrà risolvere tutti i problemi, tanto che in questa pre-season lo si è già visto all'opera durante le partite a rimproverare Andrea per rotazioni difensive sbagliate, ma basterà un po' più di confidenza e conoscenza con i compagni per sistemare gli schemi nella propria metà campo, dove un aiuto potrò arrivare anche da Metta World Peace, specialista in difesa. 

La situazione dei Knicks, nonostante i punti di domanda sulla fase difensiva, comunque sembra quella ideale per Bargnani. E' finalmente arrivato in una squadra importante, con un centro fisico e in cui non dovrebbe sentire la pressione della sua prima scelta nel draft 2006, semplicemente perché ci sono stelle più lucenti nel roster dei newyorkesi. Andrea ha tranquillamente 20 punti a partita tra le mani, lo ha dimostrato spesso durante la sua carriera Nba, e nella Grande Mela, se resterà sano, potrà ritagliarsi un ruolo importante come secondo/terzo violino di un team potenzialmente in grado di lottare per il titolo. 

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