Cerca

Bandiera bianca

"Nel pollaio di Obamacare"
Il film tragicomico di Obama

Si cerca di far luce sul disastro del decollo della riforma sanitaria. E tutti puntano il dito contro il "committente", ovvero Barack. Cresce il dissenso anche tra i democratici

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

"Nel pollaio di Obamacare"
Il film tragicomico di Obama

“Nel pollaio di Obamacare” potrebbe essere il titolo del film presentato oggi in Congresso, sotto forma dell’audizione organizzata dalla Commissione Energia e Commercio della Camera per cercare di far luce sul disastro del decollo della riforma sanitaria, entrata in vigore il primo ottobre. In assenza della ministra della sanita’, Kathleen Sebelius, che ha rifiutato di deporre per prendere tempo ed e’ andata in Arizona per fare un discorso di sostegno della legge a riprova della faccia di bronzo della amministrazione Obama, c’erano i quattro manager responsabili dei principali contractors che hanno lavorato alla implementazione del sistema e continuano a gestirlo adesso che e’ “funzionante”.   

A sentire loro, ognuno ha fatto la sua parte del compito correttamente dal punto di vista tecnologico, e ognuno ha scaricato sugli altri le responsabilita’ dell’avvio accidentato, per usare un eufemismo. Tutti, soprattutto, hanno tenuto a precisare che la decisione su quale parte del lavoro fosse e sia ancora adesso di loro competenza spettava al loro “cliente committente”. Ossia del governo Obama che si e’ gia’ impegnato con i contractors per incarichi pluriennali per oltre 400 milioni di dollari. Ovvio che nessuno parla mai male del proprio “cliente”,  ma tutte le testimonianze hanno concordato nel dire che “quello che ci ha chiesto di fare il ministero della sanita’ lo abbiamo fatto correttamente”. 

Cio’ puo’ essere o non essere vero al 100%, ma il vero messaggio che e’ emerso, tra le righe, e’ la carenza di leadership manageriale del committente. A stupirsi di questo esito possono solo essere i fedeli della religione del Grande Governo, che crede di saper fare bene l’imprenditore. Invece, non basta avere la possibilita’ di staccare generosamente assegni dal conto corrente dei contribuenti per guidare un’impresa funzionante in un sistema capitalistico. E’ solo l’illusione socialmente e finanziariamente costosissima dei regimi socialisti o socialdemocratici, come in Italia e’ dimostrato dalla storia dell’Iri che faceva fallire panettonifici e banche. Obama aveva gia’ dato pessima prova di se’ con gli “investimenti” del superstimolo del 2010-2011 nelle aziende della energia verde, tipo la Solyndra dei pannelli solari, che ha fatto bancarotta in pochi anni, e dopo aver bruciato 535 milioni di dollari in finanziamenti pubblici e licenziato 1000 dipendenti.

Quando la prossima settimana la ministra Sebelius si dovra’ arrendere a presentarsi per la seconda audizione, aspettiamoci di assistere ad una doppia capriola. La prima e piu’ importante sara’ di tenere Obama al riparo da ogni colpa. Dira’ la Sebelius cio’ che l’amministrazione ha gia’ anticipato attraverso i portavoce: “Il presidente non sapeva nulla dei problemi tecnici fino a quando il programma e’ partito, e da quel momento e’ stato fermo nel chiedere  immediati aggiustamenti. Ha nominato persino uno zar a supervedere il progetto, e ha assunto i migliori tecnici di softare sulla piazza”. (“Perche’ non lo ha fatto prima?” lo ha gia’ irriso il comico Tv Jay Leno). Quanto all’andamento disastroso del website, secondo problema, cerchera’ di scaricare quello che potra’ sui contractors, il maggiore dei quali e’ peraltro una societa’ controllata dallo stesso governo federale, la CGI Federal.

Le responsabilita’ tecniche del fiasco saranno oggetto di accuse e controaccuse a lungo, ma si intrecceranno presto con il problema del “che fare” a proposito degli effetti pratici che il pessimo funzionamento del sito avra’ sui cittadini. Se chi vuole accedere per comprare la polizza non ci riesce, come puo’ un governo fargli pagare la prevista multa? Il GOP chiede da tempo il rinvio del mandato individuale obbligatorio, e la Casa Bianca ha sempre fatto muro e non vuol concedere agli individui quella dilazione di un anno (a inizio 2015) che, per convenienza elettorale dei democratici (le elezioni di medio termine del novembre 2014), ha accordato pochi mesi fa alle corporation. 

Ora il muro si sta sgretolando sotto l’evidenza dell’ingiustizia. Ieri il governo ha rimandato di sei settimane, da meta’ febbraio a fine marzo 2014 , il termine dopo il quale saranno comminate le multe per il 2014 a chi non avra’ la polizza Obamacare. E’ il primo cedimento. E ora un drappello di parlamentari democratici, che cresce di giorno in giorno soprattutto tra coloro che devono essere rieletti negli Stati “rossi”, si e’ unito al GOP nel chiedere il rinvio. Per adesso sono usciti allo scoperto i senatori democratici Mark Pryor dell’Arkansas, Joe Manchin della West Virginia, Mary Landrieu della Louisiana, Kay Hagan della Carolina del Nord, Jeanne Shaheen del New Hampshire. Manchin ha detto a Fox News che sta preparando una legge bipartisan per il rinvio di un anno del mandato individuale cofirmata con il repubblicano Johnny Isakson della Georgia.

di Glauco Maggi
@GlaucoMaggi

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog