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Bidone Barack

Il flop del sito di Obamacare
è solo l'ultimo degli scandali
'coperti' dal presidente

Il website dove acquistare le polizze non funziona e sta creando problemi a milioni di americani. Ma la lista dei fallimenti è lunga...

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Lo scandaloso decollo di Obamacare, con il tracollo del website che avrebbe dovuto vendere le polizze agli americani come la gente e’ abituata a comprare un viaggio su Expedia (la battuta non e’ mia, e’ proprio quello che dicevano prima dell’1 ottobre i portavoce del governo sulla praticita’ del sito) non sappiamo dove potra’ atterrare. Aspettiamo meta’ dicembre, data entro cui chi non ha una polizza deve procurarsela oppure sara’ passibile di multa, per capire il livello del bidone. 

Ma intanto la storia del sito del governo federale in perenne tilt e’ un episodio di per se’: la Casa Bianca e il ministro della sanita’ hanno avuto tre anni e mezzo (la legge e’ stata approvata nel marzo del 2010) per organizzare la messa in opera della maggiore riforma che marchera’ la presidenza di Obama. Hanno finora speso almeno 400 milioni di dollari, o versati ai contractor scelti da loro, o in spese interne del personale pubblico dedicato a questo compito. Hanno messo in piedi call center per chi vuole informarsi al numero verde; hanno assunto i cosiddetti “navigatori”, personale che dovrebbe aiutare i clienti a destreggiarsi tra le opzioni e arrivare al traguardo dell’acquisto; e hanno creato www. Healthcare.gov, il website delle meraviglie. 

Che tutto sia un fiasco non lo nasconde piu’ neppure il New York Times, che parla di “caotico debutto” e di “milioni di persone frustrate nel cercare di avere informazioni e copertura”. Arriva a scrivere il New York Times, nel suo editoriale di oggi 22 ottobre, il giorno dopo che il presidente ha detto in Tv di essere “il piu’ arrabbiato in America per i guasti del sito” che “l’amministrazione ha creato il website, e quindi la responsabilita’ necessariamente cade sugli alti ufficiali del governo – Kathleen Sebelius, ministro della sanita’, e lo stesso presidente Obama-, che hanno permesso che questo avvenisse”. E che cosa succede, allora, a questo punto? Che il fallimento (per ora tecnico organizzativo) di Obamacare non avra’ conseguenza alcuna. Un normale presidente avrebbe costretto il proprio ministro, incaricato di far funzionare un website, a trarre le conseguenze dopo un simile, acclarato disastro.  

Ma questo non e’ un presidente normale, come ha dimostrato in tante occasioni precedenti. La sua forza e’ nel fare muro contro la verita’, nel coprire la sua squadra fino all’estremo. Non e’ lealta’, ma autodifesa. Se gli crolla un “compare”, a pagare e’ subito dopo lui stesso. Barack ha retto durante il primo mandato contro altri scandali non meno clamorosi proprio con questo attaggiamento da trincea, da bullo che se lo puo’ permettere. E cosi’ e’ stato rieletto, proprio perche’, potendo contare su una stampa disposta a tutto per proteggerlo,  non ha pagato nulla lui, perche’ non ha fatto pagare nulla ai suoi. 

Eric Holder, ministro della Giustizia, ha combinato anni fa la vergogna di Fast & Furious, il piano di fornitura di armi alle bande di narcotrafficanti che avrebbe dovuto far catturare i capi dei cartelli, ma che si e’ risolto solo nell’armamento delle bande e in agenti americani uccisi. Holder e’ stato censurato con una nota di disprezzo del Congresso per non aver fornito la documentazione, ma e’ ancora li’, a servire Barack come una pedina insostituibile: afro-americano, continua a portare in tribunale gli stati che votano leggi per imporre la carta di identita’ con la foto per votare, usando questa banale misura di correttezza per accusare di razzismo i repubblicani. Occorre ricordare che cosa e’ successo a Bengazi? Un ambasciatore Usa ucciso dai terroristi, e Hillary segretario di stato e Obama che mentono per giorni inventando un corteo popolare al posto dell’assalto. Conclusione? Omerta’, insabbiamento, e promessa di appoggio di Obama a Bill e Hillary Clinton per le presidenziali del 2016. 

O vogliamo riparlare dello scandalo dell’IRS, l’agenzia governativa delle tasse che dipende dal Tesoro e che ha osteggiato la campagna dei conservatori e dei Tea party nel 2012, negando loro illegalmente lo status di enti fiscalmente esenti? Mesi e mesi di scandalo tenuto sotto controllo, fino a quando la fuga di notizia della NSA grazie a Edward Snowden ha preso le prime pagine. Nessun testa governativa ha pagato, c’e’  stata solo qualche rotazione di funzionari. 

Questa e’  una amministrazione che per le disavventure in politica estera, se si pensa a Libia, Egitto, Siria e Iran, ha rivalutato Carter. E che per l’approccio arrogante, da gruppo chiuso con innata presunzione di superiorita’ morale, classica dei liberal socialisti, censura persino la stampa amica. Roba da far rimpiangere la Casa Bianca di Nixon.

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Commenti all'articolo

  • graziano.ingrid

    17 Febbraio 2015 - 23:11

    Ma per quale motivo l'Accademia di Svezia gli avrà conferito il premio Nobel per la Pace a priori? Alla luce dei risultati prodotti dovrebbe ritornare sui suoi passi come anche nel caso del Nobel per la medicina conferito nel 1949 a Edgas Moniz per la lobotomia provvedendo a risarcire le vittime. Perché le medaglie olimpiche vengono ritirate e i Nobel no??

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